UNI EUROPA 6th YOUTH SUMMER SCHOOL-Turchia, 22-24 Giugno 2011

Alla 6′ edizione della UNI EUROPA – Youth Sumer School per la Filcams hanno partecipato:
Alessandro Fili e Adriano Montorsi di Moden; Abel Acosta di Forlì e Sara Paccapeli di Ancona.

Ecco i loro commenti

UNI EUROPA – Youth Sumer School22-24 June 2011 Cesme – Turkey

La Youth Sumer School è stata suddivisa in due giornate di lavoro.

Il gruppo dei partecipanti era estremamente eterogeneo e comprendeva partecipanti da una dozzina di paesi diversi e di formazione variegata sia in termini di settori di provenienza (dalle telecomunicazioni ai bancari e al comercio) che di competenze acquisite.

Erano presenti sia delegati tuttora “in produzione” all’interno delle rispettive aziende di provenienza così come funzionari dotati già di una certa esperienza alle spalle, anche in ambito contrattuale.

L’agenda è stata divisa in modo molto lineare e assolutamente basico.

Il primo giorno è stato dedicato a fornire elementi e condividere le conseguenti riflessioni in relazione alle modalità relazionali e alla corretta impostazione di una formale presentazione o in ogni caso del modo in cui gestire una situazione di dialogo e di confronto, analizzando i contenuti emotivi e fisici correlati all’attività peculiare di ognuno di noi.

Successivamente a ciò il tema è stato quello di definire, attraverso una apposita esercitazione di gruppo, come ci si approccia e come si deve decidere il tipo di priorità da seguire. A questo tema veniva poi messo in luce come ogni decisione di priorità sia in realtà una selezione che mette in campo a priori contenuti conoscitivi e psicologici e conseguentemente pregiudizi, che risultano essere fondanti nell’attività e nell’impostazione personale di ognuno di noi e come fondamentale sia agire tentando di farsi condizionare il meno possibile da tali pregiudizi.

Dopo dunque una prima giornata preparatoria e introduttiva che ha dato elementi conoscitivi e che ha permesso, attraverso le esercitazioni, di condividere e discutere le riflessioni di ogni singolo gruppo, il secondo giorno invece è stato dedicato alla negoziazione vera e propria attraverso un’esercitazione mirata nella quale ci si preparava, sulla base di obiettivi predefiniti ad affrontare una contrattazione, che poi veniva effettivamente compiuta dalle parti e successivamente riportata dagli osservatori esterni alla classe.

Quest’esercitazione rappresentava il compimento della due giorni di formazione in quanto riassumeva le condizioni preliminari fornite nella prima giornata e le metteva fattivamente in pratica attraverso una sperimentazione attiva su cui poi gli osservatori svolgevano una analisi a tutto tondo sulla gestione dell’incontro negoziale e i comportamenti dei singoli attori, sia di parte datoriale che di parte sindacale.

In sintesi l’esperienza della Summer School si può definire certamente interessante. Il livello, è bene specificarlo, è piuttosto basilare. Non vengono infatti fornite conoscenze complesse o dati ma più che altro spunti di riflessione e attitudini utili a migliorare il proprio approccio attivo e non puramente strumentale all’attività sindacale.

Impressioni, sollecitazioni, emozioni (ITA and ENG)
L’incontro in Turchia è stato un’ottima occasione per avere un confronto diretto sull’attuale realtà sindacale nei diversi paesi europei, scoprendo punti di contatto strettamente collegati ai processi di globalizzazione in atto nell’attuale panorama economico.
Il confronto con i delegati ed i funzionari di realtà come quella finlandese o quella palestinese, tanto per fare due esempi agli antipodi, ha consentito di valutare le problematiche comuni e prendere spunto su quali possano essere le differenti metodologie di analisi delle stesse.
Un’accurata valutazione delle diverse soluzioni adottate nei vari paesi europei a problematiche di partenza comuni, facilita la comprensione dei processi sindacali in atto nell’Unione Europea.
Il suggerimento che mi sento di dare è quello di poter dedicare più spazio all’analisi in aula di questi aspetti, che spesso vengono lasciati al confronto individuale al termine delle giornate di lavoro della Summer School. (A. Fili)

