UNI Commerce Bollettino Febbraio 2010

Numero di Febbraio

Un grande anno davanti a noi

Il presidente di UNI Global Commerce Union Alan Spaulding, UFCW, parla del primo bollettino di quest’anno:

“Cari affiliati di UNI commerce, il 2010 sembra molto promettente per UNI Commerce e i suoi affiliati in tutto il mondo. Abbiamo lasciato Dublino con un nuovo senso di solidarietà e scopo comune, lanciando l’idea delle alleanze globali, firmando un nuovo accordo quadro globale, e ponendo le basi per una nuova visione di come possiamo tutti contribuire al nostro reciproco successo.

Presidente di settore, Alan Spaulding UFCW

Questo è l’anno in cui iniziamo a mettere in pratica le nostre promesse. La nostra commissione guida globale si è incontrata lo scorso novembre a Nyon, per decidere le strategie per l’anno a venire, e daremo seguito con un incontro della commissione guida questo maggio. Ma già si stanno sviluppando importanti progetti. Nella prima metà del 2010 si terranno incontri finalizzati a conseguire alleanze con Tesco, Carrefour, e Metro.

Un importante lavoro di coordinazione è in corso tra gli uffici centrali di UNI e gli affiliati sulle multinazionali globali come Wal-Mart, Tesco, Carrefour, Metro, Inditex, e H&M, e anche su multinazionali regionali in America Latina, Africa, e la regione Asia/Pacifico.

Uno degli aspetti più incoraggianti è il coinvolgimento attivo degli affiliati nell’integrazione del loro lavoro di ricerca e comunicazione con quello di UNI. Aumentare il potenziale di UNI commerce nel mondo attraverso la condivisione delle nostre risorse regionali, locali e nazionali trasformerà UNI Commerce in una vera potenza. Incoraggio fortemente tutti gli affiliati di contattare Alke Boessiger, ed esplorare modi per contribuire alla bagaglio di conoscenze, esperienza e risorse del vostro sindacato, in modo costruttivo in relazione al piano strategico di UNI Commerce. Ogni affiliato è una risorsa.

Un coordinamento e una comunicazione attive tra i sindacati e lo staff di UNI Commerce sarà la vera misura di quanto UNI Commerce sia in grado di soddisfare la visione di UNI dei prossimi quattro anni – il tema espresso a Nagasaki del “fare breccia”.

In quanto settore più grande di UNI Global, facciamo in modo di andare a Nagasaki con esempi luminosi di come gli affiliati di UNI Global stranno facendo la differenza per i nostri membri e per i lavoratori non sindacalizzati nel mondo.

I migliori auguri di un buon 2010, Alan Spaulding”

Dialogo Sociale Europeo

La commissione per il dialogo sociale europeo per il commercio ha adottato il suo nuovo programma di lavoro e l’organizzazione dei datori EuroCommerce concentrerà la sua azione congiunta sulla crisi economica, la formazione professionale, salute e sicurezza e orari di lavoro – vedere: http://www.uniglobalunion.org/Apps/
iportal.nsf/pages/20090205_yeptEn

In aggiunta, i partner sociali europei vogliono essere sicuri che il Dialogo Sociale Europeo non si tratti solo di riempire fogli che finiscono in un cassetto: si sta applicando una “implementazione e una politica di azioni supplementari” concentrate e sarà richiesto il sostegno di tutti gli affiliati europei.

Fabrice Warneck, PO UNI Europa Commerce

Uno sguardo alla vendita al dettaglio globale

Pubblicato a gennaio, il 13o rapporto annuale della Deloitte sul settore della vendita al dettaglio conferma che il settore è stato molto dinamico nella sua risposta alla crisi globale, aumentando l’innovazione e l’adattabilità. Il rapporto include una lista dei 250 rivenditori maggiori per vendite, e include una discussione sui trend più dominanti e le sfide che attendono i rivenditori nel 2010.

Il rapporto riguarda l’anno fiscale 2008 (che comprende giugno 2009) e la conclusione finanziaria finale è che a causa della recessione globale, i profitti sono scesi dal 3,7% al 2,4% anche se il settore nel complesso è cresciuto del 5,5%. La top 10 è formata dalle stesse aziende dell’anno scorso, con alcuni cambiamenti interessanti: Metro ha riguadagnato la sua posizione come terzo rivenditore mondiale scalzando Tesco e relegandola al quarto posto. E’ interessante notare che Metro ha aumentato le sue vendite da 87,586 milioni di USD a 99,004 milioni di USD, mentre Tesco nello stesso periodo ha aumentato il suo valore da 94,740 milioni di USD a 96,210 milioni.

