UN NUOVO AGRITURISMO: QUALI PROSPETTIVE (1997 Laura Morichetti Francesca Pellistri)

MASTER IN GESTIONE E SVILUPPO DEI SERVIZI TURISTICI
edizione 1996/97

Project- work
UN NUOVO AGRITURISMO: QUALI PROSPETTIVE

candidati:
Laura Morichetti
Francesca Pellistri

Relatore
Prof. Ivo Pazzagli

INDICE

Premessa pag.3

Parte Prima
· Introduzione pag.7
· Il modello di Analisi della qualità della vita pag.8
· Analisi delle interviste realizzate pag.14
· Corpo-Mente pag.16
· Unità-Diversità pag.20
· Privato-Pubblico pag.24
· Passato-Futuro pag.26
· Natura-Cultura pag.29
· Conclusioni sulle interviste pag.31

Parte Seconda
· Indagine sulle aziende agrituristiche pag.36
· Presentazione di casi aziendali pag.42
· Organizzare escursioni nelle città d’arte:
il caso dell’azienda “La Cascina” pag.42
· Organizzare seminari a contenuto artistico:
i casi delle aziende ”Il Moggiano” ed il “Vignaletto” pag.46
· Offrire servizi ed opportunità ai locali:
il caso dell’azienda “Motrano” pag.48
· Sfruttare le manifestazioni che si
svolgono nelle città vicine: i casi delle aziende
“Villa Casanova” e “Tenuta di Monte Sante Marie” pag.50
· Organizzare itinerari a contenuto religioso: il caso
dell’azienda “Posta Pastorella” pag.53
· Conclusioni pag.55

Premessa

L’obiettivo primario di questo project-work è evidenziare come lo strumento sociologico di studio della qualità della vita, messo a punto dal gruppo di Leeuwarden, possa essere utilizzato nella comprensione di ciò che sta avvenendo in un particolare settore del turismo.
Il modello considerato può consentire di interpretare le nuove esperienze non come frutto di creatività ed iniziativa del singolo, ma inquadrandole in un processo di cambiamento degli orientamenti complessivi che hanno determinato mutamenti nei gusti e nelle richieste della clientela, che le aziende devono cercare di comprendere e soddisfare.
Il nostro obiettivo è dimostrare come, da un’analisi di questo tipo, sia dal punto di vista dell’imprenditore che da quello del turista, si possano porre le basi per individuare la possibile evoluzione di un’azienda agrituristica. Per verificare concretamente queste ipotesi abbiamo fatto riferimento ad alcuni specifici e concreti casi aziendali che già si stanno muovendo verso una nuova idea di agriturismo non più ancorata solo ai temi della tradizione contadina.
Per ragioni di tempo abbiamo ritenuto di non poter procedere ad una progettazione dettagliata di tale azienda, essendo nostro obiettivo dimostrare la ragionevolezza di un simile procedimento.
Il project-work è articolato in due parti. Nella prima parte viene spiegato il modello di studio della qualità della vita elaborato dal gruppo di Leeuwarden, nel quale vengono individuate cinque prospettive dalle quali si può analizzare la qualità della vita: Società, Ambiente, Umanità, Relazioni e Sviluppo. A ciascuna delle prospettive sono associati due valori opposti ai quali il modello cerca di ricollegare le tendenze prevalenti nelle scelte di vita in generale ed in particolare nelle scelte di turismo.
Questo modello è stato poi sottoposto ad un gruppo di interlocutori che operano nel comparto turistico con competenze diverse. Dall’analisi di queste interviste emerge una generale tendenza alla conciliazione dei due estremi di ogni prospettiva, almeno per quanto riguarda i trend nelle scelte in campo turistico.
L’idea di un nuovo agriturismo nasce proprio dall’esigenza di coniugare aspetti apparentemente inconciliabili come passato e futuro o natura e cultura per proporre una attività tradizionale ma che possa offrire anche aspetti innovativi.
Nella seconda parte vengono presentati i risultati di una indagine relativa a sette casi aziendali appartenenti al settore agrituristico, realizzata sia con visite dirette alle aziende medesime che attraverso contatti telefonici. Tale campione, composto dalle aziende che, a nostro avviso, meglio incarnavano la tipologia di agriturismo da noi teorizzata, è stato individuato in seguito a contatti con aziende distribuite su tutto il territorio nazionale. Si tratta di casi emblematici del tentativo di offrire attività a contenuto artistico-culturale, come risposta ai mutamenti delle richieste della clientela. L’analisi dei casi ci ha consentito di individuare le possibili caratteristiche di una “nuova” azienda agrituristica, in grado di porsi in sintonia con i trend e gli orientamenti prevalenti nella clientela turistica.

