Unicoop Tirreno, esito incontro 07/04/2018

Roma, 11 aprile 2018

Il giorno 7 aprile 2018 si è svolto preso la sede di Unicoop Tirreno l’incontro con la cooperativa.
Molta aspettativa per la ripresa di un dialogo che si era interrotto nel 2017 con le mobilitazioni di Dicembre. Per Unicoop Tirreno, oltre al nuovo direttore del personale e la responsabile delle relazioni sindacali, erano presenti i responsabili territoriali commerciali e quelli dell’organizzazione e un consulente legale, una delegazione che sicuramente ha dato maggior autorevolezza alla discussione.
L’incontro, che ha visto la presenza dei delegati e delle delegate e delle strutture territoriali di Filcams, Fisascat e Uiltucs, può essere considerato come un primo incontro di ripresa del dialogo e del confronto tra le parti.
La Filcams ha immediatamente denunciato la mancanza delle delegazioni sindacali dei punti vendita della Campania e di Terracina: le lavoratrici ed i lavoratori coinvolti nei processi di cessione e di chiusura dei negozi sono quelli che ad oggi hanno pagato il prezzo più alto della riorganizzazione di Unicoop Tirreno, processi di cui si denuncia anche il metodo utilizzato dalla cooperativa, totalmente irrispettoso verso chi per anni ha lavorato per la Coop.
In merito agli strumenti contrattati nell’accordo del 9 maggio del 2017 risultano uscite con incentivo all’esodo 234 persone nel 2017 ed ulteriori 89 usciranno nei prossimi mesi, per un totale di 323 lavoratrici e lavoratori.
Gli ammortizzatori sociali hanno avuto un utilizzo assolutamente parziale che secondo la Filcams CGIL ha dei motivi ben precisi:

    ·la mancata applicazione del contratto di solidarietà è dovuta al fatto che gli esuberi erano stati dichiarati sul solo criterio economico senza guardare alle necessità organizzative, a dimostrazione di questa tesi l’ampio utilizzo di ore aggiuntive nel 2017 attraverso flessibilità, supplementari e straordinari e tempi determinati e somministrati;

    ·lo scarso utilizzo della cassa integrazione, come più volte denunciato dalle organizzazioni sindacali, è invece dovuto alla mancata riorganizzazione della sede, per la Filcams si è sprecato un anno di cassa integrazione prezioso.

L’impresa dichiara comunque di aver recuperato perdite nel 2017 e la stima del preconsuntivo indica una perdita di 15,8 milioni di euro a fronte dei 21,2 del 2016.
Secondo la cooperativa sarà necessario proseguire il piano di risanamento: migliorando la gestione caratteristica, la redditività e riducendo i costi di sede e il costo del lavoro (particolarmente alto nel Lazio).
La Filcams CGIL ha criticato la posizione della cooperativa che guarda nuovamente al costo del lavoro come criticità, la cooperativa infatti affronta questo tema in termini di incidenza sul fatturato senza considerare quanto abbiano inciso negativamente sulle vendite le ristrutturazioni di alcuni punti vendita e alcuni errori organizzativi della cooperativa tra cui i problemi sulla logistica e il fallimento della terziarizzazione delle pescherie (per stessa ammissione dell’impresa).
Per la Filcams, Unicoop Tirreno deve innanzitutto:

    ·Recuperare autorevolezza nelle relazioni sindacali, praticando maggiormente il livello territoriale e rispettando gli accordi sottoscritti e la contrattazione collettiva.

    ·Confrontarsi sull’organizzazione del lavoro ed evitare di utilizzare strumenti di flessibilità fuori da quanto consentito dal CCNL.

    ·Fornire informazioni sulla riorganizzazione della sede e della rete vendita, sia per quanto concerne ristrutturazioni ed investimenti, sia nell’ambito di punti vendita che hanno criticità.

    ·Fornire un consuntivo dettagliato sul conto economico e sull’incidenza delle leve utilizzate sia attraverso gli accordi sindacali, sia sulle azioni poste in essere dalla cooperativa.

La cooperativa si è impegnata ad accogliere eventuali richieste di incontro territoriale e a riprogrammare un nuovo incontro nazionale non appena il consuntivo del 2017 sarà ultimato.


p. La Filcams CGIL Nazionale
Alessio Di Labio