Carrefour è ancora seconda, con un margine di sicurezza di circa il 30%, ma dietro a Wal Mart di circa il 250%.

Inditex è avanzata dalla 65a posizione alla 54a nonostante il fatto che i rivenditori del settore della moda hanno subito una perdita dello 0,6% nell’anno fiscale 2008.

Un altro sviluppo interessante nella top10 riguarda i discount. La recessione globale dello scorso anno ha dato inizio a molte teorie su come la recessione avrebbe potuto influenzare i percorsi di acquisto e i risultati finora sembrano indicare che i consumatori si sono comportati in modo favorevole verso le offerte fatte dai discount. Quindi, il gruppo Schwarz (lidl), è balzato dal 7o al 5o posto, trascinandosi dietro Aldi dal 10o al 9o posto.

Rivenditori non con base in Europa

Il super rivenditore giapponese Takashimaya si è aggrappato alla 98a posizione mentre il sud africano Shoprite è calato di 3 posizioni al 130o posto, ma sempre meglio di Pick’N Pay, che è calato dalla 129a posizione alla 143a.

Il sud America sembra essere la regione che ha generato più profitti per tutte le compagnie, come evidenziato da Cencosud, che è salito dalla 112a posizione alla 80a.

Una delle tendenze identificate dal rapporto è un cambiamento nel comportamento dei consumatori causato dalla recessione ma rafforzato dai network sociali.

Il discorso è che l’esistenza di nuovi media sociali aumenta la trasparenza poiché i consumatori si scambiano opinioni sui prodotti e servizi più facilmente con gli amici, e permette di fornire molte più informazioni sui prodotti e le compagnie.

Questo potrebbe aiutare a creare una “Asta dei venditori”, una situazione in cui i venditori più disperati definiranno lo standard (il prezzo) sul mercato, forzando tutti gli altri a seguire questo metodo.

Un’altra tendenza identificata dal rapporto è che le aziende metteranno meno prodotti sui loro scaffali in modo da aumentare la concentrazione sui prodotti che vendono di più e che offrono il margine più alto, invece di permettere 17 variazioni che occuperebbero spazio e aggiungerebbero costi e confusione non necessari.

Il contesto globale della vendita al dettaglio

Di Jakob Thiemann, PO UNI Commerce Global Union

Il 2009 si era aperto con teorie e previsioni su quanto sarebbe stata dura la crisi economica e quali conseguenze queste avrebbe avuto sul settore del commercio. Il 2010 si è aperto in modo molto simile, ma ora che la recessione globale potrebbe essere finita, il dibattito è in qualche modo cambiato. Tre problemi restano centrali presso gli analisti e gli economisti: i discount hanno battuto la competizione; i giganti globali sono stati in grado di rispondere alla crisi e fino a che punto i consumatori hanno cambiato i loro comportamenti?

Top 10 Rivenditori

Posizione Nome/Paese
1 Walmart/ US
2 Carrefour/ Francia
3 Metro/ Germania
4 Tesco/ UK
5 Schwarz/ Germania
6 Kroger/ USA
7 Home Depot/ USA
8 Costco Wholesale/USA
9 Aldi/ Germany
10 Target Corp./ USA

Tabella 1, Top 10 dei rivenditori nel mondo. Fonte: Deloitte: Potenze Globali della vendita al dettaglio 2010

Queste domande sono importanti non solo per la direzione, ma anche per i lavoratori e i sindacati, perché le risposte ad esse potrebbero potenzialmente avere grandi implicazioni sulle condizioni di lavoro.

Tendenza 1: L’anno dei Discount

Un rapido sguardo alla top 10 dei rivenditori globali (tabella 1) da l’impressione che i discount abbiano battuto la competizione: la tedesca Aldi è avanzata al 90 posto e il gruppo tedesco Schwarz, che include Lidl, è balzato al 5o.
Al di la della top10 altri discount hanno fatto molto bene, dimostrando dunque che la recessione globale ha avuto un forte impatto sull’economia reale.

Tendenza 2: Adattabilità

Una nuova tendenza che è emersa è quella della fiducia nei prodotti con etichette private. I prodotti con etichette private fino ad ora erano stati considerati di bassa qualità e visti con disprezzo da chi non compra nei discount.