PARTE PRIMA

Laura Morichetti

Introduzione
L’esperienza di studio di Leeuwarden di cui ci siamo trovate a far parte e in cui abbiamo inserito la nostra ricerca è orientata allo studio della qualità della vita e ai valori di riferimento di una società in continua evoluzione.
L’espressione “qualità della vita” è spesso usata come punto di partenza per lo studio e l’analisi sociologica di come si evolve il pensiero comune allo scopo di analizzare quelli che sono i valori chiave che muovono la nostra società, come nascono e come possono influenzare il comportamento della collettività.
Spesso purtroppo l’idea di qualità della vita rischia spesso di restare un concetto apparentemente chiaro ma in realtà vago ed indefinito, che varia con il variare della società, del tipo di studio e dei risultati che si vogliono raggiungere.
Il primo scopo del gruppo di studio olandese, pertanto, è proprio quello di fornire le condizioni valide e soprattutto oggettive per poter effettuare un’analisi il più possibile utile che non sia “viziata” e limitata agli interessi di chi compie lo studio, ma applicabile ai più diversi aspetti della società.

Modello di analisi proposto dal gruppo di studio di Leeuwarden
Questa premessa è indispensabile e nasce dalla complessità e varietà della vita in se stessa e dalla difficoltà conseguente nel cercare di definire e circoscrivere qualcosa di così flessibile e in continua evoluzione qual è la nostra società.
Questa proposta di studio, pertanto, non vuole essere esaustiva e non ambisce a spiegare ogni aspetto, ma si propone come tentativo di analizzare quelli che sono i valori importanti, le ideologie che spingono gli uomini a fare determinate scelte.
Il concetto di qualità della vita pertanto è stato studiato dal gruppo di Leeuwarden dopo essere stato suddiviso in cinque differenti prospettive e livelli della vita umana che non sono né in ordine gerarchico e né uno più importante dell’altro.
Al contrario essi sono strettamente dipendenti l’uno dall’altro in virtù del fatto che è impossibile studiare un aspetto della vita umana senza tenere presente tutti gli altri e che non si può cercare di capire il perchè di certe scelte, senza avere a mente anche le ragioni apparentemente più banali ed insignificanti che animano la mente umana.
Questi cinque livelli hanno lo scopo di spaziare nei vari aspetti della vita e dei suoi valori cercando di comprenderli tutti, dall’ Antropologico, Psicologico, Economico, Spaziale fino a quello Temporale.
Nascono così la prospettiva che analizza il genere umano, quella in particolare sulle relazioni umane, quella che osserva l’aspetto economico della vita sociale e le ultime due che studiano l’aspetto del mutamento delle relazioni umane nel tempo e nell’ambiente.
Queste cinque prospettive permettono di focalizzare ogni volta un differente aspetto della vita umana e di distinguere i diversi approcci che si possono utilizzare nello studio della qualità della vita.
Esse costituiscono un continuum il cui insieme determina la totalità dei valori e degli ideali che possono caratterizzare i differenti gruppi in cui si articolano le società complesse.
A sua volta ogni prospettiva è determinata dalla differente composizione dei due estremi, uno contrario all’altro, che la compongono e che costituiscono i casi limite di ogni prospettiva.
La combinazione delle cinque differenti alternative e dei loro estremi rende possibile la creazione di un modello di analisi della qualità della vita tale da permettere una classificazione del sistema di valori umani in cinque categorie ognuna delle quali scomponibile tra due estremi.
Queste cinque categorie sono Umanità, Relazioni, Società, Ambiente e Sviluppo: ognuna di queste rappresenta un tentativo di sistematizzare e un diverso modo di analizzare i moltissimi aspetti che caratterizzano la nostra società e può assumere diverse caratteristiche a seconda della diversa composizione dei due estremi che la costituiscono.
