“Una manovra che allontana la ripresa del Paese”: Inervista a Susanna Camusso

26/05/2010

Una montagna di ipoteche sui giovani. È questa la manovra: accesso interdetto al pubblico impiego, scuola penalizzata, nessun investimento su lavoro, imprese, ricerca, che possa far pensare alla ripresa del Paese. È un’operazione depressiva, perché in quello che sta facendo il governo non c’è alcuna idea di futuro.
Non c’è riscatto, nè premio: per Susanna Camusso, segretaria confederale Cgil, i sacrifici chiesti ai soliti noti non riusciranno nemmeno a rimettere in moto un Paese dall’economia asfittica. Dall’incontro tra Tremonti e le parti sociali, una conferma: a pagare saranno i più deboli, lavoratori, pensionati, e giovani.
È così? «La parte del Paese che sta meglio non paga nulla, non le viene chiesto nulla. I tagli alla politica e ai dirigenti pubblici sono simbolici, e del resto non è prevista alcuna operazione di redistribuzione del reddito, nè con contributi fiscali, nè con l’adeguamento europeo della tassazione delle rendite al 20%. Si colpiscono gli altri: con il blocco degli automatismi contrattuali per i pubblici, con la chiusura di finestre pensionistiche, con gli ulteriori tagli ai trasferimenti a Regioni ed Enti locali, che si traducono in una riduzione delle prestazioni sociali ai cittadini. Non è previsto alcun provvedimento che riguardi la cassa integrazione del 2011, eppure tutti gli indicatori parlano di una disoccupazione in aumento. Si tagliano risorse per la scuola pubblica, ma per le parificate si trovano sempre. La situazione dei conti è seria, ma la domanda è: quale contropartita a fronte di sacrifici che non riusciranno a rimettere in moto l’economia, e quindi a tenere il deficit sotto controllo?».
Lei l’ha definita una manovra «depressiva ».
«Perché non si misura davvero con la crisi, che di certo non è solo una questione di speculazione finanziaria. Non ci sono investimenti, nè strumenti per l’occupazione. Anche il confronto con gli altri Paesi europei non regge: negli ultimi anni, tutti hanno messo a punto manovre di incentivazione dell’economia, il nostro governo invece non ha fatto nulla in questo senso».
Si avvicina lo sciopero generale?
«Gli scioperi generali si preparano, non si annunciano. Siamo di fronte ad una lunga stagione di lotte, considerando che noi siamo già mobilitati anche sul fronte del ddl lavoro e che molti aspetti concreti della manovra vanno ancora chiariti. Nulla è escluso, ma prima di tutto bisogna costruire una campagna di informazione, far vivere le nostre controproposte ».
Anche con Cisl e Uil?A giudicare dagli incontri separati e dai primi commenti, Tremonti sembra riuscito a dividere il sindacato persino nell’emergenza della crisi.
«Anche con Cisl e Uil. Le condizioni materiali delle persone son un problema per tutti. E tutti devono essere chiamati a rispondere delle contraddizioni profonde che questa manovra pone».