UNI EUROPA YOUTH MEETING

UNI EUROPA YOUTH MEETING

Nelle giornate 6 – 7 – 8 febbraio 2013 si è svolto ad Albufeira (portogallo) il meeting dei giovani del sindacato internazionale Uni Europa, scopo del meeting (una sorta di ccongresso) era quello di condividere informazioni sull’attuale situazione della crisi a livello europeo, con un punto di vista particolare sul problema della disoccupazione giovanile. Il meeting è inoltre servito ad eleggere il presidente, la vice presidenza e gli steering groups (i nostri direttivi) del sindacato giovani internazionale.

Dal confronto emerso tra vari esponenti dei sindacati europei emerge un quadro continentale a dir poco allarmante, in tutta europa sta aumentando la % dei giovani (under 35) disoccupati, e in quasi tutti i paesi membri la disoccupazione giovanile è il doppio del dato nazionale.
Allo stesso modo sta aumentando un po’ ovunque il numero di giovani disoccupati che nemmeno cercano piu un lavoro, queste percentuali di disoccupazione giovanile in molti casi raggiungono livelli mai visti sin dagli anni 30.

Anche in paesi che spesso guardiamo come "guida", come ad esempio la germania, si registra un aumento di precarietà, lavori brevi e mal pagati. Gli esponenti dei Ver.Di. dichiarano apertamente che quando Angela Merkel racconta alla stampa internazionale che in germania tutto è sotto controllo mente.

La grande precarietà che si registra nel continente è in parte dovuta anche al comportamento di molte multinazionali, In tutto il continente si perdono ad oggi circa 31 milioni di euro al secondo in evasione fiscale di cui una gran parte risultano essere in tasse che multinazionali (come ad esempio google) versano in paradisi fiscali o comunque in paesi diversi da quelli in cui fanno affari in europa.

In Portogallo nel 2010 è crollato il rating dato dalle agenzie internazionali, questo ha portato a strette sul credito, il paese ha dovuto accettare politiche fortemente restrittive per poter avere aiuti internazionali, in tutti i settori pubblici e privati si sono tagliati salari e diritti.

In Francia si sta seguendo, nonostante il recente cambio di governo, la stessa strada; il tasso di disoccupazione tra gli under 25 è del 25% e si registra un forte aumento dell’utilizzo di contratti part time o a tempo determinato. In Francia si contano oggi circa 2,5 milioni di poveri e solo il 10% dei lavoratori è iscritto ad un sindacato.

Ulteriori gravissimi problemi si registrano sul fronte sindacale anche in Turchia dove è a rischio il diritto di sciopero, si registrano casi di aziende che hanno licenziato centinaia di lavoratori a seguito ad azioni di mobilitazione, lavoratori per i quali ora si sta tentando con l’aiuto della magistratura a chiedere la reintegra nei luoghi di lavoro.

Al termine dei lavori si è infine varato un documento contenente alcuni ordini del giorno che confermano, tra le altre cose, l’impegno dei sindacati a livello europeo a contrastare il proliferare di forze di estrema destra, che fanno della crisi facile argomentoper attrarre a se sempre più consenso e il contrasto alle politiche di austerità che stanno mettendo a rischio il futuro delle giovani generazioni europee.

Una nota personale: come rappresentanza italiana (ma non solo) ho notato una presenza decisamente preponderante di rappresentanti del mondo delle banche e del settore finanziario, che per l’italia erano in gran parte rappresentati da sindacati non confederali (fabi, dircredito). Anche le due candidate relative allo steering group dell’area mediterranea di cui fa parte l’italia rappresentano questo mondo e l’unica italiana fa parte della FABI, che di sicuro non rappresenta la maggiorparte dei lavoratori nel nostro paese. Ritengo sarebbe auspicabile, se vogliamo aumentare la nostra azione anche a livello di sindacalismo europeo, aumentare la rappresentanza dei sindacati confederali all’interno di questi contesti internazionali.

A cura di Luca Chierici