Un referendum flop

07/03/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
056, pag. 4 del 7/3/2003
di Teresa Pittelli


È quanto emerge da un sondaggio della Confcommercio.

Un referendum flop

Billè: non sarà raggiunto il quorum

Solo un terzo degli elettori voterà al referendum sull’estensione dell’articolo 18 alle imprese sotto i 15 dipendenti. E dunque il quorum non sarà raggiunto.

Secondo un sondaggio commissionato da Confcommercio a Datamedia, gli italiani che hanno diritto al voto parteciperanno al referendum, sicuramente o probabilmente, solo nel 37,2% dei casi. Mentre tra coloro che andranno a votare, il 71,3% si dichiara per il sì (rappresentavano il 78,9% un mese fa) e il 28,7% (aumentati rispetto al 21,1% di febbraio) è invece contrario al quesito.

Il 65% degli intervistati, però, come già ha sottolineato nei giorni scorsi il presidente dell’associazione dei commercianti, Sergio Billè, non conosce i termini del problema. Billè ha reso noti i risultati del sondaggio durante la tappa di ieri del NoDay (l’iniziativa di Confcommercio per sostenere il No), che si è svolta a Palermo.

´Il referendum (proposto da Rifondazione comunista e Fiom, ndr) rappresenta la beffa dopo il danno provocato dalla grande mobilitazione di massa in atto contro il progetto del governo di modificare l’articolo 18′, ha detto Billè, secondo il quale ´ben 32 milioni e 700 mila ore di sciopero hanno bloccato un paese intero’.

Per il leader di Confcommercio ´non c’è alternativa al ripensamento dello statuto dei lavoratori’, nel senso che ´l’estensione dell’articolo 18 è destinata a contrarre il numero dei contratti a tempo indeterminato, e ad alimentare il precariato’. Una posizione, questa del No, condivisa da tutto il fronte delle imprese, da Confindustria a Cna, oltre che dalla maggioranza di governo. A favore del referendum, invece, anche se contrario nel merito, si è schierato ieri Francesco Rutelli, leader dell’Ulivo.

Al termine dell’incontro con il segretario di Prc, Fausto Bertinotti, Rutelli ha sottolineato che ´il referendum si deve difendere, perché lo svolgimento di una consultazione popolare va preso sul serio. Si può dissentire sul tema, e noi dissentiamo’, ha aggiunto il presidente della Margherita, ´ma non si può fare del dissenso un argomento che porti a sminuire l’istituto costituzionale del referendum’.

Sulle modifiche all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, intanto, prosegue l’iter parlamentare del disegno di legge 848-bis, che contiene la proposta del governo, concordata con le parti sociali, Cgil esclusa, nel Patto per l’Italia del luglio scorso. Ieri la commissione lavoro del senato ha assegnato il termine per i subemendamenti, che scadrà mercoledì prossimo, e da lì partirà la lettura del testo, che dovrebbe avere tempi brevi, come ha chiesto Roberto Maroni, il ministro del welfare, che spera in un’approvazione definitiva del ddl entro giugno.

Oltre all’emendamento del governo che recepisce il patto per l’Italia, e prevede la sospensione dell’art. 18 nelle aziende che, attraverso nuove assunzioni, superino la soglia dei 15 dipendenti, il provvedimento prevede anche il riordino e l’estensione degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione.