Unicoop Firenze a Caprotti: ma quali favoritismi?

04/10/2007
    giovedì 4 ottobre 2007

    Pagina 15 – Economia&Lavoro

      Unicoop Firenze replica a Caprotti:
      ma quali favoritismi?

        Campaini, il presidente, ricorda: «Per aprire a sud di Firenze c’è voluto un referendum. A Empoli aspettiamo da 22 anni»

          di Francesco Sangermano/ Firenze

          «Se mi invitasse ai festeggiamenti per il 50mo anniversario di Esselunga? Ci andrei volentieri. Magari però non mangerei niente. Non si sa mai…». Turiddo Campaini, presidente di Unicoop Firenze, sdrammatizza con una battuta il j’accuse rivoltogli a mezzo stampa sul Sole 24 Ore (e poi col libro “Falce e carrello”) dal numero uno di Esselunga Bernardo Caprotti. Un’accusa di presunti favoritismi da parte di politici ed amministrazioni alle realtà del mondo cooperativo che Campaini, seriamente parlando, ha rispedito deciso al mittente. «Non si deve commettere l’errore di farsi prendere troppo dalle manie di persecuzione – ha detto riferendosi a Caprotti – La verità è semplicemente che il radicamento territoriale implica contatti e rapporti che rendono più facile lo sviluppo d’impresa. Chi si lamenta di quello che ci riguarda, dovrebbe prima di tutto spiegare com’è che allora in Lombardia ci sono 85 punti vendita di Esselunga. Dovremo forse pensare la stessa cosa? La verità è che chi si alza prima, chi conosce la propria casa ha qualche vantaggio. Ma da qui a parlare di favori il passo è molto lungo». Parole cui Campaini aggiunge un concetto specificamente relativo a Firenze. «Se si guarda la mappa della città – dice – i punti vendita Esselunga sono sistemati come lungo il tratto di un compasso, strategicamente in maniera perfetta. Una scelta invidiabile, ma è indubbio che per realizzarla qualche agevolazione devono averla avuta. Noi, per aprire negli anni ‘70 quello che all’epoca era il punto vendita più grande, abbiamo dovuto fare una manifestazione di piazza. Per l’ultimo centro commerciale a sud di Firenze c’è voluto, unico caso al mondo a parte un punto vendita Wal-mart a Los Angeles, un referendum popolare. E per far nascere quello di Empoli abbiamo aspettato 22 anni dalla presentazione del progetto. Se questi sono favoritismi…».

          La polemica, quindi, si è spostata sul versante dei prezzi. Con Campaini che ha risposto secco all’accusa mossa da Caprotti relativamente alle differenze registrate tra diverse cooperative di consumo. «A Coop Italia – ha spiegato – sono associate 135 cooperative di cui 9 più grandi e le altre più piccole. E se è vero che tutte hanno interessi di fondo comuni, lo è altrettanto che non esistono, per loro natura, due imprese uguali». Come dire, insomma, che lui può parlare per sé e per Unicoop Firenze ma non certo per altre realtà, magari dimensionalmente inferiori. E allora ecco i numeri di Altroconsumo prima e di Panel International poi. «Dai quali – conclude Campaini – emerge che in sette anni noi in Toscana abbiamo tenuto i prezzi sostanzialmente fermi fungendo da calmiere per tutta la Regione. Esselunga qui si è adeguata. A Milano, dove non ha la nostra concorrenza, i prezzi sono più alti del 20%».