Un sistema «duale» per la riforma delle professioni

25/05/2005
    mercoledì 25 maggio 2005

      Un sistema «duale» per la riforma
      delle professioni
      I Ds hanno presentato in Senato un disegno di legge. L’obiettivo di una effettiva liberalizzazione del settore

        ROMA – I Ds scendono in campo per la riforma delle professioni intellettuali con la presentazione di un disegno di legge , sottoscritto da 25 senatori, illustrato ieri a Palazzo Madama. Avanza una serie di proposte, che si propongono da un lato di rispettare le direttive comunitarie e dall’altro di procedere ad una effettiva liberalizzazione del settore, pur nell’ambito delle rispettive competenze dello Stato e delle Regioni, previste dalla legislazione concorrente. La riforma proposta dalla Quercia prevede un sistema cosiddetto «duale», articolato su due capisaldi: gli ordini già esistenti (che non dovranno essere aboliti) e le professionalità non regolamentate, che andranno riconosciute, pur mantenendo la contrarietà alla proliferazione di nuovi ordini. Si prevede inoltre la formazione di società tra professionisti, con l’apporto anche di capitali, il superamento del criterio di tariffa minima e la possibilità di ricorrere a forme pubblicitarie. Particolare attenzione verrà portata ai percorsi formativi e alla promozione delle competenze. «È nostra intenzione – ha segnalato il capogruppo ds, Gavino Angius – aprire su questa proposta un confronto nel Parlamento e con tutto il mondo delle professioni, dell’impresa. dei sindacati, delle associazione dei consumatori. Si tratta di un progetto che non vuole essere punitivo nei confronti di chicchessia, ma che serve anche a denunciare lo stallo a cui è giunto il problema, per l’immobilità del governo». «I ds – ha annunciato il responsabile lavoro del partito, Cesare Damiano – sono fortemente interessati alla riforma». Si propongono, in stretto contatto con i gruppi parlamentari, di organizzare in autunno sul tema un convegno nazionale. Tra i 39 articoli del testo sono previste pure i criteri per l’accesso alle professioni intellettuali regolamentate e per il tirocinio; codici deontologici e poteri disciplinari; definizione dei compiti degli ordini e modalità dell’elezione.