Unicoop Tirreno, esito incontro 16/02/2017

UNICOOP TIRRENO
esito incontro 16 febbraio

Il giorno 16 Febbraio 2016 in Roma è ripreso il confronto con Unicoop Tirreno. Le delegate e i delegati di Filcams, Fisascat e Uiltucs, nel coordinamento fatto prima dell’incontro, hanno espresso preoccupazione per lo stato della trattativa. L’impresa discute di tagli ed esuberi ma ne di efficentamento ne di sviluppo.

Questa impostazione sbagliata è stata confermata nell’incontro: l’impresa è stata perentoria nel ribadire che intende sospendere il premio aziendale e le indennità di funzione, conferma il perimetro delle chiusure e delle cessioni dei punti vendita, a cui si sottraggono i quattro punti vendita già comunicati e si aggiunge Terracina.

Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno ribadito la necessità di sviluppare un confronto che abbia l’obiettivo di evitare le chiusure e le cessioni, chiedendo all’impresa in cosa consiste la proposta di protocollo che dovrebbe verificare eventuali acquirenti. Le OO.SS. hanno anche ribadito la necessità che la Cooperativa avvii una seria disamina rispetto alle altre voci di costo, che pesano più del lavoro, come, per esempio, differenze inventariali e spese per servizi (si è accennato brevemente all’ingiustificato parco auto della Cooperativa ed ai modesti interventi di razionalizzazione sinora operati in materia).

Le organizzazioni sindacali hanno inoltre ribadito l’esigenza di verificare nel merito gli esuberi: come sono dislocati nelle varie province, quali ruoli sono coinvolti, quale criterio ha determinato l’individuazione degli esuberi, qual’è l’organizzazione della sede di domani dopo aver introdotto un ammortizzatore sociale.

Nello specifico non abbiamo ricevuto alcuna risposta, l’impresa si è impegnata nuovamente a fornire le informazioni richieste al prossimo incontro. Relativamente alla quantificazione degli esuberi lamentati sulla sede di Vignale (160 unità), la Cooperativa si è dimostrata sfuggente. La richiesta avanzata da parte sindacale di reinternalizzare sevizi e consulenze e di effettuare una verifica in ordine ai profili ricollocabili nell’ambito della organizzazione aziendale, ci è stata descritta come un’operazione difficoltosa e da affidare ad una società di consulenza esterna (comportamento paradossale per chi dovrebbe ridurle le spese per consulenze e servizi).

Al contempo la cooperativa ha azzardato una proposta provocatoria di sospensione dell’indennità di funzione e del premio aziendale che prevederebbe la salvaguardia dello stesso per i lavoratori con reddito fino a 800 euro netti. precisando che qualora si raggiungesse il pareggio di bilancio, gli istituti sospesi verrebbero ripristinati.


Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno respinto la possibilità di avviare nell’immediato una trattativa sulla riduzione del salario in assenza di una prospettiva certa per la salvaguardia occupazionale. Solo dopo che ci sarà chiarezza sulle caratteristiche degli istituti economici di cui sopra e sul futuro occupazionale di tutta la Cooperativa, potrà essere valutata l’opportunità di intervenire sul contratto aziendale.

Abbiamo inoltre ribadito la volontà di utilizzare il contratto di solidarietà difensivo, in quanto avrebbe una durata di 36 mesi, una copertura temporale più lunga della cassa integrazione per crisi. La Cooperativa continua a non escludere la solidarietà ma ritiene più utile la cassa integrazione, soprattutto sulla sede.


Inoltre l’impresa, in modo assolutamente estemporaneo, ha richiesto la deroga ad utilizzare i tempi determinati sulla costa in costanza di ammortizzatore sociale. Abbiamo sottolineato la nostra contrarietà.

Considerando insoddisfacente lo stato della trattativa, verificheremo nei prossimi incontri le condizioni per proseguire il confronto, che è stato aggiornato al 23 Febbraio a Roma alle 14,30.

p.la FILCAMS/CGIL p.la FISASCAT/CISL p.la UILTuCS
A. Di Labio V. Dell’Orefice P. Andreani

Roma, 17 febbraio 2017