Un piano nazionale di rilancio dei consumi

13/05/2010

Coop Il presidente Ancc Aldo Soldi: «La domanda non riprende, il potere d’acquisto diminuisce»

Se ci fosse un progetto nazionale di rilancio della domanda interna, che gli italiani potessero sentire comeserio, invece di generici appelli all’ottimismo, questo già di per sé darebbe impulso alla ripresa dei consumi». Che, invece, continuano a languire, compressi tra la progressiva erosione del potere d’acquisto delle famiglie e l’incertezza del futuro. Aldo Soldi, presidente di Coop consumatori, fa il punto della situazione e, insieme, le sue proposte.
L’andamento dei consumi è sempre piatto, dunque? «Piatto o, considerando l’inflazione, anche con il segno meno. Siamo sugli stessi livelli dell’anno scorso, che certo non è stato entusiasmante, e non ci sono segnali visibili di un’inversione di tendenza nei prossimi mesi. La sensazione è che ormai il consumatore abbia imparato a convivere
con la crisi: è molto attento, oculato nel gestire le risorse, non fa più scorte e tira un po’ la cinghia. Se si considera la situazione economica reale delle famiglie, tutto questo è comprensibile». C’è bisogno di mettere un po’ di soldi in tasca agli italiani, ma come? Salari più alti, un fisco più equo? «Rispetto agli altri Paesi europei, in Italia i salari sono più bassi e il costo del lavoro più alto: una vera morsa che toglie ossigeno alla domanda. Perché se è vero che si avverte, qua e là, qualche segnale di ripresa economica, la domanda interna resta un problema enorme. Concentrarsi sulla leva fiscale e su una più equa distribuzione delle risorse sarebbe già molto. Ma io penso che, soprattutto, bisognerebbe dare la sensazione che ci si fa davvero e seriamente carico del problema».
In che modo? «Conunprogetto nazionale,unimpegno pubblico forte, che magari coinvolga anche soggetti privati a
lavorare su questo, a trovare soluzioni. Faccio un esempio: in Coop il93%dei rapporti di lavoro sono a tempo indeterminato, ed è chiaro che la precarietà o viceversa la stabilizzazione del rapporto di lavoro pesa moltissimo sulle intenzioni di spesa di tutti noi».