Un piano in tre mosse per “uscire” dall´art.18

13/05/2002


 
Pagina 29 – Economia
 
IL RETROSCENA
 
Le modifiche riversate in un altro ddl e poi "dimenticate"
 
Un piano in tre mosse per "uscire" dall´art.18
 
 
 
Cisl e Uil disponibili alla proposta del ministro Tremonti per spiazzare la Cgil
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – La proposta del governo ai sindacati per uscire dal tunnel dell´articolo 18 è pronta e ha già l´ok della Cisl e della Uil. L´idea, che verrà sottoposta all´attenzione di un imminente vertice di maggioranza, è questa: togliere dal disegno di legge delega sul mercato del lavoro la parte che riguarda le modifiche all´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e riversarne i contenuti in un altro disegno di legge non governativo, che giacerebbe in Parlamento perlomeno fino al raggiungimento di un accordo con le parti sociali sui temi oggetto delle deleghe (fisco e ammortizzatori sociali, mercato del lavoro, previdenza). Dal punto di vista tecnico, il governo assumerà pubblicamente l´impegno politico di mettere le questioni che riguardano l´articolo 18 in un ddl a parte e poi, al momento della votazione in commissione Lavoro del Senato, presenterà un emendamento soppressivo di quelle norme, giustificando la mossa con l´esistenza dell´altro provvedimento.
Che cosa succederà, tuttavia, al disegno di legge ad hoc sull´articolo 18, una volta che le parti sociali – tra qualche mese – avranno raggiunto un accordo sul resto? Il governo Berlusconi deciderà di fargli fare la fine che i governi di centrosinistra fecero fare al disegno di legge sulle 35 ore, lo manderà avanti in Parlamento, oppure lo utilizzerà come una spada di Damocle sul collo dei sindacati per tutta la legislatura? Cisl e Uil, favorevoli a questo percorso, sono convinte che le modifiche dall´articolo 18 faranno la fine delle 35 ore e non se ne parlerà più. Acconsentono, infatti, a che il governo salvi la faccia non annunciando lo stralcio nudo e crudo delle norme che introducono tre deroghe alle tutele contro i licenziamenti senza giusta causa, ma si aspettano, in futuro, l´insabbiamento del nuovo provvedimento. In sostanza, sono sicure di aver stipulato una sorta di «patto d´onore» con l´esecutivo.
I leader di Cisl e Uil, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, non si sarebbero seduti al prossimo tavolo con il governo (la prima convocazione, puramente formale e non impegnativa, dovrebbe cadere nell´arco della prossima settimana, prima cioè delle amministrative del 26 maggio) senza garanzie sulla rimozione delle modifiche all´articolo 18. E probabilmente, nell´incontro avuto a Montecitorio con il ministro Tremonti il 28 aprile scorso, hanno ottenuto ampie assicurazioni in questo senso. Di qui il loro via libera al progetto. Chi non ci sta affatto, invece, è la Cgil, che non è stata neppure consultata. Il leader Sergio Cofferati ha mandato ieri da Milano un segnale chiaro: «Deve sparire – ha ribadito – tutto ciò che punta alla modifica dell´articolo 18 come condizione per poter avviare qualsiasi trattativa con il governo sui temi del mercato del lavoro». A questo punto, il governo andrà avanti «con chi ci sta»? Alla Cgil non piace lo stralcio mascherato, ma come farà a sottrarsi alla discussione su tutto il resto, soprattutto se il governo proporrà una robusta tornata di consultazioni con le parti sociali anche sul Dpef e sulla Finanziaria?