Ma nell’ultima decade, la qualità di molti di questi prodotti è aumentata è con l’inizio della recessione globale l’utilizzo di tali prodotti è divenuto la strategia commerciale preferita, come dimostrato da Carrefour, che nell’APrile 2009 ha introdotto più di 400 nuovi prodotti con etichette private. Le etichette private permettono un margine di profitto più alto dei prodotti di marca e quindi aiutano ad aumentare il margine di profitto. Congiuntamente alla rinnovata attenzione sulle etichette private, i rivenditori saranno propensi ad applicare misure di razionalizzazione inclusa la riduzione del numero di marche nel negozio, vendendo solo le due marche che vanno meglio. Questa prospettiva è attraente, perché porta benefici finanziari e per i consumatori, perché fino a poco tempo fa, i rivenditori cercavano di avere più marche possibili nei negozi.

I Super Centri Wal-Mart possono offrire fino a 100.000 diverse marche, chiedendo a un consumatore che mediamente spende 21 minuti in un Super Centro di valutare 75 prodotti ogni secondo.

Tendenza 3: Comportamento dei consumatori

La tendenza alla razionalizzazione delle etichette private si integra bene con l’ultima delle tre tendenze identificate in precedenza – il comportamento dei consumatori. La recessione globale ha costretto i consumatori a basare i loro acquisti sul loro reddito anziché su una linea di credito, costringendo i consumatori ad assumere un nuovo approccio verso le pratiche di acquisto.

Se questo riorientamento dei comportamenti di acquisto durerà dipende molto su quando l’economia si riprenderà e in particolare in nazioni che avevano una economia pre-recessione alimentata dai debiti.

Il nuovo comportamento può essere rafforzato dall’aumento dell’utilizzo dei media sociali, poiché i consumatori tendono a condividere più facilmente le informazioni sui negozi, i prodotti e i prezzi, aumentando la pressione sui rivenditori.

Conclusioni

Anche se il 2009 è stato senza dubbio un anno in cui i rivenditori hanno dovuto abbassare i prezzi e quindi anche i costi, le tendenze identificabili suggeriscono che la vendita al dettaglio mondiale non si è trasformata interamente in discount. In effetti, i consumatori sono diventati più consapevoli rispetto a come spendono i loro soldi, ma quando si tratta di cibo, i consumatori in generale non hanno completamente abbandonato la qualità e le abitudini di “shopping positivo”.

Data la lenta ripresa dell’economia globale, il 2010 sembra diventare molto competitivo, con guerre sui prezzi che pongono il consumatore al centro dell’attenzione.

I riflettori sul Giappone

L’economia giapponese sta soffrendo delle conseguenze della crisi finanziaria dello scorso anno. Le vendite al dettaglio dei negozi giapponesi sono in continuo declino. Secondo il Japan Department Store Association (associazione giapponese dei grandi magazzini), per la prima volta in 24 anni le vendite nei grandi magazzini giapponesi a livello nazionale sono scese sotto i 7 mila miliardi di JPY

Articolo di Atsuko Danjo, Assistant Director,
Affari Internazionali, Federazione Giapponese dei Sindacati dei Lavoratori dei servizi e della distribuzione (Japan Federation of
Service and Distributive Workers Unions)
(JSD)

Le vendite nei supermercati sono scese anch’esse del 4,3% rispetto all’anno precedente. Per combattere la prolungata depressione delle assunzioni, le ristrutturazioni non solo dei grandi magazzini ma anche dei minimarket sono state accelerate. Con il fine di proteggere i lavoratori colpiti dalle riorganizzazioni, la Confederazione Sindacale Giapponese RENGO ha esortato ripetutamente il governo a rafforzare le contromisure per l’occupazione, inclusi meccanismi di protezione sociale e programmi di sviluppo delle competenze.

Il 13 ottobre 2009, JSD e UI ZENSEN in quanto federazioni industriali dei lavoratori del settore della vendita al dettaglio, hanno firmato un accordo sulla costruzione di un network di ricollocamento tra le due organizzazioni.

In base a questo accordo, a prescindere dall’appartenenza di una persona, sia che faccia parte di JSD o di UI ZENSEN, essi aiuteranno i dipendenti non regolari che hanno perso il posto a causa della chiusura del loro negozio a trovare un nuovo posto di lavoro al di fuori della cornice sindacale.

Il movimento sindacale in Giappone sta facendo il massimo sforzo per superare questo periodo difficile.

UNI Commerce e UNI Property Services lavorano in solidarietà

Il lavoro di UNI Commerce per creare un dialogo sociale con le multinazionali per raggiungere delle buone condizioni di lavoro è in continuo sviluppo, e vengono rilasciati e valutati nuovi strumenti e approcci.

