Una quattordicesima per le pensioni basse

05/09/2007
    mercoledì 5 settembre 2007

    Pagina 6 – Primo Piano

    CONTI PUBBLICI
    PREVIDENZA & FISCO

    L’assegno Varia a seconda degli anni di anzianità. Il ministro del Lavoro
    «Dal 2008 avranno il 20-30% in più»

    Una quattordicesima
    per le pensioni basse

      Damiano: "A attobre 301 euro per 3 milioni di cittadini"

        Interessati gli over 64 con un reddito annuo non superiore agli 8.504 euro

          PAOLO BARONI

          ROMA
          Per 3 milioni di pensionati italiani arriva la «quattordicesima», ovvero il bonus destinato agli over 64 il cui reddito annuo non supera quota 8.504 euro. Il valore medio dell’assegno, completamente esentasse, è di 301,70 euro per una somma complessiva di 926 milioni di euro. Ma già dall’anno prossimo sarà più ricco di un buon 20-30%. Per il ministro del Lavoro Cesare Damiano, che ieri ha dato l’annuncio, si tratta di «un atto di coerenza e di puntualità da parte del governo» dopo che l’esecutivo lo scorso 3 agosto ha dato il via libera al provvedimento. «Si passa dagli accordi ai fatti», commenta Palazzo Chigi.

          L’importo del bonus, che interessa tra l’altro 220 mila piemontesi, 150 mila milanesi, 150 mila romani e 107 mila napoletani, varia a seconda dell’anzianità contributiva: un ex-lavoratore dipendente percepirà 262 euro fino a 15 anni di anzianità, 327 euro da 15 a 25 anni di anzianità e 392 euro con più di 25 anni di contributi. Il pensionato “autonomo” riceverà invece 262 euro fino a 18 anni di contributi, 327 da 18 a 28 anni e 392 euro con più di 28 anni. Nel caso il reddito personale sia di poco superiore al limite stabilito, la somma aggiuntiva sarà proporzionalmente ridotta.

          Damiano ha poi spiegato che a partire dal 2008 la quattordicesima sarà pagata «a «luglio» e «le cifre miglioreranno perché ci sarà la somma strutturale di 1,3 miliardi di euro» a disposizione, per cui ci sarà un aumento da 262 a 336 euro per chi ha sino a 15 anni di contributi, da 327 a 420 euro sino ai 25 e da 392 a 504 euro per chi supera questa quota. L’incremento delle pensioni basse in pagamento da ottobre prevede anche «la rivalutazione delle pensioni da 3 a 5 volte il minimo, portata dall’attuale 90 al 100%» dell’inflazione.

          L’Inps in questi giorni sta inviando a tutti i pensionati, di cui erano disponibili i dati reddituali, una lettera con l’importo preciso che riceveranno a ottobre. Altri 466 mila pensionati, di cui l’Inps non conosce la situazione patrimoniale, riceveranno una lettera con allegato il modulo per dichiarare i loro redditi e avere così la possibilità di riscuotere il bonus, come ha spiegato ieri il presidente dell’Inps Gianpaolo Sassi, «ragionevolmente da novembre». A oggi sono 130 mila le lettere già spedite e l’Inps conta di riuscire entro la prossima settimana a informare tutta la platea dei pensionati. Anche l’Inpdap sta inviando le lettere a 25 mila pensionati che riceveranno l’aumento tra novembre e dicembre. Sopra i 75 anni l’aumento sarà automatico, mentre nel calcolo dei redditi non entrano l’eventuale casa di proprietà, Tfr, indennità di accompagnamento e assegni familiari. «Il governo – ha spiegato Damiano – sta procedendo in modo concreto all’applicazione del protocollo di luglio, il migliore dal 1983, sull’incremento delle pensioni basse. In dieci anni il risultato per lo stato sociale sarà di 38-39 miliardi di euro». Per il ministro della Solidarietà Sociale il bonus «è un primo segnale positivo: ora occorre proseguire con la redistribuzione del reddito in Finanziaria, evitando tagli generalizzati delle tasse». Soddisfatti i sindacati, che incassano un primo risultato dell’accordo sul Welfare e annunciano per l’8-10 ottobre il voto di lavoratori e pensionati sull’intero pacchetto. Critico invece il senatore di Forza Italia Maurizio Sacconi, secondo il quale il bonus finirà «solo a chi fruisce di un reddito medio e medio alto, in quanto non si è voluto tener in considerazione il reddito familiare del percettore». Di parere opposto Marina Sereni, vicepresidente dell’Ulivo alla Camera: «Quasi un milione di euro a favore di chi ha una pensione inferiore ai 650 euro mensili: questo è il nostro modo di intendere il Welfare. Tenere sotto controllo la spesa pubblica ed eliminare gli sprechi è anche il modo migliore per liberare nuove risorse a favore di famiglie, imprese e contribuenti onesti».