Unicoop Tirreno, confermato il piano industriale con gravi ricadute sui lavoratori

11/10/2017
unicoop tirreno

Prosegue lo stato di agitazione

L’incontro nazionale con il Direttore Generale e il direttore del personale di Unicoop Tirreno non ha avuto l’esito atteso.

Unicoop ha confermato la volontà di implementare il piano industriale con nuove leve che hanno ricadute sulle lavoratrici ed i lavoratori. “Unicoop Tirreno” afferma la Filcams Cgil Nazionale, “si sta dimostrando inaffidabile e non è rispetta il patto di salvaguardia occupazionale su cui si era basato l’accordo sottoscritto a Maggio .”

L’impresa cooperativa conferma le terziarizzazioni della logistica e dei reparti pescheria, una sperimentazione che potrebbe essere riprodotta in altri punti vendita e su altri reparti.

Viene anche confermato che la cooperativa vuole uscire dai negozi campani, ma sui tempi e sul futuro occupazionale dei 100 lavoratori nessuna parola è stata spesa.

Si aggiunge alle criticità la chiusura del punto vendita di Terracina, decisione che allarma particolarmente per le scarse possibilità di ricollocazione sul territorio.

Confermato un doppio binario tra gli investimenti negli ipermercati e le politiche commerciali tra Lazio e Toscana, indizi che preoccupano sulla possibilità di una futura scissione dell’impresa che evidentemente generebbe ulteriori criticità soprattutto sulla sede.

“L’ANCC” prosegue la Filcams Cgil “che avevamo invitato a partecipare all’incontro in rappresentanza del sistema cooperativo, che è evidentemente coinvolto nell’operazione di ristrutturazione della cooperativa, non era presente.

“A queste condizioni non c’è alternativa alla conferma dello stato di agitazione e alle iniziative conseguenti che nei prossimi giorni verranno coordinate con le strutture territoriali e i delegati sindacali.”