Una proposta di legge per tutelare i collaboratori

20/11/2002




            20 novembre 2002

            ITALIA-LAVORO


            Una proposta di legge per tutelare i collaboratori


            ROMA – Sui collaboratori coordinati e continuativi arriva una proposta di legge del Nuovo Psi. Diritto a un equo compenso, diritto alla salute e alla sicurezza, alle libertà sindacali, alle pause settimanali e annuali, alla formazione continua e a una maggiore protezione sociale sulla malattia e le prestazioni previdenziali e assistenziali: sono questi i punti fondamentali della proposta. «Con questa iniziativa – ha detto l’onorevole Chiara Moroni, prima firmataria della proposta – intendiamo dare una risposta a oltre due milioni di lavoratori definendo nuove tutele di cui oggi sono sprovvisti». Sul fronte della previdenza, la proposta prevede una delega al Governo per consentire la ricongiunzione dei periodi assicurativi, i riscatti e i periodi non coperti da contribuzione, i versamenti volontari e l’accelerazione delle aliquote verso la misura a regime. Anche sulla formazione, si prevede la creazione di un fondo ad hoc finanziato dai committenti. Novità anche sugli ammortizzatori sociali da cui oggi sono esclusi i collaboratori: estensione dell’indennità di disoccupazione a requisiti ridotti e previsione di un organismo bilaterale che possa intervenire anche per prestazioni assistenziali e previdenziali integrative. Cgil, Cisl e Uil hanno assistito alla presentazione della proposta di legge e si sono trovate d’accordo sulla necessità di cominciare a lavorare concretamente sulle tutele dei collaboratori. «È un contributo utile – ha spiegato il segretario confederale della Cgil Giuseppe Casadio -. È importante che le forze politiche discutano su ipotesi concrete, legislative e non solo sociologiche. Il vero problema è quello di far sì che in questa ottica non vi sia una differenza in materia contributiva e previdenziale del lavoro dipendente con quello più flessibile. Lo troveremmo assolutamente inaccettabile, la sua specificità sta nella flessibilità e nell’autonomia». Sulla necessità di equiparare il costo del lavoro delle collaborazioni con il lavoro subordinato è anche la Cisl. «Bisogna arrivare a un confronto in tempi rapidi – dice il segretario confederale Raffaele Bonanni – partendo dall’idea che il lavoro flessibile deve costare come quello dei lavori tradizionali. Si deve quindi andare verso un progressivo allineamento delle aliquote contributive». Secondo Fabio Canapa, segretario confederale della Uil, «è una buona proposta che si fa carico dell’inserimento dei collaboratori. Altro aspetto importante è il costante rinvio alla contrattazione collettiva».