UNA FEDERAZIONE IN COSTANTE CRESCITA DI ISCRITTI NONOSTANTE IL FORTE RICAMBIO

02/02/2006
XII Congresso Filcams-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Palermo, 14-15-16 febbraio 2006

Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

2 febbraio 2006

UNA FEDERAZIONE IN COSTANTE CRESCITA DI ISCRITTI NONOSTANTE IL FORTE RICAMBIO
Dicono alla Filcams che non c’è un modello, ma la capicità delle strutture territoriali di inventare mille forme di rappresentanza

La federazione del commercio, del turismo e dei servizi si presenta all’appuntamento congressuale con una buona dote: la chiusura del tesseramento 2005 ha registrato 320mila iscritti. Erano 307mila l’anno precedente. È tuttavia la progressione costante negli anni, a marcare il segno della presenza Filcams nella sindacalizzazione di una porzione del lavoro, il terziario privato, nient’affatto facile. Stando solo all’ultimo quinquennio, la crescita Filcams è di 56mila iscritti. Il terziario privato, tuttavia, non è più la somma di settori in costante espansione così com’è stato nel corso degli Anni ’90.

L’Ires, in una recente ricerca sul "sindacato nel terziario", afferma che la Filcams, nel corso di due decenni, si è mossa in controtendenza, rispetto all’andamento dell’intera organizzazione sindacale. Approssimando il problema, possiamo affermare che il modo d’essere sindacale, praticato in Filcams, ha dovuto appellarsi più all’innovazione, e all’invenzione, che alla riproposizione di modelli conosciuti e sperimentati. Del resto – notano i ricercatori dell’Ires –, il terziario è nato come un contenitore asimmetrico di tutto quanto non era ascrivi bile nei due grandi settori, primario e secondario. Il terziario – scrivono – è un insieme di situazioni lavorative in cui è difficile trovare un denominatore comune capace di orientare univocamente l’azione sindacale, e ha una dimensione del lavoro assai diversa da quella in cui si è radicato ed è cresciuto il sindacalismo industriale.

Nell’universo dei servizi alle imprese e alle persone, appunto il settore terziario privato, il riferimento sindacale è di tutt’altra natura, rispetto al mondo della fabbrica. Là, un’epoca e una storia di lavoro a tempo indeterminato; qui, da sempre, una storia di lavoro parziale e a tempo determinato. Dice, l’Ires, che all’oggettiva frammentazione delle piccole unità produttive si associa un’atomizzazione soggettiva del lavoro. Là, nella fabbrica, si determina una forte appartenenza al proprio mondo produttivo, sindacato incluso; qui, nei servizi, è difficile pensare a una vita produttiva fatta di lavoro parziale e per tempi determinati. Così, dal punto di vista dell’organizzazione sindacale, il primo effetto che si produce è il fortissimo turn-over. Mondo mobile, occupazione mobile, partecipazione mobile – sintetizzano all’Ires. Il risultato è che il tesseramento Filcams misura ogni anno un flusso in uscita intorno al 25%, e questo ha comportato attrezzarsi localmente per recuperare – che vuol dire, al contempo, rinnovare – un quarto di base sindacale. In queste condizioni, come si cresce? Alla Filcams dicono che non c’è un modello, ma la capacità, da parte delle strutture ter ritoriali, di inventare mille forme e mille luoghi della rappresentanza.

(n.b.)