Un secolo e mezzo assieme alle Coop

23/06/2004




23 Giugno 2004

Domani a Torino manifestazione a ricordo della nascita della prima cooperativa di consumatori. Oggi l’assemblea di bilancio
Un secolo e mezzo assieme alle Coop
Un colosso con cinque milioni di soci e un fatturato superiore agli 11 miliardi di euro

Laura Matteucci

MILANO Centocinquant’anni di sviluppo. Nonostante il diffuso clima di preoccupazione, nonostante la riduzione del potere d’acquisto dei consumatori, Coop Italia resta in buona salute, e continua a fare utili. Nel 2003 i soci hanno sfondato il muro dei cinque milioni, con un fatturato superiore agli 11 miliardi di euro. La leadership di mercato, che Coop Italia continua a mantenere, poggia su una chiara politica di responsabilità sociale: prezzi inferiori di oltre due punti alle rilevazioni dell’inflazione elaborate dall’Istat, inchiodati anche quest’anno per la maggior parte dei prodotti, reali e credibili garanzie di qualità e sicurezza dei prodotti.

Elementi che continuano a pagare, e che anche nel complicato 2003 hanno permesso alle coop di aumentare la loro quota di mercato. Il marchio Coop, la catena distributiva di supermercati, ha registrato +0,43% sul 2002, fino ad un totale del 17,7%, mentre IperCoop (ipermercati) è arrivata al 27,4% (+1,13% sul 2002). Nel complesso dei maggiori gruppi distributivi, Coop e IperCoop sono marchi entrambi al primo posto, Coop seguita da Carrefour (10%), mentre IperCoop con il 27,4% tiene testa alla catena Auchan (17%).


Non è soltanto questione di leadership. La cooperazione di consumo non è solo leader di mercato, ma è l’unico grande gruppo interamente italiano a contrapporsi davvero alle grandi multinazionali estere che operano nel paese.


Il sistema Coop ha chiuso l’anno scorso con una base imprenditoriale di 163 cooperative, una rete di 1.257 punti vendita per un’area di vendita che sfiora 1 milione e mezzo di metri quadrati (+6,7% sul 2002), 52.157 addetti (+11,7%), 5,5 milioni di soci (+10%), vendite per quasi 11 miliardi di euro (+11,3%), e una quota di mercato nel grocery di oltre il 17%, come s’è visto.


Coop Italia festeggia a Torino il 150esimo anno di vita, con l’assemblea di bilancio e una manifestazione pubblica al Lingotto, presenti il sindaco Sergio Chiamparino, il presidente della Regione Enzo Ghigo, il segretario dei ds Piero Fassino. Oltre, ovvio, ai dirigenti di Coop e di Legacoop (di cui Coop Italia è parte), il presidente di Coop Italia Vincenzo Tassinari innanzitutto.


A Torino perchè la Coop è nata lì, per iniziativa di un gruppo di consumatori. Era il 4 ottobre 1854, e la Società operaia di Torino, per arrestare gli effetti di una grave carestia agricola e di un pauroso rincaro dei prezzi, apre un «magazzino di previdenza», scoprendo che attraverso un’associazione di lavoratori è possibile ottenere merci, beni di consumo primario, preservarli, immagazzinarli a prezzi più convenienti, meno soggetti al profitto e con una migliore garanzia di qualità. Grazie alla cooperazione il salario riesce a mantenere il suo potere d’acquisto anche in tempi rovinosi.


A 150 anni di distanza, e dopo uno sviluppo a quei tempi inimmaginabile, mutate le condizioni sociali ed economiche, i criteri, i vantaggi di Coop restano gli stessi: più convenienza, più qualità, difesa del consumatore. Al principio di mutualità ed assistenza con cui è nata la prima coop, si affiancano oggi la sfiuda alle imprese ordinarie, la difesa dell’ambiente, il sostegno ai lavoratori in situazioni difficili dove il servizio pubblico, lo Stato sociale sono carenti. L’impresa cooperativa mantiene il criterio del no profit, in base al quale tutti gli utili realizzati vengono destinati al conseguimento di scopi sociali. Tra il ‘99 e il 2003 sono stati spesi oltre 250 milioni di euro per vantaggi economici a favore dei soci, 180 milioni per iniziative di interesse per il personale, il consumatore e la società civile. Tra le voci di spesa più importanti, quelle relative alla qualità e sicurezza dei prodotti (oltre 60 milioni in cinque anni).


Ma che cos’è oggi il sistema Coop Italia? Presidia per conto degli associati più di 3mila fornitori di prodotti (alimentari e non solo) in ogni parte del mondo, è la centrale di marketing ed acquisto per i nove grandi gruppi cooperativi italiani: che sono, in ordine decrescente per ammontare delle vendite, Firenze, Adriatica, Estense, Nordest, Toscana Lazio, Lombardia, Novacoop, Liguria, Centro Italia. I supermercati ed ipermercati Coop sono presenti in 17 regioni e 86 province, nel maggio di quest’anno gli Ipercoop sono arrivati a quota 69, dopo aver varcato nel 2002 i confini nazionali (in Croazia), e dopo aver aver aperto nello stesso anno per la prima volta a Roma.


Nel quadriennio 2004-2007 è prevista l’apertura di 107 strutture, 28 ipercoop e 79 supermercati, gli investimenti relativi alla rete ammontano a 1,6 miliardi di euro.


E c’è di più. C’è lo sviluppo, in campo alimentare, di una catena di discount, la gestione di agenzie di viaggi come Robintour, Planetario, Bonolatours, Vco, di grandi superfici specializzate. Inoltre, il sistema cooperativo ha alcune partecipazioni nei settori farmaceutico e delle comunicazioni, e la gestione delle carte di credito Unicard.