La prospettiva dell’Umanità spazia tra i due estremi Corpo-Mente ed è per questo che ai fini di un’analisi il più possibile oggettiva è necessario individuare quali sono i valori portanti della società che si vuole analizzare.
Dove è maggiormente orientata la gente nelle sue scelte, da quelle più importanti a quelle più semplici? In che modo i valori legati al corpo e alla ricerca del piacere o, al contrario alla spiritualità, riescono a condizionare le scelte di individui e gruppi?
Per la prospettiva delle Relazioni i due estremi sono tra “Diversità” e “Unità”, dove il polo “Diversità” identifica l’insieme di valori e una visione della vita orientata alla collettività, a ciò che è simile a noi; al contrario, il polo “Unità” identifica i valori ed una visione della vita di tipo individualistico.
I due estremi che determinano la Società sono Pubblico e Privato e le diverse composizioni dei due tendono ad identificare i valori dominanti in società o gruppi a diverso orientamento ideologico e/o caratterizzati da differenti sistemi economici.
La categoria Ambiente si sviluppa tra Cultura e Natura, intendendo con la prima opposizione il contrario di ciò che è spontaneo, originale, ma propriamente creato dalla mente umana e con la seconda ciò che non è artificiale ma, appunto, naturale.
Per quanto riguarda l’ultima prospettiva dello Sviluppo è sempre utile, ai fini di una corretta analisi, poter osservare se una società è attenta o meno alle tradizioni, al Passato, oppure è per lo più orientata allo sviluppo, alla tecnologia, al Futuro.
Questa forma di classificazione del sistema di valori dimostra la possibilità di sviluppare un modello che, per quanto è possibile, cerca di essere attento ai valori percepiti in termini di prospettive e antinomie che lo compongono.
Partendo dal Modello di Analisi della Qualità della Vita proposto dal gruppo olandese, e di cui abbiamo condiviso le linee guida, abbiamo realizzato una serie di interviste mirate ad operatori del settore turistico ed agli stessi studiosi che hanno elaborato il Modello.
Il nostro scopo era quello di capire, attraverso interviste a testimoni privilegiati, se gli orientamenti della società e i valori che muovono le scelte delle persone possono influenzare il loro comportamento “turistico”.
Fino a che punto può essere utile ad un operatore del comparto turistico sapere che la società che stiamo analizzando è volta a comportamenti consumistici, edonostici e prettamente materialistici?
E’ chiaro che purtroppo è sempre riduttivo cercare di fissare qualcosa di così astratto soprattutto quando si parla di valori, ma è altrettanto vero che sapere dove almeno siamo orientati come consumatori, ci è indispensabile per poter individuare le tendenze innovative nel turismo.
Il nostro scopo pertanto è stato quello di individuare, sia pure a grandi linee, quelli che sono i punti di riferimento della nostra società, verso quali di queste prospettive essa si sta muovendo e in che senso ciò condiziona le scelte turistiche.
Durante le interviste realizzate abbiamo proposto il Modello studiato dal gruppo olandese cercando di spiegarlo il meno possibile agli intervistati in modo da evitare qualsiasi condizionamento.
Al contrario, abbiamo cercato di darne ogni volta una diversa interpretazione cercando di commentarlo anche in base alle diverse esperienze dei nostri interlocutori e in base alle differenti professioni e background culturali.
In questo modo pensiamo di essere riuscite a dare una visione obbiettiva e varia proprio perchè abbiamo cercato di interferire il meno possibile nell’analisi del modello e soprattutto perchè ci siamo orientate ad interlocutori non omogenei tra loro, ma con interessi e professioni diverse, in modo da abbracciare uno spettro di interessi e competenze il più ampio possibile.

