Unicoop Tirreno, 82 esuberi

01/06/2011


Conti in rosso dopo il flop Campania. "Sinergia" con Firenze
In vista anche la chiusura di due ipermercati in Campania (dove però sarà aperto un nuovo negozio), azioni per ridurre i costi nella sede centrale e il miglioramento gestionale, con l´obiettivo di riportare in pareggio tra il 2012 e il 2013 un bilancio che conta su ricavi importanti, 1,216 miliardi nel 2010. Nessuna integrazione societaria, invece, con Unicoop Firenze. La smentita assoluta arriva sia da Piombino che da Firenze, sedi centrali dei due colossi della grande distribuzione alimentare. «Tale prospettiva non rientra nella volontà comune – si legge in una nota di Unicoop Firenze e ripete nella sostanza il presidente di Unicoop Tirreno Marco Lami – Vi è reciproca convinzione che il presidio e la vicinanza al territorio rappresentano fattori di successo da preservare gelosamente. Proseguiranno invece i rapporti di collaborazione tra le due cooperative, che nascono da un clima consolidato di reciproca fiducia e rispetto».
La collaborazione operativa tra i due giganti della cooperazione si è realizzata in particolare nell´apertura a dicembre 2010 del super store di Arenaccia (Napoli), in quello in costruzione a Livorno, in un secondo che sarà inaugurato quest´anno a Santa Maria Capua a Vetere. Unicoop Firenze ha realizzato l´investimento immobiliare, mentre la gestione passa in affitto ad Unicoop Tirreno. Dalla Campania, dunque, il gruppo cooperativo piombinese non arretra ma cambia strategia nonostante i tanti problemi incontrati. «Quest´anno chiuderemo l´ipermercato di Benevento e venderemo quello di Afragola – spiega Lami – Sono casi eclatanti, da anni subiamo risultati pesanti, da lì vengono 7 dei 12 milioni delle perdite in bilancio, che salgono a 16 a causa di poste straordinarie come partecipazioni in progetti che stiamo dismettendo». Il «buco» è conseguenza della generale crisi dei consumi, delle difficoltà incontrate su certe piazze del mercato campano, ma anche del superamento del modello ipercoop. «La grande superficie commerciale dove si vende di tutto non funziona più, subisce la concorrenza dei mega store dell´elettronica, torniamo a dimensioni medie e a concentrarci sull´alimentare» spiegano dal gruppo della grande distribuzione alimentare di Piombino.
Unicoop del Tirreno ha 111 negozi soprattutto in Toscana (nelle province di Livorno, Grosseto, Lucca e Massa Carrara) e Lazio, ma anche in Campania (5 tra iper e superstore) e 6 in Umbria. Ha 870.000 soci e 5.726 dipendenti, 82 dei quali sono adesso ritenuti in esubero (74 nella sede centrale di Vignale Riotorto e 8 a Terni). «Non ci saranno licenziamenti» assicurano i vertici del gruppo cooperativo ancor prima di avviare la trattative col sindacato. Si ricorrerà al blocco del turn over dei pensionandi, alla ricollocazione nella rete, forse ad ammortizzatori sociali, a soluzioni il più indolore possibile. Ma saranno anche tagliate consulenze, avviate azioni per migliorare l´efficienza dei punti vendita e i margini di guadagno. Senza rinunciare alla mission sociale basata sulla politica dei prezzi che è proseguita anche negli ultimi anni.