“Un quinto dell’Italia in mano alle mafie”

14/11/2000



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14 Novembre 2000Oggi in edicola Pagina 10
"Un quinto dell’Italia
in mano alle mafie"

E Del Turco: Bankitalia vigili sul riciclaggio

di PIERO COLAPRICO


MILANO – Un negozio su cinque è in mano ai criminali, un’impresa industriale su dieci ha per manager un boss. Il dato sembra esagerato? Eppure è con questa affermazione e con il lutto per la morte della piccola Valentina, uccisa in un negozio di Napoli, che si è aperto, ieri mattina a Milano, il "Black-day", com’è stato chiamato il convegno organizzato dalla Confcommercio sui crimini quotidiani e sulle nostre paure.
Nel mirino dell’associazione dei commercianti ci doveva essere soprattutto il tema dell’abusivismo, e cioè i gravi danni prodotti alle casse dei negozi e dell’erario dai venditori di strada, senza licenza, e dalle montagne di prodotti contraffatti. Un fenomeno che si abbatte sulle industrie causando 100 mila miliardi di perdite. La mattina trascorre però nella descrizione di un’Italia assediata dalle gang, come fosse una Repubblica post-sovietica, davanti a una platea a senso unico. Capace di spellarsi le mani di applausi per il sindaco Gabriele Albertini e l’ex ministro forzista Giulio Tremonti, accompagnato dal senatore Marcello Pera, ma di riservare anche un gelo da freezer ai ministri Enzo Bianco e Ottaviano Del Turco.
Sergio Billè, padrone di casa, spara una raffica di "cifre del crimine, che fanno saltare il banco", rivelando che "il volume d’affari delle gang è di 300 mila miliardi di lire all’anno, pari al 15 per cento del prodotto interno lordo", e dunque i criminali hanno "più denaro delle fondazioni bancarie". Ricchi sfondati, con un patrimonio complessivo di "2 milioni di miliardi, di cui solo il 6-7 per cento posto sotto sequestro", i manager- banditi controllano dunque il "20 per cento delle strutture commerciali e dei servizi" e "il 15 per cento delle imprese manifatturiere".
Ricavano fatturati da emiri arabi e spadroneggiano, stando sempre ai dossier dei commercianti, nel mercato legale, visto che si stanno comprando pezzi d’Italia, investendo in immobili, attività commerciali, 7 mila miliardi nei cantieri, 5 mila nelle case di riposo e nelle cliniche. Resta da capire da dove arrivino simili analisi. "Elaborazione Confcommercio", è la risposta che non spiega molto. Ma non smentiscono le cifre né Bianco, né Del Turco.
Il ministro delle Finanze rivela di voler esporre al presidente di BankItalia Antonio Fazio un suo progetto: "La Banca d’Italia ha visto allentarsi i propri impegni istituzionali. E allora non è possibile immaginare lo spostamento di una parte delle attività di controllo verso il riciclaggio, con verifiche nelle banche compiacenti?". E difende a spada tratta, Del Turco, l’"Operazione primavera", e cioè lo sforzo per controllare le coste pugliesi, considerando che "ha fruttato 1200 miliardi, tanto sono aumentati i ricavi dello Stato in un anno di lotta al contrabbando".
Il ministro dell’Interno vanta invece la maggiore presenza della polizia sul territorio, come successo a Milano. E risponde alla richiesta dei commercianti lanciando un’apprezzata "direttiva per sperimentare nel territorio la lotta all’abusivismo". Anzi viene aperta ufficialmente la guerra ai falsari con "la convocazione nei Comitati per l’ordine pubblico e la sicurezza dei rappresentanti del mondo produttivo".
I commercianti hanno anche affidato all’istituto di sondaggio Cirm uno studio sulla "percezione della paura", analizzando un campione di gente comune e uno di negozianti. Le due categorie sono perfettamente d’accordo (51 per cento) sulla riapertura delle "case a luci rosse" per battere la prostituzione. Siamo tutti "molto sicuri" o "abbastanza sicuri" di mantenere la tranquillità economica (58 per cento popolazione, 54 per cento commercianti), ma anche di subire furti, scippi e violenze personali (51 e 53). Una percentuale bassa (37 e 34) ha fiducia di far valere i suoi diritti rivolgendosi "all’apparato amministrativo o giudiziario". E in caso di bisogno immediato preferiamo in larga parte che ci vengano in aiuto – prendano nota gli uffici relazioni esterne dei vari comandi – i carabinieri (45, 46), la polizia di Stato (26, 28), i vigili urbani (6 per la popolazione, calo per i commercianti, con il 4) e fanalino di coda per la Guardia di finanza (2 popolazione, 4 commercianti).

Il Cirm punta il dito sulla tv: è utile per prevenire, ma stando al 71 per cento della popolazione e al 76 dei commercianti, è anche responsabile di istigare al crimine. Plebiscito collettivo sul "poco o nulla" fatto dello Stato nel contrasto all’immigrazione clandestina: lo dicono 78 e 80 per cento di popolazione e commercianti. Stessa analisi, su come fronteggiare il crimine: sarebbe meglio (74 per cento dei commercianti, 61 cittadini) dare a sindaci e Regioni maggiori poteri sulle forze di polizia.
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