Un sindacato per le nuove tute arancioni

29/01/2002




27 Gennaio 2002

Un sindacato per le nuove tute arancioni
Immaginario e tattiche dei lavoratori della new economy che scoprono di doversi difendere insieme
F.C.

Costretti loro malgrado a scoprire il sindacato e l’organizzazione collettiva dei propri interessi, i giovani dipendenti di Matrix hanno creato un sito Internet, "Tute Arancioni", essendo quello il colore di Virgilio (http://web.tiscali.it/tutearancioni/). La tuta rimanda all’abito da lavoro degli sfruttati dell’epoca industriale. Ulteriore richiamo alla memoria, il sito adotta come copertina l’immagine del Quarto Stato di Pelizza da Volpedo, cui si sovrappongono invece titoli in caratteri moderni.
Relativamente nuovo (non per Milano) � il coinvolgimento del sindacato, in questo caso Filcams-Cgil e UilTucs-Uil. Nella metropoli lombarda da tempo il sindacato del commercio dimostra una significativa capacit� di entrare in settori non tradizionali, con piattaforme adeguate e vertenze interessanti. A conferma che l’idea che del sindacato non ci sia pi� bisogno, � del tutto fasulla, per non dire ideologica e interessata. Il guaio � che questa idea si era fatta strada anche tra i diretti interessati, e cio� i lavoratori e quelli giovani in particolare. Il sito Decoder, alternativo e battagliero, nell’occasione ha lanciato un mini sondaggio. "Virgilio sta licenziando met� del personale. Come si dovrebbero comportare i licenziati?". La risposta "Occupare Virgilio" � quella che raccoglie i maggiori consensi" (54%), mentre "Delegare al sindacato" si prende solo l’8%". E’ vero che la domanda era volutamente capziosa e ingenuamente estremista, per via di quel "delegare". Resta il fatto tuttavia che "sindacato" � spesso considerato una parolaccia nei nuovi settori, cui si associa, quasi automaticamente, un’idea di inutilit�, o di burocrazia. La cattiva fama delle organizzazioni sindacali in buona misura � un’operazione di comunicazione costruita dagli avversari, ma in percentuale altrettanto rilevante � frutto di errori e scelte sbagliate dei sindacati stessi.
C’� poi anche un abisso di parole e linguaggi che nel tempo si � addirittura allargato. Claudio Costantini, importante storico moderno, negli anni passati impieg� molto del suo tempo nei corsi delle "150 ore", con cui i lavoratori potevano prendere il diploma di terza media, utilizzando un monte ore di formazione pagato dalle aziende. Dovendo insegnare l’italiano, uno dei "compiti in classe" che Costantini assegnava era di tradurre in italiano i volantini sindacali. I lavoratori li portavano dalla fabbrica, venivano letti insieme e poi riscritti. Era insieme un’operazione linguistica ma anche di autoriflessione e tuttora andrebbe esercitata consapevolmente.
La considerazione si impone anche nel caso delle Tute Arancioni e del terribile Pelizza da Volpedo. Sono i simboli adeguati alla situazione? La testimonianza di uno dei Matrix, che circola in rete, suona cos�: "tute copre un immaginario che accomuna Stefano (‘io, prima, facevo l’operaio a Udine’) a Leo (‘mio padre tornava dalla fabbrica e aveva il coraggio di guardarsi allo specchio mentre faceva la barba’), al sottoscritto che ha preso le botte a Genova". La frase dice molto, soprattutto per la sottolineatura della dignit� del fare l’operaio e del guardarsi allo specchio. Il richiamo al passato � un utile e fondamentale esercizio di memoria collettiva, ma nello stesso tempo
sembra suggerire che nei momenti difficili non esista altra identit� che quella di prima. Proprio come gli economisti e i banchieri applaudono al ritorno in forze della Old Economy e dei suoi "fondamentali", cos� sembra che anche i lavoratori possano ritrovarsi – passata la bolla della speculazione – solo nelle immagini dei padri. Quasi che il nuovo non abbia potuto produrre a sufficienza nuove idee e culture del lavoro.
Non � evidentemente cos�, perch� la cultura della rete � ricca di idee, spiazzamenti e modi d’essere in relazione. Il problema, probabilmente, � che tutto ci� si � plasmato in tempi allegri e facili e non ha fatto in tempo a consolidare strumenti e forme di organizzazione adeguate alle crisi. Anche negli Usa, dove pure la crisi della Nuova Economia ha prodotto l’anno scorso 100mila licenziamenti, gli unici a portare a casa vittorie sono stati finora i lavoratori delle mansioni basse. Gli altri, tecnici e softwaristi, hanno dato vita per ora solo a esperienze ristrette, di solito in forma para-sindacale. Come Washtech.org, che somiglia al sindacato, ma si muove pi� come libera associazione che socializza informazioni e offre consulenze. I lavoratori di Matrix, in realt� tutti noi, siamo chiamati a usare le difficolt� dell’oggi per non perdere il buono della rete, insieme difendendosi dal ritorno del vecchio.