Una rete per spiare le imprese

23/03/2006
    marted� 21 marzo 2006

    ECONOMIA ITALIANA – Pagina 14

    LAZIOGATE – Nell’inchiesta sulle intercettazioni indagato Nicol� Accame, ex portavoce di Storace

      Una rete per spiare le imprese

        Dai sospetti della Yokohama alle indagini sulla Cit

          Vincenzo Chierchia
          Serena Uccello

          MILANO -Un falso agente di polizia, due veri marescialli della Finanza protagonisti di una falsa indagine, il sospetto di un traffico illegale di pneumatici: il Laziogate in realt� � partito da Brescia via Vetralla (Viterbo). Dietro le investigazioni illegali a carico di Piero Marrazzo (Governatore del Lazio) e Alesandra Mussolini (esponente di As) – come dimostrano le indagini dei magistrati di Milano – non c’� solo spionaggio politico ma si dipana una pi� vasta rete di spionaggio industriale. Nel mirino di quelli che il gip Paola Belsito ha descritto come un manipolo di �investigatori privati che si industriano, si coalizzano e associano per un fine di lucro, trasformandosi, grazie all’aiuto di pubblici ufficiali corrotti in spioni con pochi scrupoli� sono finite medie e grandi aziende , come nel caso della Yokohama (gomme auto) e della Cit (vacanze).

            Angelo Magri � l’amministratore delegato della Yokohama Italia,
            multinazionale della produzione di pneumatici, la scorsa estate comincia a sospettare la presenza di un canale, parallelo rispetto all’ufficiale, di importazione e vendita di gomme. Decide cos� di rivolgersi a un’agenzia di investigazioni private. �Abbiamo interpellato l’agenzia di Maurizio Salvagnin in quanto abbiamo ricevuto alcuni opuscoli pubblicitari�, dice ai magistrati milanesi. La Yokohoma ha sospetti precisi in particolare su alcune societ� �laziali, tra le quali la Farnese gomme della Provincia di Viterbo�. Su questi sospetti Salvagnin, titolare della societ� Incolumitas. comincia a investigare. Non da solo per�: l’accusa dei giudici � che Salvagnin abbia fatto ricorso all’aiuto di un amico, un ispettore di polizia in servizio presso la Questura di Padova. Un aiuto oltre il confine della legalit�. I titolari della F,lli Farnese Gomme ricevono infatti una singolare richiesta. Una telefonata da parte �dell’ispettore Merlani della Questura di Padova il quale richiedeva – spiega Maddalena Cinquantini, moglie del titolare della Farnese – alcune informazioni circa l’acquisto da parte nostra di pneumatici Yokohama�. Richiesta confermata da fax su carta intestata: Questura di Padova-Divisione Polizia Anticrimine, sezione polizia giudiziaria. La Farnese � nel mirino di Merlani, ma dopo alcuni controlli alla Questura di Padova non risulta nulla dell’invio dei fax e dell’indagine.

            Le stranezze non finiscono qui. Negli stessi giorni la Farnese riceve la visita di due sottoufficiali della Guardia di Finanza in servizio a Bologna, Giuseppe Mazzocca e Giuseppe Leuzzi. Si tratta di un falso accertamento fiscale – verificheranno i pm – con tanto di falso verbale. L’obiettivo: acquisire dati relativi all’attivit� della societ� per conto della Polis D’Istinto, agenzia investigativa di Firenze guidata da Emanuele Cipriani. Nel corso delle perquisizioni dell’auto di Leuzzi vengono trovati documenti che mettono i due in collegamento con una terza agenzia di Milano, quella di Laura Danani, a sua volta in affari con Pierpaolo Pasqua, l’uomo del Laziogate. Dai documenti emerge che, questa volta per conto dell’investigatrice milanese, i due stanno per riservare lo stesso trattamento della Farnese alla G&A srl di Milano. Materiale su materiale che porta i giudici a una conclusione: i due marescialli �hanno operato con il consueto modus operandi almeno in cinque diversi sedi a Milano, Asti, Ferrara. L’attenzione su di loro coinvolge cos� anche Laura Danani e da questa Pasqua. Che il ruolo di Laura Danini sia di primo piano � evidente anche da un’altra operazione: insieme a un altro investigatore privato, Corrado Nembrini, � coinvolta in un’indagine, a inizio 2005, a carico della Compagnia italiana turismo (Cit) in gravi difficolt�. I due hanno acquisito dati finanziari sul gruppo per conto di soggetti interessati alla situazione patrimoniale, proprio nel momento in cui la Cit sembrava in procinto di passare di mano. E oggi i pm si stanno domandando chi abbia voluto acquisire notizie riservate in un momento delicato per il gruppo che da poco aveva ottenuto un prestito ponte da 14 milioni.

            Intanto il Laziogate si allarga. Nicol� Accame, gi� portavoce ddell’ex ministro Francesco Storace, � indagato dalla Procura di Roma nell’ambito dell’indagine sulle intercettazioni abusive ai danni di Marazzo e Mussolini.