«Una scossa per i consumi»

06/07/2001

Il Sole 24 ORE.com

    Terziario – All’assemblea della Confcommercio il presidente Billè chiede al Governo interventi per rilanciare il mercato e le privatizzazioni

    «Una scossa per i consumi»
    La Tremonti bis da sola è insufficiente a far ripartire l’economia – Sciogliere il nodo della criminalità
    Michele Menichella
    ROMA – La Confcommercio ha un grande progetto: creare un milione e 250mila posti di lavoro nei prossimi quattro anni. A patto, però, che venga potenziata tutta l’area dei servizi e che l’offerta turistica sia supportata da un’efficiente rete di infrastrutture. Un progetto che per Sergio Billè, presidente di Confcommercio, può essere tranquillamente realizzato visto che il Governo Berlusconi manifesta tutta l’intenzione di tendere la mano al settore produttivo e, in particolare, alle piccole e medie imprese. Impegni ancora una volta confermati dal ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano. Finora — ha sostenuto Billè nel corso dell’assemblea annuale dell’organizzazione tenuta ieri alla presenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e di una nutrita rappresentanza di ministri e parlamentari — ci sembrano positive le misure proposte dal nuovo Esecutivo, con il rilancio della legge Tremonti, ritenuta vera «endovena» per il sistema economico. Ma — ha aggiunto — non basta che le imprese abbiano più risorse e più capitali per i loro investimenti, s’impone anche un contemporaneo rafforzamento della domanda dei consumatori che negli ultimi periodi ha registrato flessioni. Grande voglia di crescere e di contribuire, perciò, a migliorare il sistema Paese (come è nelle intenzioni governative), ma anche tanto desiderio di veder concretizzate le promesse della nuova coalizione. Una strada che si può sicuramente percorrere insieme e che dovrà consentire a Governo e imprese di tagliare il traguardo come vincitori. Non negando di aver offerto un contributo non indifferente alla vittoria della Casa delle Libertà, Billè ha anche affermato che la Confcommercio «è, e resterà, un soggetto politico fortemente autonomo». Come dire: dopo avervi dato fiducia per le cose promesse, ora attendiamo di vedere i fatti. Entrando nei particolari, il leader dei commercianti ha presentato l’elenco delle cose da fare puntando, in primo luogo, alla crescita del mercato, che va liberato dalle forche caudine dei monopoli. Andranno poi demolite quelle strutture statali e parastatali che hanno remato contro chi ha cercato di «creare forme moderne di mercato e di concorrenza». E va, quindi, creato un sistema economico con regole di garanzia, strutture, capitali e professionalità. Non è mancato il riferimento all’economia sommersa che dilaga sicuramente al Sud, ma che non risparmia le aree settentrionali. Convinto che le azioni del Governo potranno servire a smuovere le acque, Billè ha anche sostenuto che sarà difficile attendersi un’inversione di tendenza da un buon 35% di imprese che, con un volume d’affari di 60-70mila miliardi, sono controllate dalle grandi organizzazioni criminali italiane e straniere, tutte intente al riciclaggio del danaro sporco e alla produzione di merce falsificata. Nel dettagliato, pungente e applaudito intervento, Billè ha detto che il confronto sul Dpef (che dovrebbe essere presentato non prima del 16 luglio) sarà la prima occasione per verificare «con quali tempi, modi e priorità il Governo intenda dare l’avvio al suo programma di cambiamento del sistema» e in caso di "buco" nei conti pubblici non si dovrà ricorrere ad altre manovre fiscali, verso le quali famiglie e imprese sono del tutto allergiche. Un suggerimento alternativo? Puntare alla privatizzazioni utilizzando metodi di dismissione all’insegna della massima trasparenza. Altro suggerimento operativo? Vendere al più presto le tre centrali di Genco e ampliare la fascia delle imprese e dei loro consorzi che possono comprare energia sul libero mercato. Interventi radicali sono stati poi richiesti per il settore dei trasporti e per quello delle infrastrutture. La giustizia, poi, «paragonato a un ombrello bucato che non protegge» dovrà assicurare processi più veloci. Sul fronte fiscale le richieste vanno dal ricalcolo e rivalutazione automatica della detrazione dell’Irpef sui redditi d’impresa alla drastica riduzione dell’Irap (misure che il Governo ha già annunciato di voler attuare). E sarebbe anche l’ora di mandare in soffitta «la scandalosa imposta sulle insegne» ha aggiunto il presidente della Confcommercio incassando l’ennesimo applauso. A nome del Governo ha parlato il ministro Marzano, che nel ribadire gli impegni presi nei primi 100 giorni ha precisato che l’Esecutivo si impegnerà in politiche di bilancio «ragionevoli» che prescindano da manovre correttive. www.ilsole24ore.com/imprese
    Venerdí 06 Luglio 2001
 
|

 
Tutti i diritti riservati © 24 ORE NetWeb S.p.A.