Analisi delle interviste realizzate.
La complessità e la flessibilità sono elementi determinanti per poter dare una definizione della Qualità della Vita e di conseguenza questi sono stati i punti di partenza sui quali ci siamo basate per poter tentare un approccio ed un’ interpretazione della Qualità del Turismo e del Tempo Libero.
Gli interlocutori selezionati per le nostre interviste sono stati alcuni insegnanti della scuola di gestione alberghiera di Leeuwarden dove abbiamo seguito un corso della durata di un mese e quindi esperti del comparto turistico, professionisti del turismo congressuale, esperti di marketing turistico dell’ufficio turistico olandese e responsabili di parchi di divertimento e per il tempo libero.
Le interviste si sono svolte allo scopo di analizzare il modello proposto dal gruppo di studio di Leeuwarden ed è per questa ragione che, pur avendo dato anche noi un’ interpretazione del modello, abbiamo evitato di condizionare in alcun modo i nostri interlocutori proponendo loro il nostro punto di vista.
Tuttavia l’analisi non è stata fine a se stessa ma, al contrario, nostra intenzione era quella di dare una visione generale del comparto turistico.
Attraverso un’analisi di come viene interpretato il concetto di Qualità della Vita abbiamo voluto verificare l’importanza che questi elementi possono avere nelle scelte relative alla gestione del tempo libero e delle destinazioni turistiche, in che modo e in base a quali criteri si determina un giudizio positivo o negativo degli stessi.
Il primo approccio con gli esperti intervistati è stato quello di chiedere un’interpretazione personale delle antinomie, Corpo-Mente, Unità-Diversità, Pubblico-Privato, Cultura-Natura e Passato-Futuro; lo scopo di questa prima domanda era evidenziare eventuali possibili parallelismi e in che modo le stesse opposizioni potessero essere applicate al turismo.
Ogni antinomia è stata analizzata per individuare verso quali estremi-valori la società è più orientata al momento e cercare così di individuare i comportamenti turistici della stessa.
Tutto questo è stato realizzato allo scopo di prevedere quelle che saranno le scelte dei fruitori del comparto turistico in base ai loro interessi e valori così da poter in futuro orientare l’offerta turistica in base alle aspettative della domanda e in modo che entrambe possano trovare un punto di incontro e di soddisfazione reciproca.
Cercheremo allora di dare una visione generale dei risultati delle interviste realizzate ed in particolare per quanto riguarda l’interpretazione delle antinomie.

Corpo – Mente
Ci teniamo ancora una volta a sottolineare il fatto che, quanto d’ora in avanti esposto, non è frutto di una nostra interpretazione, ma nasce da un’analisi dei risultati delle interviste.
Al fine di una maggiore obiettività del nostro lavoro, si evidenzia il fatto che i nostri risultati sono la visione dei trend attuali di comportamento della nostra società e di come essa si sta evolvendo.
E’ indispensabile sottolineare che in ogni caso qualsiasi tipo di vacanza coinvolge entrambi gli aspetti dell’uomo, sia nel bisogno di evadere dalla routine e dalla realtà di tutti i giorni, sia nel desiderio di riposarsi, di dedicarsi alla cura del proprio corpo.
La vacanza, quindi, non è mai orientata all’uno o all’altro estremo, mai completamente ed esclusivamente al Corpo nè, al contrario, solo alla Mente, ma coinvolge più aspetti che sono inscindibili tra loro. Chiaramente la scelta del tipo di vacanza dipende dall’età: in base alle nostre interviste, i giovani sono orientati ad un genere che implica un maggiore dispendio di energie e la loro idea di vacanza non è certo la stessa di un tipo di fruitore più “adulto”.
A questo si aggiunge un diverso budget economico di cui dispongono gli uni e gli altri e che li porta inevitabilmente a fare scelte diverse per lo meno per quanto riguarda le infrastrutture di cui servirsi per le proprie vacanze.
Nonostante ciò si è riusciti ad individuare un percorso comune, un orientamento che sembra coinvolgere tutto il popolo dei “vacanzieri”.
Negli ultimi anni si è assistito ad una riscoperta di un tipo di vacanza non più statica e di riposo totale ma fortemente legata ad una maggiore attenzione al proprio corpo non come fitness a tutti i costi, nè esasperato tentativo di compensare un’ intera stagione di vita sedentaria.
Il bisogno principale della gente è di recuperare energie fisiche, ma anche, e soprattutto, psichiche: tutti gli intervistati sono concordi nel fatto che la vacanza è un modo per ricaricarsi nel corpo e nello spirito.
La vita stressante e nevrotica che la maggior parte delle persone conduce tutto l’anno procura il bisogno di recuperare senz’altro forma fisica, ma soprattutto fa nascere la necessità di evadere dalla routine quotidiana, di dedicarsi ai propri interessi, di distendere lo spirito e la mente dai pensieri per il lavoro e per tutto ciò che ci assorbe completamente tutto l’anno per dedicarsi alle proprie passioni in un ambiente sereno e disteso.

