Una proroga-rebus per il Bingo

03/04/2002





Il Senato dà altri 60 giorni ai proprietari di sale che al 30 aprile avranno terminato il 75% dell’allestimento

Una proroga-rebus per il Bingo

M.Cav.

ROMA – Doveva essere una banale proroga di 60 giorni, o almeno questo prevedeva l’emendamento approvato dalla commissione Finanza, ma in aula il Senato ha deciso diversamente e così per il Bingo è stata scelta una formula decisamente astrusa: in sostanza, il testo approvato nei giorni scorsi (e che adesso deve passare all’esame della Camera) prevede che la proroga di 60 giorni (fino al 12 maggio) venga applicata a favore di chi entro il 30 aprile avrà fatto almeno il 75% dei lavori di allestimento, con uno stato di avanzamento certificato da un professionista. Una definizione che non mancherà di essere oggetto di discussioni, litigi e ricorsi, tutte cose per le quali il mondo del Bingo si è finora ampiamente contraddistinto. Intanto, le sale già aperte e operative sono ferme a un misero 35% del totale, con scompensi molto forti tra province e regioni (per un’analisi della situazione territoriale, si veda la tabella a fianco). A parte le regioni con poche sale, nelle quali quindi il dato statistico è facilmente influenzabile, spicca il dato negativo della Sardegna, che su 10 sale non ne ha potuto vdere ancora neanche una. Non molto meglio hanno fatto la Puglia (4 sale su 24), la Campania (6 su 38) e la Sicilia (9 su 32). Insomma, tutto il Mezzogiorno è ben rappresentato in coda alla classifica, con l’eccezione della Calabria, che con il 54% delle sale aperte, viaggia su valori molto superiori alla media nazionale. Dati che sembrano dare ragione agli operatori, che a più riprese nelle settimane scorse hanno addossato le responsabilità dei ritardi alle amministrazioni pubbliche locali, colpevoli di non aver rilasciato i permessi in tempo utile. Intanto però le stesse amministrazioni locali stanno mettendo i bastoni tra le ruote delle sale già aperte Bingo. Di fronte al forte afflusso di giocatori e al prevedibile congestionamento del traffico e dei parcheggi nelle strade limitrofe alle sale, stanno infatti ponendo nuovi vincoli. A Genova, per esempio, il Consiglio comunale dovrà votare sulla richiesta di riservare a parcheggi una quota pari al 150%, o forse addirittura il 200%, della superificie usata per l’attività di gioco. Una misura che spinge Luciano Consoli, di Formula Bingo, a insistere su una richiesta già avanzata nei giorni scorsi: "dirottare" sugli enti locali una parte dei proventi del Bingo, che oggi – per la parte pubblica – vanno interamente a favore di Monopoli ed Erario, così da evitare una situazione di conflitto che si sta pericolosamente allargando.

Mercoledí 03 Aprile 2002