Una manovra che divide l’Italia

31/05/2010

La CGIL non è contraria in astratto alle manovre correttive. La situazione è grave e densa di incognite ed è necessario intervenire sui conti pubblici. Non lo si può fare, però, mettendo di nuovo le mani in tasca ai soliti noti e costruendo una manovra esclusivamente di tagli e senza alcun intervento in termini di investimenti. Questo, il giudizio della CGIL sulla manovra di Tremonti. Una posizione ribadita dal segretario generale Guglielmo Epifani, che ha lanciato nuovi messaggi di mobilitazione e proposte di politiche economiche alternative. Per quanto riguarda le iniziative di lotta, Epifani ha annunciato che durante il prossimo comitato direttivo della confederazione, che si terrà il 7, l’8 e il 9 giugno, la segreteria proporrà uno sciopero generale da tenersi entro la fine dello stesso mese (“con manifestazioni articolate su base territoriale”). Ma prima dello sciopero, sabato 12 giugno a Roma si terrà una manifestazione nazionale di tutto il mondo del lavoro pubblico. “Obiettivo della protesta – ha detto il leader di corso d’Italia – è quello di cambiare i contenuti della manovra”. “I dipendenti pubblici sono disponibili ai sacrifici, ma questi non possono ricadere solo su di loro. Abbiamo letto il testo della manovra e confermiamo il nostro giudizio: c’è bisogno di una correzione dei conti pubblici, la CGIL dice sì, ma non trova nelle scelte di questa manovra la risposta a tale correzione. È un provvedimento che divide l’Italia. Siamo l’unico paese in Europa in cui la parte più benestante non viene toccata dai tagli. Zapatero ha annunciato un intervento di 5 miliardi sui redditi più alti, Cameron penalizza le banche, mentre la Merkel prevede nuove tasse per trovare ulteriori risorse. Da noi i sacrifici si concentrano unicamente sui lavoratori pubblici, in parte su quelli privati e sui tagli agli enti locali. Non c’è traccia di nessuna riforma di alcun tipo, tutti i provvedimenti sulle pensioni sono un pasticcio, iniqui e non affrontano il vero problema, che è la previdenza dei giovani”. Secondo Epifani, nella manovra “non c’è nessun sostegno agli investimenti e all’occupazione, anzi con il taglio delle risorse alla ricerca si impoverisce un settore fondamentale. Per questo, chiediamo alle forze politiche, al Parlamento e al governo di cambiare i contenuti della manovra. Presenteremo noi stessi, e vedremo anche se è possibile con Cisl e Uil, degli emendamenti per sostenere l’obiettivo del cambiamento”. Tra le proposte della CGIL, c’è quella d’inserire una tassa di solidarietà per i redditi superiori ai 150 mila euro, per liberare risorse da destinare al futuro dei giovani. La seconda proposta è quella di ripristinare l’Ici per i redditi da 90-100 mila euro. Infine, Epifani propone di alzare la tassazione dello scudo fiscale dal 5 al 7 per cento. Sono due, comunque, gli obiettivi immediati della CGIL: da un lato, la richiesta di modificare la manovra finanziaria e, dall’altro, la necessità di fermare la riduzione dei diritti dei lavoratori, come sta avvenendo con le nuove norme sull’arbitrato.