Unità – Diversità
Questa opposizione appartiene alla sfera delle relazioni umane ed è quella che ci ha causato più difficoltà di interpretazione: molti degli
intervistati hanno ritenuto che diversità andasse interpretato con varietà di proposte di vacanze offerte ed altri invece hanno interpretato il termine come sinonimo di attrazione verso qualcosa di originale, particolare, appunto diverso.
Tuttavia, ancora una volta, abbiamo evitato di dare la “nostra” interpretazione del Modello cercando di non condizionare in alcun modo il nostro interlocutore con quello che poteva essere il nostro punto di vista.
Ciò che tuttavia risulta dalle nostre interviste è che l’offerta cerca in tutti i modi di realizzare un prodotto particolare, unico ed originale in modo da attirare più fruitori con l’idea della novità.
Viviamo in una società in cui non ci si stupisce più di nulla e chi riesce ad avere un’idea originale a cui altri prima di lui non hanno pensato, spesso è colui che riscuote il successo maggiore.
La gente ha bisogno di qualcosa di fare qualcosa di diverso durante le proprie vacanze, ha bisogno di provare sensazioni nuove e fare cose che per il resto dell’anno non può fare.
Gli impegni di lavoro, la casa, la famiglia spesso costituiscono una routine costante da cui si ha bisogno di allontanarsi per “cimentarsi” in cose nuove; da qui la forte tendenza che gli operatori da noi intervistati hanno riscontrato, ad un tipo di vacanza originale, da ricordare.
E’ qui che allora le due interpretazioni del termine trovano un punto di incontro: la gente vuole sperimentare qualcosa di diverso e l’offerta turistica sta cercando di adeguarsi proponendo non la solita vacanza “tutto compreso”, ma orientandosi verso un tipo di vacanza che consenta sa i suoi fruitori di vivere esperienze diverse, al di fuori del comune.
Da qui allora che nascono vacanze in cui l’essenziale è l’imprevisto, il pericolo, spesso anche reale, l’avventura.
Gli operatori del comparto turistico vogliono rendere la vacanza del loro cliente un’esperienza indimenticabile in modo da assicurarsene la fedeltà e, cosa più importante, il ritorno.
Se un tempo si era maggiormente orientati ad un tipo di vacanza più omogenea, diremo più noiosa, oggi si cerca qualcosa di nuovo; non sono più papà, mamma e figli che si spostano tutti insieme e trascorrono a stare venti giorni al mare o in montagna, mantenendo inalterato il nucleo familiare esistente tutto il resto dell’anno.
Oggi le vacanze si fanno separati, ognuno in base ai propri interessi e alle proprie aspettative: il conformismo, il voler fare quello che fanno anche gli altri non è più uno stimolo ad organizzare le proprie vacanze.
Al contrario, il desiderio di poter raccontare la propria vacanza come unica, irripetibile e fatta quasi su misura dei nostri interessi è ciò che spinge la maggior parte delle persone a preparare i bagagli e a partire.
L’aspetto negativo della faccenda è che se una volta era possibile riuscire ad orientarsi tra le possibili mète e le possibili proposte di vacanze, come peraltro abbiamo già sottolinaeato, piuttosto semplici e simili tra loro, oggi l’enorme varietà dell’offerta costringe i fruitori di vacanze ad orientarsi in un circuito di offerte difficilmente comprensibile e non sempre di buona qualità.
In nome dell’unicità e della particolarità spesso si sacrificano la qualità e la prestazione del servizio così come presentato con conseguente ed inevitabile delusione di chi ne fa uso.
Questo costituisce un grosso pericolo, perché deludere le aspettative dei propri clienti, non riuscire a mantenere ciò che si è promesso, significa non solo perdere il cliente stesso, ma crearsi un grosso seguito di pubblicità negativa e di cattiva fama.

