UNA RETE NAZIONALE FILCAMS SPECIALIZZATA NEI CAMPI DELL’ASSISTENZA E DELLA PREVIDENZA INTEGRATIVA

26/07/2006

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

26 luglio 2006

UNA RETE NAZIONALE FILCAMS SPECIALIZZATA NEI CAMPI DELL’ASSISTENZA E DELLA PREVIDENZA INTEGRATIVA

Per seguire con cognizione di causa l’evolversi dell’assistenza sanitaria integrativa e della previdenza integrativa, la Filcams ha costituito una rete nazionale specializzata.

«Al momento sono 150 compagni e compagne – dice Bruno Perin, responsabile del dipartimento organizzazione – che sull’intero territorio sono in grado di rispondere alle necessità poste dai lavoratori riguardo ai temi dell’assistenza e della previdenza integrative».

«La contrattazione nei nostri settori – chiarisce Perin – ha portato, ormai, alla formazione di fondi per ognuno dei contratti nazionali di lavoro sui quali ha competenza la Filcams, e negli ultimi due mesi si sono costituiti gli organismi bilaterali dei fondi per l’assistenza sanitaria integrativa previsti dai vari contratti nazionali».

Che sono: EST, per le aziende del commercio, dei servizi e del turismo associati a Confcommercio; FAST, per gli alberghi sempre associati a Confcommercio; COOPERSALUTE, per le cooperative di consumo; ASTER, per le aziende commerciali che fanno capo a Confesercenti.

A questi vanno aggiunti fondi che operano da parecchi anni: QUAS, per i Quadri del commercio, servizi, terziario e turismo delle aziende Confcommercio; CADIPROF, il Fondo degli Studi Professionali; FASCO, il fondo della cooperazione.

Per le aziende del turismo associate a Confindustria, e per gli istituti della Vigilanza sono aperte le procedure tra le parti sociali per definire i relativi fondi.

Anche i portieri di fabbricati hanno da tempo una forma di intervento integrativo sanitario, anche se non con una propria gestione, ma all’ interno dei servizi prestati dall’Ente bilaterale.

«Con gli ultimi fondi istituiti – dice Perin – la platea dei beneficiari supera i 3 milioni di lavoratori. Una base molto ampia che dovrà essere costantemente monitorata dal sindacato per garantire a tutti condizioni minime di tutela e soprattutto assicurare che questo diritto sia diffuso anche a quella fascia di lavoro occupata in aziende polverizzate».

«La contrattazione collettiva – aggiunge Perin – ha assunto connotati più ampi rispetto alla tradizionale salvaguardia del potere di acquisto e del diritto nel lavoro. I risultati conseguiti escono dall’ impresa per garantire in modo solidale la salute del cittadino che lavora. È un salto di qualità che passa attraverso l’interlocuzione tra le parti e la gestione diretta della solidarietà. Accanto alla previdenza e alla formazione professionale, il campo dell’assistenza integrativa sta assumendo un ruolo sempre più importante riguardo allo stato sociale, garantendo, tra l’altro, un effetto calmieratore nel mercato assicurativo, in sostanza una terza via tra pubblico e privato».