Una terapia choc da 43 mila miliardi

27/07/2001
La Stampa web

 




Venerdì 27 Luglio 2001
Cento giorni
Una terapia choc da 43 mila miliardi

ROMA

L’aula del Senato ha ieri terminato le votazioni sui 19 articoli del ddl per lo sviluppo. Il voto finale sul provvedimento, uno dei punti cardine del programma dei primi cento giorni di governo, avverrà la prossima settimana dopo l’esame del Dpef quindi passerà alla Camera e grazie ad un emendamento votato dall’aula entrerà subito in vigore senza attendere i 15 giorni di prassi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Oltre 43.000 miliardi di impatto sulle casse statali in quattro anni, di cui 10.000 già nel 2001, avvio del processo di rilancio dell’economia, abolizione di 190 milioni di adempimenti fiscali: sono i numeri del provvedimento su cui il governo punta molto per dare subito uno «choc» all’economia e avvicinarsi al fatidico obiettivo dello 0,8% di rapporto deficit-Pil nel 2001. Fra i 10.000 miliardi che dovranno arrivare dal pacchetto 100 giorni fiscale e i 12.000 miliardi che si attendono dalla stretta su spesa per consumi intermedi (taglio del 10%) e trasferimenti e da altri provvedimenti, l’esecutivo Berlusconi potrebbe infatti contare su un recupero di quasi un punto percentuale di Pil. Ecco le misure principali.

TREMONTI-BIS.
La riedizione della legge del ’94 varrà fino alla fine del 2002 a partire dal 30 giugno di quest’anno e si estenderà anche agli investimenti in formazione e asili-nido. Verranno detassati al 50% gli investimenti superiori alla media degli ultimi cinque anni e il provvedimento varrà anche per lavoratori autonomi, banche e assicurazioni. Vengono cancellati gli effetti della Dit e della Visco, mentre al Sud restano in vigore i crediti d’imposta. Il Senato ha cambiato la copertura della Tremonti-bis dopo le critiche arrivate da più parti: sarà un fondo speciale a finanziare i maggiori oneri nel 2003.

SOMMERSO.
Le agevolazioni e lo sconto fiscale e contributivo per far emergere le attività in nero varrà anche per i lavoratori autonomi (ad esempio gli studi professionali). La dichiarazione di emersione dovrà essere presentata entro il 30 novembre 2001. Le aliquote di emersione agevolate saranno per Irpef, Irpeg e Iva rispettivamente del 10% nel 2001, del 15% nel 2002 e del 20% nel 2003; sempre le imprese per mettersi in regola con contributi non pagati dovranno pagare l’8% il primo anno, il 10% nel secondo e il 12% il terzo anno. I lavoratori si metteranno invece a posto con l’erario pagando il 6% di Irpef nel 2001, l’8% nel 2002 e il 10% nel 2003; per i contributi saranno tenuti a pagare in misura fissa 200.000 anno per anno (più versamenti contributivi volontari per altri cinque anni) al fine di ricostituire la loro posizione previdenziale.

NEW ECONOMY.
Si potrà sostituire la sottoscrizione del capitale della società per azioni e delle srl con la stipula di una polizza assicurativa o una fidejussione bancaria.

ADEMPIMENTI FISCALI.
Saranno aboliti circa 190 milioni di adempimenti tra cui la soppressione della vidimazione dei registri obbligatori, la dichiarazione periodica dell’iva, il versamento delle imposte a ferragosto, la semplificazione delle procedure per la conversione in euro del capitale sociale, snellimento del processo di accertamento con adesione.

LOTTO E SCOMMESSE.
Nascerà un’unica Agenzia per la riorganizzazione dell’amministrazione finanziaria nella gestione delle funzioni statali in materia di giochi, scommesse e concorsi a premi.

SUCCESSIONI.
Viene abolita la tassazione anche sopra i 350 milioni di franchigia attuale. Una misura anti-elusiva impedirà al donatario di rivendere nei primi cinque anni il bene oggetto di donazione.
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