Un’auto globale anche per Volkswagen

13/01/2010

Dopo la Focus di Ford e la Nuova Palio del Lingotto la mossa dei tedeschi
MILANO — Il mercato dell’auto appare come una città in cui siano cambiati tutti i sensi di marcia. L’America è crollata al terzo posto nella classifica delle vendite con circa 10,4 milioni di veicoli, l’Europa si consolida con 13,6 milioni di immatricolazioni, la Cina ha contato 13,5 milioni di unità, divenendo il primo mercato al mondo (anche se il conto include i veicoli commerciali leggeri). È in corso una mutazione che vede tutti i costruttori ribaltare ogni piano industriale e di marketing per rincorrere le aree più ricettive per i loro prodotti, scatenando un ribaltone di tutti i futuri modelli: l’auto dovrà essere globale, la sua parte nascosta, il pianale, si dovrà adattare alle regole nazionali per essere omologato ovunque. La Volkswagen ha presentato a Detroit un concept, la Ncc New Concept Coupé, una sorta di «berlina globale», poiché la sua realtà è costituita proprio dal telaio adattabile a qualsiasi carrozzeria. Il gruppo di Wolfsburg sta costruendo negli Stati Uniti, a Chattanooga (Tennessee), uno stabilimento che entrerà in funzione nel 2011. Ha investito 2 miliardi di dollari, occuperà duemila dipendenti, prevedendo una produzione di 150 mila vetture l’anno, con possibilità di raddoppiare. Da questo impianto partirà un processo di diffusione di tanti modelli che avranno un’unica matrice (sarà la base anche della nuova Jetta e del New Beetle), proponendosi a quella fascia di clientela che sempre più ricerca veicoli economici e meno inquinanti. Il 2009, negativo per tutti i produttori, per Volkswagen è stato l’occasione per aumentare lo scarto con i concorrenti, forte dell’acquisto di Porsche e della partecipazione in Suzuki. Un altro gruppo adotta la stessa strategia: la Ford utilizza il pianale della Focus per il suo modello globale, destinato ad assumere, via via, il design del monovolume C-Max, di un coupé e della più classica berlina (la pianificazione prevede la costruzione di 2 milioni di unità tra tutte le carrozzerie). La Fiat, con lo sviluppo della futura Palio, dimostra lo stesso orientamento: un progetto (326) che nasce come berlina media ma potrà modificarsi in una piccola Jeep, proprio in Cina.