Un Prodi da primarie e un Epifani che può dividere l’Unione

23/06/2005

      Lunedì 2o giugno 2005

    Diario sindacale

      Un Prodi da primarie e un Epifani che può dividere l’Unione
      i due si incontrano giovedì a Serravalle. E il professore ditàla sua sul preogramma Cgil, che piace a Bertinotti e non a Rutelli

        di Enrico Marro

          Quando, all’inizio dell’anno, Guglielmo Epifani decise di invitare a Serravalle 2005 Romano Prodi lo fece immaginando che potesse essere una tappa tra le più importanti della marcia del leader dell’Unione verso le elezioni del 2006. E, ovviamente, l’occasione per suggellare il sostegno della Cgil al professore. Un po’ come, sia pure su un fronte diverso, Serravalle 2004 aveva sancito la volontà di Epifani e del presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo , di lavorare insieme per rilanciare le relazioni industriali.

            Ma in questi mesi lo scenario politico è profondamente cambiato. Gli equilibri all’interno del centrosinistra sono in pieno movimento e così a Serravalle, tradizionale appuntamento estivo organizzato dalla Cgil di Pistoia, arriverà un Prodi che dopo il lungo braccio di ferro con la Margherita si dovrà preparare alla scadenza delle primarie e avrà bisogno quindi di forti consensi. Uno scenario, questo, che rende ancora più importante il confronto che, giovedì 23, sul palco allestito nella cornice della rocca medioevale, vedrà protagonisti proprio Epifani e Prodi. Il segretario della Cgil, che ha sempre insistito sull’unità del centrosinistra, lo farà anche a Serravalle, segnando così un punto a favore di Prodi. Ma aggiungerà che non ha senso continuare a litigare per un intero anno e che è necessario trovare un compromesso durevole con Francesco Rutelli e la Margherita. Mediazione che, secondo Epifani, deve costruirsi attorno a un programma unitario.

              Il paradosso è che il programma che piace alla Cgil è esattamente un fattore di divisione nel centrosinistra. Nessuno ha dimenticato il documento programmatico che lo stesso Epifani e tutti i segretari della Cgil inviarono lo scorso ottobre a Romano Prodi e che tante polemiche aprì nelle forze d’opposizione. In quel documento, infatti, i dirigenti del sindacato rosso chiedono a Prodi un programma che preveda lo smantellamento di tutte le riforme del governo Berlusconi: pensioni, scuola, mercato del lavoro, immigrazione, giustizia, devolution. E una politica economica centrata su un nuovo intervento pubblico nel sistema produttivo e su una patrimoniale sulle ricchezze finanziarie. Insomma, un programma più di sinistra-centro che di centro-sinistra. Buono per il leader di Rifondazione, Fausto Bertinotti , ma non per Rutelli. E nemmeno per tutti i Ds. Tanto è vero che riformisti come Nicola Rossi lo criticarono, dicendo che non tutte le riforme dell’attuale governo andrebbero cancellate.

                A quel documento della Cgil Prodi non ha mai risposto. L’occasione per farlo ci sarà giovedì. Se dovesse diventare nuovamente premier cancellerebbe tutte le riforme di Berlusconi? Metterebbe la patrimoniale? Epifani ascolterà. Ma ancora di più, pur non essendo presente, lo farà Rutelli.