Una mossa per stoppare l´asse tra la Cgil e il Professore

28/04/2006
    venerd� 28 aprile 2006

    Pagina 46 – Economia

    IL RETROSCENA

      Bonanni marca l�identit� Cisl . Gelo del sindacato di Epifani che saluta con affetto Pezzotta

        Una mossa per stoppare l�asse
        tra la Cgil e il Professore

          ROBERTO MANIA

            ROMA – �Ha alzato una bandierina. Il problema � capire quanto tempo ci vorr� perch� l�abbassi�. Nel palazzone color salmone di Corso d�Italia, sede della Cgil, si raccolgono solo commenti off the record all�offensiva lanciata dal nuovo leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che vede nel sindacato di sinistra �la pietra al collo che far� affogare Prodi�. Di ufficiale c�� una breve nota della segreteria di auguri di buon lavoro alla nuova squadra cislina. Una nota solo apparentemente asettica, perch� il malumore della Cgil, oltrech� nel silenzio-stampa, si legge in controluce alla terza (e ultima) riga quando Epifani & co. ringraziano e salutano �con grande affetto Savino Pezzotta�, lo sconfitto, l�uomo che con �amarezza� – come egli stesso ha ammesso davanti ai quasi 250 membri del parlamentino della Cisl – ha dovuto lasciare anzitempo per evitare la rottura interna. Insomma, alla vigilia dell�avvio della nuova legislatura, con un esecutivo di centrosinistra a maggioranza risicata, in Cgil si aspettavano ben altri "preliminari sindacali", pi� in linea con il feeling dell�ultima parte della stagione pezzottiana.

            Ma forse sta proprio l� la chiave di lettura: nel rapporto con il secondo governo Prodi. Bonanni, con un marcato orgoglio di organizzazione, ha attaccato Epifani ma parlava anche al Professore, per ricordagli che non c�� solo la Cgil. Una sfida bifronte, dagli esiti imprevedibili. Per nulla dissimulata da Bonanni nel brevissimo faccia a faccia, di due giorni fa negli uffici di Santi Apostoli, con il prossimo premier. Che ieri ha ricambiato in un telegramma a Bonanni e al suo aggiunto Baretta: �Sono certo di poter contare, nell�interesse del Paese, sulla collaborazione di una organizzazione sindacale come la vostra, forte di una grande tradizione di autonomia e libert�.

            Dice Bruno Manghi, sociologo prodiano, di origine cislina: �Bonanni incarna bene la tradizione della Cisl che � quella di un�organizzazione competitiva nei confronti della Cgil. Era inevitabile che sottolineasse la propria fisionomia storica. E questo impone che ci si dica chiaramente le differenze: la Cisl � prima di ogni altro un grande sindacato; anche la Cgil � un grande sindacato ma �, ed � stata, anche altro per la sua sensibilit� alla logica del governo amico o nemico�. Aggiunge Luigi Angeletti, segretario della Uil: �� un�idea di sindacato che ci fa diversi dalla Cgil. Bonanni parla con schiettezza e senza autocensurarsi. Condivido il suo approccio e anche quello che ha detto�. �Distanze abissali�, chiosa Giorgio Cremaschi, segretario della Fiom, con tessera di Rifondazione comunista.

            La scossa di Bonanni � arrivata anche dalle parti dell�Unione. �Esagerata e sbagliata perch� sottovaluta l�autonomia della politica e delle parti sociali�, secondo Cesare Damiano neo deputato ds e tra i candidati al Welfare, costretto a ricordare che il programma �non prevede n� la cancellazione della Biagi, ma neanche un semplice completamento. � necessaria un�importante riscrittura di quel testo�. Tende a ridimensionare il tutto �ad una "normale" mossa tattica� Tiziano Treu, della Margherita.

              Eppure – nonostante le premesse – nessuno scommette su nuove laceranti divisioni sindacali. Perch� non le cercher� il governo e perch� � lo stesso Bonanni a ripetere ai suoi che lui �non � l�uomo delle rotture�. E perch� la partita � un�altra: stoppare l�asse privilegiato tra il Professore e Epifani. Appunto.