Una crisi che si aggrava

08/02/2010

Come volevasi dimostrare. Non soltanto la crisi non è finita – come da tempo afferma la CGIL – ma molte aziende, grandi, medie e piccole, stanno presentando il conto alle istituzioni, al sindacato ed ai lavoratori proprio in questi giorni. Ed è un conto salato: migliaia, decine di migliaia, di licenziamenti, casse integrazioni, mobilità. La reazione del sindacato, della CGIL, è dura: scioperi, manifestazioni, proteste a Roma e un po’ in tutta Italia. Mentre da governo e
istituzioni giungono risposte spesso contraddittorie e poco efficaci, e dalle imprese ostinati rifiuti ad ogni confronto costruttivo che punti a salvare le unità produttive e l’occupazione.
Sulla Fiat, è stato convocato dal governo un nuovo tavolo tecnico il 5 marzo per Termini Imerese, dove prosegue la protesta spontanea dei lavoratori. Intanto, Fiom, Fim, Uilm e Fismic esprimono soddisfazione per la riuscita dello sciopero della scorsa settimana in tutti gli stabilimenti del gruppo; la CGIL ribadisce, con Guglielmo Epifani, la necessità di esplorare ogni possibilità per evitare la chiusura della fabbrica siciliana. Le prossime ore saranno decisive.
Dopo le dure proteste dei giorni scorsi, nuovo negoziato per Alcoa questa sera a Roma. La CGIL affermerà ancora una volta che gli stabilimenti di Portovesme e Fusina non possono e non devono essere liquidati e che la multinazionale Usa deve assumersi le sue responsabilità. Susanna Camusso, segretaria confederale CGIL, chiederà al governo di assumere una posizione forte, come quella di requisire gli stabilimenti. Anche la vertenza ex Eutelia (Agile-
Omega) è ben lungi dall’essere risolta. Dopo le riunioni governative, per ora improduttive, è stato fissato un confronto con regioni, province ed enti locali per il 22 febbraio per ottenere la conferma delle commesse. Molta attesa tra i lavoratori anche per l’udienza del 17 febbraio presso il Tribunale di Roma, che potrebbe decidere il commissariamento.
Tavolo di filiera oggi, lunedì, al ministero delle Politiche agricole per la vicenda del mancato rinnovo degli ammortizzatori sociali alla Eridania-Sadam. Flai e CGIL, che hanno indetto insieme agli altri sindacati lo sciopero della scorsa settimana, chiedono al governo che sia risolto il problema degli aiuti di stato agli ex zuccherifici dimessi. Confronti a livello ministeriale sono previsti per i prossimi giorni anche per altre dure ventenze, come quella della Vinyls di Porto Torres e degli stabilimenti della Merloni (oggi sciopero di gruppo e tavolo ministeriale a Roma). Si cerca, inoltre, di trovare soluzioni per la Glaxo ricerche, oltre che per Italtel (850 esuberi dichiarati), e per altre aziende tlc scorporate Telecom, dopo il taglio delle commesse da parte del gruppo. Sconcerto ha causato tra i dirigenti Fiom l’annuncio di Finmeccanica di potenziali esuberi da parte di numerose società controllate, fatta eccezione per Ansaldo Breda e Alenia Aeronautica, dove il negoziato sta tentando di trovare soluzioni a difesa dell’occupazione. l panorama delle situazioni di difficoltà è vastissimo, da nord a sud, dall’industria ai servizi, all’agricoltura. La protesta si va estendendo (come tra i portuali di Gioia Tauro) ed è impossibile dare conto di tutte le aziende in crisi, che sono ormai diverse centinaia, con decine di migliaia di posti di lavoro minacciati. Potete seguire la diretta su Radio Articolo 1 (www.radioarticolo1. it), che ogni giorno dà conto dello stato di molte vertenze, delle trattative e delle proteste.