Unicoop entra nell’elettronica di consumo

16/11/2005

    SUPPLEMENTO AFFARI & FINANZA di lunedì 7 novembre 2005

      ATTUALITA’ pag. 14

        Unicoop entra nell’elettronica di consumo

          Si allea con la pisana Cdc, quella di Computer Discount e danno vita ad una catena di megacentri dove la logica dell’ipermercato tipico della Coop si applica ad un nuovo settore. Dieci nuove aperture entro il 2007, altre in seguito

            MAURIZIO BOLOGNI

              il modello dell’ipermercato coop applicato all’elettronica di consumo con contaminazioni tecnologiche: percorsi nel negozio organizzati in modo da stimolare gli acquisti ma anche totem hitech per informare il cliente e indirizzarlo verso una spesa consapevole, migliaia di prodotti in mostra, prezzi concorrenziali, promozioni, offerte e sconti stile cooperativa sociale. Sullo scaffale, insomma, pc a mazzi come verdura, tv al plasma e telefonini invece di frutta e spaghetti, ma anche pistole ottiche che passate sul codice a barre comparano prezzi e caratteristiche dei prodotti. Il nuovo competitor nel settore dell’elettronica di consumo si chiama Compy Superstore e punta in alto: conquistare la leadership del settore. Ha le carte in regola. E’ infatti rampollo baldanzoso del matrimonio fra due gruppi in salute, Unicoop Firenze, cooperativa della grande distribuzione alimentare da 2 miliardi di fatturato l’anno, 96 punti vendita, 7.500 dipendenti, un milione di soci, e il gruppo pisano Cdc, specializzato nella produzione e distribuzione di prodotti informatici tecnologici, titolare del marchio Computer Discount, quotata sul segmento Techstar di Borsa italiana, 550 milioni di fatturato nel 2004, 600 dipendenti. Cdc Superstore era fino a pochi giorni fa una giovane creatura del gruppo di Pontedera, che tra settembre e ottobre aveva aperto i primi due Compy Superstore a Savignano sul Rubicone (Forlì) e Pontedera (Pisa): grandi negozi da 2.500 metri quadrati di superficie, 20 reparti specializzati, 30 addetti, totem e pistole elettroniche da puntare su 10.000 prodotti informatici e telefonici, tv e home cinema, audio, intrattenimento, fotografia e illuminotecnica. Adesso Unicoop Firenze acquista per più di 4 milioni di euro il 52% della srl Cdc Superstore, che mantiene nome e insegne di Compy Superstore.

              I due soci ritoccheranno al rialzo un piano industriale ambizioso, che già prima dell’accordo prevedeva fatturato destinato a passare dagli 8 milioni del 2005 a 200 nel 2009, raggiungimento del break even operativo a partire dal prossimo anno e 15 nuove aperture entro il 2009 di cui 10 nel 2007 (le prossime a Mestre entro fine anno, poi nel 2006 prima a Brescia, quindi a Roma e Milano). Compy Superstore acquisterà i prodotti da rivendere in esclusiva dalla Cdc per tutta la durata dell’alleanza: 15 anni. Nel consiglio di amministrazione tre posti andranno a Unicoop Firenze, cui spetteranno presidente e amministratore con delega allo sviluppo, che si occuperà dell’allestimento dei negozicattura clienti, mentre gli altri due membri del cda saranno nominati da Cdc, che esprimerà il vicepresidente e l’amministratore con delega alla gestione ordinaria e commerciale: a lui toccherà sviluppare la rete di totem e pistole che guidano la spesa «fai da te» dei clienti. L’operazione verrà perfezionata entro fine anno dopo le autorizzazioni dall’Antitrust. «Non temiamo brutte sorprese» dicono i protagonisti del patto, Turiddo Campaini, presidente Unicoop, e Giuseppe Diomelli, presidente Cdc.

              «Con questo accordo attiviamo sinergie con l’obiettivo di diventare il numero uno nel settore» dice Diomelli, che guarda con fiducia alla capacità dell’elettronica di consumo, cresciuta nel 2004 dell’11,2% ovvero più dello specifico segmento dei prodotti informatici, di trainare la diffusione dei pc assemblati da Cdc e già commercializzati attraverso una rete forte di 500 punti vendita con le insegne Computer Discount, Compy e Amico e 31 cash & carry. Intanto le quotazioni del titolo di Pontedera hanno registrato ottime performance dopo l’annuncio dell’accordo. Unicoop Firenze — rimasta fuori dalla ricapitalizzazione Unipol per l’acquisto di Bnl, operazione industriale giudicata non in linea con gli scopi mutualistici della grande cooperativa, ma che non chiude alla possibilità di far crescere la sua quota di partecipazione in Mps attualmente sotto il 2% — vede invece nella jointventure con Cdc un’occasione per perseguire i suoi fini statutari. «Perché l’elettronica di consumo entra nella vita delle persone con importanza che incomincia ad avvicinarsi a quella dei generi di prima necessità» spiegano gli uomini Coop. Il presidente Campaini aggiunge: «Vogliamo incrementare e allargare l’offerta di prodotti e servizi ai nostri soci. E l’accordo con Cdc ci consente di penetrare in un settore in forte sviluppo, capace di intercettare quote crescenti della spesa delle famiglie. Replicheremo il modello già seguito nel settore del bricolage dove abbiamo una jointventure assieme ad Obi con una rete di 30 punti vendita in tutta Italia». E così, intanto, aspettando che il nuovo accordo diventi operativo, i soci Unicoop Firenze attendono per Natale sugli scaffali di ipercoop e supermercati offerte speciali di elettronica. Infine l’accordo con Cdc rappresenta per Unicoop un’occasione per sondare meglio la possibilità di allargare oltre la Toscana la rete dei negozi di gdo. Ammette Campaini: «Stiamo studiando il mercato di Roma e della Campania. Vedremo».