Privato – Pubblico
In questa sezione del lavoro più che di un discorso di orientamento dei valori della gente abbiamo cercato di concretizzare il discorso partendo dal fatto che i nostri interlocutori erano tutti esperti di economia del turismo e in che modo le loro conoscenze potessero orientare un nuovo tipo di turismo volto ai reali bisogni della gente.
La maggior parte degli intervistati non ha espresso pareri sui trend attuali e cioè se le persone preferiscano orientarsi a gestioni pubbliche o private nella scelta delle proprie vacanze e del proprio tempo libero.
Essi hanno esplicitamente evidenziato il loro favore verso un tipo di gestione privata senza però esprimere un parere sulle tendenze e sulle preferenze della nostra società.
Questa antinomia, che fa parte della sfera della Società, in un certo senso è stata quella di interpretazione più ambigua in quanto tutti gli intervistati hanno concordemente ritenuto che per un migliore livello ed una maggiore qualità dei servizi ci si dovrebbe orientare ad una gestione privata degli stessi.
In un certo senso è quello che sta avvenendo in tutti i settori dell’economia e non solo in Italia: la gestione pubblica non si preoccupa di raggiungere il massimo livello di qulità, ma di soddisfare più persone anche se a scapito del risultato finale.
Un imprenditore, al contrario, ha un’ottica ben diversa: egli punta a creare un cliente sempre soddisfatto del suo prodotto e che, nonostante la concorrenza, torni sempre ad utilizzare i suoi servizi che offrono proprio quello che lui cerca.
Nel comparto turistico, tuttavia, l’intervento del pubblico è determinante perchè, se da una parte la gestione diretta deve essere lasciata in mano ad imprenditori privati, è il legislatore che fa o meno la fortuna dell’economia turistica di un paese.
Pubblico non può quindi assolutamente prescindere da Privato, anzi una legislazione favorevole ad un settore è importante per lo sviluppo dello stesso: ci sono campi nei quali lo Stato ha una funzione determinante quali i trasporti, nell’ equilibrato sfruttamento delle ricchezze naturali del paese senza che queste vengano irreversibilmente distrutte da un turismo incontrollato, nella preparazione scolastica dei futuri esperti del settore e queste sono solo alcune.
Il quadro generale che scaturisce dalle nostre interviste è, quindi, che il Pubblico ha bisogno dei finanziamenti, della preparazione e della professionalità del Privato che ha sua volta deve essere controllato ed orientato dalle leggi dello Stato in modo da poter offrire un servizio efficiente e di qualità, appoggiato e favorito dalle leggi ma sempre libero e messo in condizione di poter operare al meglio e in modo più favorevole..

