Unicoop, i concorrenti ricorrono al Tar

14/02/2005

    sabato 12 febbraio 2005

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 18

    Legacoop, Confcooperative e Unci contestano il riconoscimento concesso dalle Attività produttive

    Unicoop, i concorrenti ricorrono al Tar
    MICHELE MENICHELLA
    ROMA • È appena nata ed è già finita nel mirino di tre organizzazioni concorrenti.
    Ottenuto il riconoscimento dal ministero delle Attività produttive il 7 maggio del 2004, l’Unione italiana cooperative ( promossa da Alleanza nazionale nel 1999) è sotto il fuoco incrociato di Legacoop, Confcooperative ed Unci che hanno fatto ricorso al Tar del Lazio per invalidare la sua costituzione mettendo in discussione il numero delle imprese necessario ( almeno mille coop associate) per ottenere il riconoscimento nazionale.


    Ma per il presidente nazionale dell’Unicoop, Francesco Dello Russo, non ci sono motivi per contestare la validità dell’organizzazione a livello nazionale. E spiega: « Il pretesto prende le mosse da un parere del Consiglio di Stato richiesto dal ministro del Lavoro nel 1961 poiché era stato contestato il riconoscimento richiesto e concesso all’Agci, appena costituitasi » . All’epoca erano ammesse al conteggio finale, utile per il riconoscimento, solo le imprese vigilate dal ministero del Lavoro e non quelle che operavano nelle regioni a statuto speciale poiché la vigilanza era solo territoriale.


    E il parere del Consiglio di Stato ha fatto testo fino a quando la Regione Sicilia — ha precisato Dello Russo — non ha varato la legge n. 22 del 29 luglio 1966 che, revisionando le norme sulla cooperazione, ha attribuito il potere di vigilanza direttamente alle associazioni nazionali del mondo cooperativo. Sicché dal 1966 anche le coop siciliane possono essere conteggiate per raggiungere il quorum richiesto dalle norme in vigore.


    E non escludendo tempi lunghi per la pronuncia del Tar del Lazio, Dello Russo è deciso a proseguire per la strada intrapresa in modo da assicurare alle coop associate un futuro migliore. Nel frattempo Unicoop e Agci hanno sottoscritto nello scorso dicembre un protocollo d’intesa per sviluppare un percorso di sinergie ed alleanze in modo da rafforzare il loro movimento cooperativo. Ma già si pensa di poter stabilire rapporti di collaborazione anche con le altre centrali cooperative.


    Presenti sul tutto il territorio nazionale, le imprese più numerose targate Unicoop sono quelle di produzione e lavoro ( 600 circa), seguite da quelle agricole ( 250), abitative ( 250) e sociali ( 150). Ben rappresentate anche le imprese della pesca, del trasporto e del consumo.


    « Le attuali 1.910 imprese che danno lavoro a 15mila soci hanno chiuso il 2004 con un fatturato stimato di 300 milioni di euro » ha reso noto Dello Russo aggiungendo che « in prospettiva, privilegiando le piccole e medie imprese, abbiamo un traguardo ambizioso da raggiungere entro il 2008 quando speriamo di annoverare 5 6mila cooperative e 60mila soci lavoratori che dovrebbero fatturare almeno un miliardo di euro » .


    Punteremo molto— precisa il presidente dell’Unicoop— alla realizzazione di progetti pilota che vadano incontro alle necessità territoriali. E se nel Sud priorità assoluta sarà riservata all’agriturismo, al turismo, all’alberghiero, alla pesca ed alla salvaguardia dei parchi, al Nord si punterà a costruire abitazioni o residence da dare in affitto soprattutto a chi è in mobilità.


    Altri progetti, ancora da definire, punteranno alla costituzione di coop infermieristiche o paramediche soprattutto dove le strutture pubbliche sono carenti. In prospettiva v’è anche la costruzione e la gestione di strutture di accoglienza per anziani per garantire una migliore qualità di vita. Ma tutte queste attività — spiega Dello Russo — potranno decollare solo se riusciremo a programmare scuole permanenti di formazione per i quadri direttivi del movimento cooperativo.