Un solo statuto per la società europea

09/10/2001
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Un solo statuto per la società europea
Martedì 9 Ottobre 2001
VIA LIBERA DA LUSSEMBURGO. AI LAVORATORI I DIRITTI DI CONSULTAZIONE
Potrà operare in ogni paese della Ue senza cambiare regole
 
LUSSEMBURGO
Il Consiglio dei ministri del Lavoro della Comunità Europea ha dato ieri il via libera allo statuto della «società europea»: dal 2004 potranno quindi essere costituite società di diritto europeo che avranno base in un solo Paese dell’Unione, ma potranno operare ovunque nei 15 Paesi aderenti senza dover aprire nuove società di volta in volta di diritto italiano, o tedesco, o francese. Una sola società, quindi, con un solo sistema di regole per la contabilità ed il management e senza il freno della necessità di doversi adeguare alle legislazioni locali. Una società europea può essere formata attraverso creazione di una holding, di una filiale comune, tramite fusione di imprese collocate in almeno due stati membri oppure a seguito della trasformazione di un’azienda esistente.
Quella di ieri è l’ultima tappa di una gestazione durata 30 anni, da quando fu affacciata l’idea di una «società europea». È anche uno dei primi effetti tangibili della nuova moneta unica. La società europea offre l’opportunità di ridurre sensibilmente i costi amministrativi. Secondo il commissario Ue al Mercato interno Frits Bolkestein «lo statuto permetterà alle società di espandere e ristrutturare le loro operazioni transfrontaliere senza i costi e la burocrazia legati alla creazione di una catena di sussidiarie.».
I ministri hanno inoltre adottato la direttiva sulla partecipazione dei lavoratori di una società europea. Secondo la Commissaria Ue agli Affari sociali Anna Diamantopoulou queste regole «garantiscono ai lavoratori il mantenimento dei diritti di consultazione e partecipazione acquisiti». Se un’impresa vuole costituirsi in società europea, deve avviare un negoziato sulla partecipazione dei dipendenti con un organo di rappresentanza unico di tutti lavoratori delle aziende coinvolte.
In caso di non raggiungimento di un accordo, si applicheranno principi standard indicati nella direttiva. In particolare, i dirigenti della nuova società europea dovranno a presentare ai rappresentanti dei lavoratori rapporti periodici sulle attività, il fatturato e le prospettive per l’azienda che serviranno di base alla consultazione. Nel caso di una società europea nata da una fusione, si dovranno applicare le regole sulla partecipazione dei lavoratori se il 25% di questi beneficiava di simili diritti prima della fusione.



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