Una Cgil «orizzontale»

07/10/2004






 
   
giovedì 7 ottobre 2004
ECONOMIA






 

SINDACATO

Una Cgil «orizzontale»

giovanna ferrara

E’ stato il segretario Guglielmo Epifani a spiegare «in che modo la Cgil intende vivere il territorio come luogo per una rinnovata azione rivendicativa da parte delle strutture confederali».
Il progetto, presentato ieri nella sede nazionale del sindacato, non a caso parte «dal basso»: sei camere del lavoro della Cgil (Bologna, Reggio Emilia, Torino, Brescia, Cosenza, Matera) intendono promuovere un’altra idea di sviluppo, alternativo a quello «che si preoccupa solo che davanti al Pil ci sia il segno +».
Alle Camere del lavoro spetta il compito di promuovere la cooperazione territoriale per «includere» in maniera solidale, per tentare la strada delle reti locali come strumenti in grado di difendere in toto i diritti universalistici, per dare vita a una democrazia che si vuole partecipativa.
«Nessuna ricaduta, in termini di deponteziamento, sulla contrattazione nazionale» si sono affrettati a sottolineare i segretari della Camere del lavoro. E «Cisl e Uil accanto a noi», ha detto Epifani.
Le risorse si pensa di trovarle grazie all’istituzione di un «fondo sociale locale», finanziato anche dalle aziende mediante un prelievo sul monte salari.
Per Dino Greco, della Camera nazionale del lavoro, è necessario che «questo progetto non sia solo la letteratura di una stagione, ma che apra la strada a una riforma politica della Cgil».