Uno di questi approcci è quello di lavorare a stretto contatto con altri settori di UNI. Avvicinarsi a una multinazionale in questo modo è diventata una cosa normale perché esse utilizzano molti servizi diversi per sostenere le loro operazioni.

Le guardie di sicurezza e i lavoratori delle pulizie sono alcuni dei gruppi più ovvi e ci sono già state strette cooperazioni tra UNI Commerce e UNI property Services poiché IKEA in Polonia ha scelto di lavorare con un’azienda di sicurezza privata che non rispetta i sindacati, si rifiutava di negoziare un accordo collettivo, e non effettuava i versamenti nel fondo sociale che fornisce assistenza sanitaria supplementare e indennizzi per ferie per i figli dei lavoratori del settore della sicurezza. IKEA Polonia, che ha un contratto con Solid Security, ha assistito direttamente la Solid nel suo tentativo di intimidire i lavoratori e indebolire il sindacato.

I sindacati di tutto il mondo si sono uniti nella protesta sulle pratiche accadute in Polonia, e hanno distribuito dei volantini nei negozi IKEA in Australia, Belgio, Canada, Francia, Germania,Irlanda,Spagna,Svezia,Svizzera, Olanda, Regno Unito e gli Stati Uniti.

Gli affiliati svedesi di UNI Commerce Handels e Unionen hanno sollevato la questione con IKEA, chiedendo una rapida soluzione.

Potete leggere di più sulla situazione sul nostro sito web: http://www.uniglobalunion.org/Apps/iportal.nsf/
pages/20090122_jjz6En

HK Handel,DK lotta contro la liberalizzazione delle legge sugli orari di apertura

Il sindacato del commercio danese insieme a molte altre organizzazioni, sta lottando per prevenire la completa liberalizzazione degli orari di apertura in Danimarca, proposta dal governo. Già ora i negozi possono restare aperti per circa 26 domeniche, ed è permesso loro di restare aperti da lunedì mattina alle 6 al sabato alle 17. Tutte le settimane!

La pagina dei fan rende possibile ottenere informazioni e video dove vengono spiegate strategie e approcci. La pagina è in danese ma potrebbe servire da ispirazione per gli altri sindacati coinvolti in negoziazioni prolungate.
Potete trovare la pagina di Facebook qui:
http://www.facebook.com/pages/HK-HANDELOK-
2010/149811466313?ref=nf

Prossimi Eventi

1-2.03.2010: Incontro UNI TESCO Global Union Alliance
Liverpool, UK

25.03.2010: Incontro CICE Carrefour, Parigi
Francia

14.04.2010: 1o Seminario sui CAE nel Commercio,
Helsingör, Danimarca

23-25.04.2010: Incontro SHOPRITE Alliance
Johannesburg, Sud Africa

22-23 .04.2010: UNI Europa Commerce Steering
Committee, Lussemburgo

26-27.04.2010: UNI Africa Commerce Steering
Committee, Johannesburg, Sud Africa

27.04.2010: European SD Working Group, Bruxelles
Belgio

28 .04.2010: Meeting iniziale UNI PICK’N’PAY
Johannesburg, Sud Africa

6 -7.05.2010: Incontro della UNI Commerce Global Steering
Committee Nyon, Svizzera

18-19.05.2010: Seminario sui CAE in CARREFOUR
Nyon, Svizzera

20-21.05.2010: Incontro UNI CARREFOUR Global Union
Alliance Nyon, Svizzera

09.06.2010: CICE CARREFOUR, Parigi, Francia

14-15.06.2010: Lancio della UNI METRO Global Union Alliance
Berlino, Germania

29-30.06.2010: Creare il Dialogo Sociale negli MNC in Africa
& Medio Oriente, Cairo, Egitto

19-23.07.2010: Seminario su MNC & Incontro UNI Americas
Committee, Colombia

23-27.08.2010: Incontro di Asia Regional Commerce ,
Vietnam

9-10.09.2010: METRO Euroforum, Barcellona,
Spagna

15.09.2010: CICE CARREFOUR, Parigi, Francia

22-23.09.2010: UNI Europa Commerce Steering
Committee, Bruxelles, Belgio

24.09.2010: Gruppo di lavoro sul Dialogo Sociale Europeo, Bruxelles
Belgio

19-21.10.2010: CICE CARREFOUR Plenaria

9-12.11.2010: 3o congresso mondiale UNI Global Union, Nagasaki, Giappone

29.11.2010: Plenaria sul Dialogo Sociale Europeo Bruxelles
Belgio

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