Una settimana di incontri, poi le decisioni

15/01/2002


La Stampa web






retroscena
Aldo Cazzullo


(Del 15/1/2002 Sezione: Economia Pag. 3)
L´INIZIATIVA NASCE A CAPODANNO QUANDO IL PRESIDENTE ERA IN VACANZA A NAPOLI
Una settimana di incontri, poi le decisioni
Il Capo dello Stato punta a evitare l´inasprimento del conflitto sociale

CHE ci fosse bisogno di uno dei suoi «consigli», per evitare che del metodo da lui introdotto nel `93 restassero solo macerie, Ciampi ha cominciato a pensarlo fin da Capodanno. Sulla sua scrivania è rimasta a lungo la lettera che i sindacati gli avevano mandato il 28 dicembre, per lamentare quella che definivano una volontà di rottura del governo. A Villa Rosebery, nei giorni di riposo trascorsi nella sua residenza di Posillipo all´inizio del nuovo anno, il presidente aveva visto a pranzo due napoletani illustri, quel Bassolino con cui aveva affrontato il dossier delle riforme economiche in consiglio dei ministri (uno al Tesoro, l´altro al Lavoro), e soprattutto Antonio D´Amato, che gli aveva espresso in privato le sue convinzioni sulla necessità di introdurre nuovi elementi di flessibilità nel mercato del lavoro e norme di maggior rigore in campo previdenziale. La lettura dei quotidiani di questi giorni ha fatto il resto. L´attacco di Maroni, che accusa la Cgil di propagandare falsità e menzogna. La replica di Cofferati. L´ondata di scioperi annunciata per le prossime settimane, cui Berlusconi ha attribuito una «sicura impronta politica», come fossero un attacco alla tenuta del premier, già impegnato in un´accanita battaglia giudiziaria. L´affondo di domenica ancora di Maroni, che di fronte a una platea infiammata di leghisti ha definito il metodo della concertazione antistorico e superato. Troppi elementi di tensione, perché Ciampi potesse astenersi dall´intervenire. Da qui il fitto calendario di incontri che impegnerà il presidente per sette giorni. Sul Colle non si usa il termine «convocazioni», rilanciato ieri dalle agenzie di stampa. Alcuni faccia a faccia erano già previsti, su richiesta degli interlocutori. Altri sono stati decisi dal presidente. Quel che importa è il metodo che Ciampi userà nel trattare con i vertici delle parti sociali e del governo. Difficilmente il capo dello Stato entrerà nel merito delle questioni. Si guarderà dal fornire garanzie ai sindacati sulle parziali modifiche previste dall´esecutivo all´articolo 18, o dall´invitare questo o quel ministro a modificare le deleghe. Non lancerà moniti ad personam, bensì erga omnes. Esprimerà cioè a tutti le medesime convinzioni: aprire ora una fase di conflittualità sui temi sociali, aggiungere allo scontro sulla giustizia un altro conflitto su lavoro e pensioni, infrangere la pace sociale in un frangente in cui la ripresa economica tarda, la crisi internazionale si fa sentire e alcuni settori come i trasporti sono in grave difficoltà, sarebbe contrario all´interesse delle imprese, dei lavoratori e del paese. Sarà un´altra occasione per vedere alla prova il «metodo Ciampi», che lo stesso capo dello Stato ha sintetizzato forgiando la formula del «Quirinale silente ma non assente», e ricordando nel discorso di Capodanno che «il presidente della Repubblica non ha tra i suoi compiti quello di governare»; ma questo non esime nessuno, neppure il governo, dall´ascoltare i consigli che ha «il diritto e il dovere di dare». Oggi a Maroni, ministro con cui ha un rapporto di cordialità personale ma che nei mesi scorsi è stato considerato un «sorvegliato speciale» del Colle, Ciampi ricorderà che toni accesi, accuse pubbliche, rifiuto della concertazione rischiano di ritorcersi contro il governo di cui il ministro del Welfare fa parte. Domani a Cofferati il presidente spiegherà quel che intende per concertazione: un dialogo anche serrato, un confronto anche aspro, ma che postula però una decisione finale. Del provvedimento che sospende l´articolo 18 per le aziende che decidono di crescere oltre la soglia dei quindici dipendenti, già considerato dal governo D´Alema, si dovrà ad esempio discutere senza veti pregiudiziali. Lunedì a D´Amato chiederà di ammorbidire alcuni toni, e spiegherà la propria visione di flessibilità: che non è tanto incentrata sulla libertà di licenziamento, quanto sulla formazione permanente e sull´incontro tra domanda e offerta di lavoro. Ciampi ne parlerà anche con Tremonti, Fini e Frattini. E al termine degli incontri, ci sarà una verifica a tu per tu con Silvio Berlusconi. Il capo dello Stato ha seguito in diretta tv l´intervento del premier alla Camera, e ne ha apprezzato la dichiarazione di impegno europeista e di disponibilità al dialogo. Su lavoro e pensioni si attende altrettanta ragionevolezza.