Passato-Futuro
La prospettiva temporale-biografica dello Sviluppo Umano si realizza nello studio dei due estremi che la compongono Passato e Futuro e il nostro obiettivo è quello di individuare in che modo l’uno o l’altro condizionano la scelta della vacanza.
Nella nostra società in continua evoluzione, percepiamo una pari evoluzione nella gestione del turismo e del proprio tempo libero: cambiamenti personali, di cultura, del sistema di valori sociali possono causare mutamenti nell’organizzazione del proprio tempo libero.
Quali possono essere quindi le conseguenze di questi continui cambiamenti in una prospettiva di tipi biologico-temporale?
Senza dubbio negli ultimi anni si è assistito ad un ritorno di interesse verso il passato, le proprie origini, le proprie tradizioni.
Il passato, in un mondo che spesso ci offre solo precarietà ed incertezze, rappresenta ordine e razionalità: non si può agire nel mondo se non si sa come esso risponderà alle nostre azioni.
Esso, e tutto ciò che rappresenta, ci offre una base su cui operare; il presente non nasce mai dal nulla, ma è frutto del passato e così pure il futuro, se non si vuole vivere nel caos e nell’imprevedibile, deve essere almeno in parte, razionalizzabile e controllabile.
Questa attuale tendenza è verificabile anche in un interesse sempre maggiore per l’arte del passato, per le grandi città storiche, per il recupero dei monumenti che sono il segno visibile delle antiche glorie.
Attualmente si sta assistendo allo sviluppo di due strade parallele: da una parte il desiderio di rifugiarsi in mondi esotici, di scappare dalle città per prendersi una pausa al sole e al caldo, dall’altra un numero sempre crescente di persone sceglie per le proprie vacanze una della grandi capitali per immergersi nei suoi tesori artistici, nella sua storia, nella grandiosità dei suoi monumenti.
Questo sviluppo parallelo consente e consentirà in futuro agli operatori turistici di investire in due tipi differenti di turismo i quali rispondono entrambi a precisi bisogni della gente: il bisogno di evadere e il bisogno di certezze.

Natura-Cultura
Questo ultimo aspetto riguarda lo sviluppo dell’ambiente sociale inteso in senso fisico ed il modo di interpretarlo, esso è strettamente legato al precedente livello di studio e rispecchia da un lato il bisogno di recuperare energie in senso fisico e psicologico, dall’altro il desiderio di ampliare le proprie conoscenze, di allargare i propri interessi riscoprendo passato e storia.
Il contrasto tra Natura e Cultura, può essere comunque interpretato in senso stretto come inevitabile cambiamento dell’ambiente in rapporto allo sviluppo turistico.
Quando si parla di ambiente non si intende solo ciò che è strettamente legato alla natura, acqua, aria , ecc., ma tutto ciò che è “prodotto” artificialmente dall’uomo.
Esso costituisce l’aspetto predominante del turismo, la cui crescita e sviluppo modificano in maniera più o meno positiva l’ambiente circostante.
Alcune zone turistiche devono la loro fortuna alla bellezza dell’ambiente naturale, altre alla ricchezza e all’unicità dei loro tesori artistici, ma ciò che accomuna questi due aspetti è il fatto che comunque entrambi gli elementi sono insufficienti per un reale sviluppo turistico se non sono accompagnati dall’intervento dell’uomo.
La nascita del turismo di massa, cosa degli ultimi quindici anni, ha portato al sovraffollamento di certe zone con conseguenti problemi di inquinamento e degrado ambientale non solo nelle località esotiche, ma anche nelle grandi città d’arte.
Allo stesso tempo, tuttavia, il bisogno di incentivare lo sviluppo turistico, di attirare un numero sempre maggiore di fruitori del proprio “prodotto”, ha spinto ad una politica di rispetto e di mantenimento dell’ambiente.
Se caratteristiche di una zona sono aria ed acqua pulite, sole e belle spiagge, la politica locale è quella di mantenere queste caratteristiche inalterate accanto alla nascita di alberghi, facili comunicazioni, trasporti e tutto ciò che costituisce servizio turistico.
Allo stesso modo, nelle grandi città, spesso incapaci di accogliere l’enorme domanda, lo sviluppo del turismo ha portato ad miglioramento delle comunicazioni, ad un aumento dell’offerta di lavoro, ad una maggiore ricchezza delle città di destinazioni.
Quando lo sviluppo turistico e l’ambiente destinato a riceverlo crescono in maniera continua ed omogenea, il primo ha un impatto positivo nell’ambiente e contribuisce alla sua stessa ricchezza.
Al contrario, se il turismo non è accompagnato da un pari sviluppo dei servizi e da una politica di rispetto e di protezione dell’ambiente, qualunque esso sia, esso avrà effetti negativi e spesso distruttivi, impedendo una crescita omogenea del fenomeno turistico e causando effetti spesso irreversibile nell’ambiente.

