Una task-force contro il lavoro nero

15/12/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
294, pag. 2 del 12/12/2003
di Luigi Berliri

Lo ha annunciato ieri il ministro del welfare Maroni alla conferenza europea sull’emersione.
Una task-force contro il lavoro nero

In arrivo un supercommissario e 800 nuovi ispettori

Guerra senza quartiere contro il sommerso: è in arrivo una politica comunitaria contro il lavoro irregolare mentre l’Italia vara la task force antilavoro nero composta da un supercommissario e 800 nuovi ispettori. L’annuncio è stato dato ieri a Catania, dal ministro del welfare, Roberto Maroni, nel corso della conferenza europea sulle politiche del lavoro e l’emersione nell’ambito del semestre italiano di presidenza Ue. ´Su iniziativa della presidenza italiana’, ha spiegato Maroni, ´sono state gettate le basi per la definizione di una strategia comune europea in materia di lavoro non regolare. Da parte italiana, sarà nominato un commissario straordinario, con ampi poteri di intervento, contro chi sfrutta i lavoratori in maniera ignobile. Nel prossimo consiglio dei ministri’, ha aggiunto, ´porterò questa mia proposta per combattere il sommerso. E, secondo il mio progetto, il commissario dovrà avere tutti i poteri necessari per attuare una lotta senza quartiere all’economia sommersa’.

Il ministro del welfare ha quindi fatto notare che ´la politica della carota per combattere il sommerso, attuata in questi due anni, ha dato dei risultati che non sono stati soddisfacenti. E quindi mi pare giusto che ora si inizi un’azione di repressione vera, molto aggressiva per contrastare il fenomeno che, oltre a essere economico, purtroppo è anche culturale. La lotta al sommerso deve essere un impegno morale prima ancora che una politica economica e sociale’. Maroni ha quindi ricordato che il sommerso in Italia ´si manifesta con una pluralità di forme e le analisi che il ministero del lavoro e Italia lavoro hanno condotto parlano di una complessa articolazione, verso cui indirizzare politiche di contrasto anche a livello regionale. In Italia sono stati adottati strumenti diretti, come il credito d’imposta e la legge 383, e indiretti, come il sostegno e l’accompagnamento all’emersione attuato a livello provinciale dai Cles (Comitati lavoro ed economia sommersa, ndr). Queste misure, pur efficaci, non hanno portato’, ha ammesso Maroni, ´i risultati che ci attendevamo’.

Infine Maroni, soffermandosi sui servizi ispettivi, ha sottolineato che ´la riforma è praticamente pronta, ed è in attuazione della legge Biagi’, e ha anche annunciato che ´se il mondo economico non pone obiezioni, sono pronto a bandire un concorso per l’assunzione di 800 ispettori per coprire i ruoli che sono ancora vuoti. E contemporaneamente’, ha concluso, ´costituirò una specifica direzione generale al ministero del lavoro che si occuperà del sommerso’.

Maroni ha quindi annunciato che anche l’Europa scenderà in campo contro il sommerso. ´Rilevanti cambiamenti strutturali’, ha detto Maroni, ´hanno investito tutti i sistemi nazionali che pure se in misura diversa vedono crescere quell’area grigia dell’organizzazione produttiva rappresentata dal lavoro sommerso’.

Secondo il ministro, ´il rallentamento dei tassi di crescita dell’economia europea, la pressione competitiva che arriva dalle aree emergenti del mercato globale, e in particolare dei produttori asiatici, spingono a ridurre il più possibile i costi, puntando in primo luogo sulle risorse umane e sulla fiscalità attraverso meccanismi irregolari o di elusione delle leggi’.

Secondo il Censis che a Catania ha presentato un ricerca sul fenomeno, le percentuali più elevate di irregolarità si raggiungono in alcuni settori particolarmente predisposti al ricorso al lavoro nero. Fra le colf e il personale addetto alle cure e all’assistenza, ben il 77% del totale degli occupati è in nero. Questo settore, insieme all’agricoltura, dove sei lavoratori su dieci (59,2%) non sono in regola, presenta il picco più elevato di situazioni sommerse.

Percentuali relativamente elevate, secondo i dati del Censis, si trovano anche nelle costruzioni dove quasi un occupato su sei è in nero (14,2%), nel personale degli alberghi e dei pubblici esercizi (14%), negli addetti all’intermediazione finanziaria e immobiliare (13,7%), nella lavorazione del legno (11,6%), nel commercio all’ingrosso e al dettaglio (9,9%), nell’industria tessile (9,4%) e nei trasporti (8,8%). Meno pesante l’incidenza del sommerso nell’industria in senso stretto (5,9%).