E’ stata un’esperienza indimenticabile e molto preziosa! Anzitutto perché ho conosciuto dei compagni di viaggio dall’Italia veramente speciali: Adriano, Alessandro, Abel e Marco.. e poi per i colleghi incontrati in Turchia! Ho legato in particolar modo con quelli del mio gruppo di lavoro.. è stato veramente interessante confrontarsi sulle esperienze, le problematiche e le soluzioni ai problemi più o meno comuni nei diversi Paesi, nel mio specifico l’ Inghilterra, il Belgio, la Turchia e l’ Irlanda.
Vorrei esprimere un particolare elogio nei confronti di Deniz, il rappresentante della Turchia che ha curato con molta attenzione l’organizzazione a mio parere impeccabile.. ha organizzato anche una visita a Efeso: uno spettacolo di rara bellezza!
Unica nota stonata: il comportamento dei due responsabili del gruppo della UNI, che sin dall’inizio non hanno dimostrato alcun interesse nell’amalgamare bene l’intero gruppo, escludendo spesso e volentieri alcuni di noi dalla conversazione nei momenti al di fuori delle lezioni. Credo che il loro compito sia quello di far sentire tutti ugualmente ben accetti e inseriti, soprattutto perché parliamo di sindacato e questa dovrebbe essere una sua prerogativa! (S. Paccapeli)

It was an unforgettable and very valuable experience! First of all because I met some fellow travelers from Italy really special: Adriano, Alessandro, Abel and Marco.. and then for the colleagues met in Turkey! I especially connected with those of my team .. It was really interesting to compare the experiences, problems and solutions to problems more or less common in several countries, specifically in England, Belgium, Turkey and Ireland.
I would like to express special praise for Deniz, the representative of Turkey, which has kept the organization very carefully and impeccable in my opinion.. he organized a visit to Ephesus also: a spectacle of rare beauty!
The only discordant note: the behaviour of the two leaders of the group of UNI, which from the beginning have not shown any interest in a good amalgam of the entire group, excluding some of us more often in moments of the conversation outside the classroom. I think that their job is to make everyone feel equally welcome and included, especially since we are talking about unions and this should be his prerogative! (S. Paccapeli)

Dal mio punto di vista l’esperienza della Youth Summer School si è dimostrata essere interessante e carente allo stesso tempo.
Interessante per l’ovvia possibilità di scambio che caratterizza tale iniziativa, che si esplica nella conoscenza di persone di differenti culture umane e sindacali e che aiuta formare ed accrescere il bagaglio, lavorativo ed esistenziale, di ognuno.
Carente da un punto di vista strettamente formativo. La guida infatti, seppur ben strutturata in termini organizzativi, ha una gestione per così dire acefala. I formatori dovrebbero stimolare il processo di interazione e integrazione tra i vari partecipanti invece appare che tale aspetto venga più che altro lasciato alle pure e semplici dinamiche interpersonali, insufficienti per garantire un risultato positivo in tal senso. Ritengo a tale proposito che sarebbe maggiormente utile introdurre, a completamento delle esercitazioni, dei momenti guidati dentro e fuori dall’aula per favorire tali scambi conoscitivi. (A. Montorsi)

From my point of view the experience at the Youth Summer School was interesting and limitative at the same time.
Interesting because you have the opportunity to exchange with other people and this is, in my opinion, the first prerogative. More, this helps to know a lot of different persons with their own-related human and union’s culture, giving you the possibility to increase your own working ad existential knowledge.
Then it was limitative for what concerns his peculiar training aspect. In fact the guide, even if it was well-done in his organization, is conducted as if there was no head. The trainers should stimulate the process of interaction and integration among participants. Instead of that it seems that this side has been left to the interindividual dynamics, which are not sufficient to guarantee a positive result.
I think that it would be much more useful to introduce, completing the exercises, some guided moments, inside and outside the classroom, to promote these cognitive exchanges. (A. Montorsi)