Unicoop Tirreno, esito incontro 14/02/2017

UNICOOP TIRRENO
esito incontro 14 febbraio

Si è svolta in data 14 febbraio 2017 la ristretta con Unicoop Tirreno per approfondire i vari temi che sono oggetto di confronto nella gestione della vertenza aziendale.

Se su alcuni aspetti si è potuto avere maggiore chiarezza su molti altri l’impostazione dell’impresa è apparsa assolutamente approssimativa e incompleta.

Esuberi di rete

È confermata la disponibilità dell’impresa all’utilizzo dell’ammortizzatore sociale ma si sta ancora valutando la richiesta delle organizzazioni sindacali di fare un accordo di solidarietà difensiva. Secondo l’impresa ci sarebbero dei limiti ostativi alla solidarietà nell’ambito dell’organizzazione del lavoro, limiti che le organizzazioni sindacali hanno respinto facendo proposte concrete, dando disponibilità a trovare le dovute flessibilità organizzative utili a garantire l’efficienza dei negozi. L’impresa si è detta disponibile a verificare le proposte delle organizzazioni sindacali nel corso del negoziato.

Sede

L’impresa dichiara che esclude la possibilità di utilizzare la solidarietà sulla sede e ritiene inevitabile la cassa integrazione, motivando la scelta in basa alla quantità degli esuberi e all’infungibilità delle mansioni. Per le organizzazioni sindacali il confronto deve partire dalla presentazione del modello organizzativo che l’impresa immagina per la sede, solo a quel punto si potrà verificare quanti ruoli sono in esubero e quale sia lo strumento migliore. L’impresa non era preparata a questo confronto e ha dichiarato che verrà presentato il modello organizzativo della sede all’incontro del 16.

Contratto integrativo

L’impresa non è stata in condizioni di presentarci dei dati dettagliati sulla composizione del costo del lavoro derivanti dall’integrativo. È stato semplicemente ribadito l’interesse a sospendere il premio aziendale e le indennità di ruolo che complessivamente valgono 6,1 M di euro e dichiarando la disponibilità ad intervenire preservando le fasce di reddito più deboli. Pur considerando questa disponibilità dell’impresa rispondente alla nostra posizione d’intervento equo, abbiamo dichiarato che ci saremmo aspettati un maggior dettaglio dei costi dell’integrativo al fine di poter elaborare proposte di parte sindacale concrete e che eventuali interventi sull’integrativo potranno essere accordati solo dopo il mandato assembleare delle lavoratrici e dei lavoratori.

Chiusure e cessioni

Resta particolarmente critico il tema delle chiusure e delle cessioni, l’incertezza in questo ambito non pare risolversi. La cooperativa ha dichiarato un ripensamento su quattro unità produttive che non verranno ne chiuse ne cedute: Velletri, Fornoli, Pieve Fosciana e Tuscania, una dichiarazione assolutamente positiva. È stato poi annunciato che il negozio di Terracina, che era stato affittato nel 2016 ad un piccolo imprenditore del sud del Lazio, tornerà di proprietà di Unicoop Tirreno. Una notizia apparentemente positiva, ma l’impresa ha dichiarato che non ha ancora deciso se mantenere il negozio o chiuderlo. L’approccio sul tema delle chiusure e delle cessioni, oltre ad essere quello palesemente più critico per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori è anche la parte della riorganizzazione aziendale su cui l’impresa è apparentemente più approssimativa e su cui non abbiamo assolutamente intenzione di fare passi indietro.

Il confronto è aggiornato al giorno 16 Febbraio 2017 a Roma alle ore 12,00. Le delegazioni di Filcams, Fisascat e Uiltucs sono convocate alle ore 10,00 per un coordinamento preventivo.

p.la FILCAMS/CGIL p.la FISASCAT/CISL p.la UILTuCS
A. Di Labio V. Dell’Orefice P. Andreani

Roma, 15 febbraio 2017