Conclusioni sulle interviste
In sintesi, i soggetti intervistati hanno indicato come principali trend, nelle scelte e nel comportamento relativo alle vacanze, i seguenti punti:

1. La vacanza, al di là dell’età, dei gusti personali e delle possibilità economiche, ha come presupposto prevalente il desiderio di evadere, di ricaricarsi fisicamente e spiritualmente.
Inoltre, negli ultimi anni si sta assistendo al diffondersi del desiderio di far si che la propria vacanza sia qualcosa di indimenticabile, un vero e proprio avvenimento da ricordare e raccontare agli amici.
Esempi di questa tendenza sono il crescente interesse per le destinazioni esotiche, la nascita di nuove forme di turismo fino alle forme estreme del turismo di guerra o al contrario del cosiddetto turismo etico.
2. Altra tendenza di rilievo sembra essere la preferenza, che gli esperti del comparto turistico hanno rivelato, verso una gestione privata delle strutture che spesso, non a torto, rivelano una maggiore qualità dei servizi.
Questo non certo perchè gli imprenditori siano mossi da scopi filantropici, ma perchè loro desiderio è quello di “creare” un cliente fedele che, soddisfatto dei loro servizi, ritorni e faccia loro buona pubblicità.
3. Oltre a questo altro dato che emerge è un forte spirito nelle scelte turistiche al recupero del proprio passato, delle proprie tradizioni: l’opposizione Natura-Cultura sembra sempre interpretata come necessità di fruire di una “ipotetica” natura incontaminata e come ricerca di un mondo perduto.
In questa prospettiva, il mondo rurale è considerato uno spazio per possibili esperienze di evasione e allo stesso tempo di crescita culturale.
Ciò che si evidenzia dall’analisi delle antinomie proposte dal gruppo di studio di Leeuwarden, è l’attuale tendenza a non orientarsi verso un estremo piuttosto che un altro.
Emerge la necessità di conciliare entrambi gli aspetti di ogni livello ed è sulla base di queste considerazioni, pur sempre limitate ad un gruppo di interviste ad esperti del comparto, che abbiamo analizzato un nuovo modello turistico che possa soddisfare le nuove tendenze.
L’ obiettivo del nostro lavoro è quello di proporre un nuovo tipo di agriturismo: l’analisi delle interviste realizzate sembra indicare la necessità di ripensare l’offerta del settore agrituristico nel senso di un’integrazione di aspetti che nel modello originario appaiono come antitetici.
Non più, quindi, agriturismo come alternativa al turismo culturale e di città, ma come luogo in cui sia possibile conciliare il bisogno di evasione con esperienze culturalmente significative, in cui si possano recuperare le tradizioni e, parallelamente, riavvicinarsi al mondo agricolo e rurale.

PARTE SECONDA
Francesca Pellistri

Capitolo 5
Indagine sulle aziende agrituristiche.

Tradizionalmente la nascita delle aziende agrituristiche può essere ricondotta all’affermazione nella nostra società, soprattutto nelle aree urbane e metropolitane, di un interesse all’uso della vacanza come momento di contatto con l’ambiente naturale e di riscoperta delle tradizioni contadine. Sono questi i motivi che hanno spinto gli imprenditori ad investire in questo tipo di attività e i turisti a scegliere questo tipo di struttura per le loro vacanze.
L’idea di cultura come arte, è invece quasi completamente estranea all’agriturismo delle origini. A queste attività è infatti associato il concetto di cultura rurale, della sua riscoperta e della sua valorizzazione, ma non si fa riferimento alla cultura nel senso di arte in tutte le sue possibili manifestazioni.
Se dunque l’idea di natura è il motivo portante delle aziende agrituristiche, il concetto di cultura come manifestazione di arte può diventare un elemento su cui fare leva per valorizzare questo tipo di attività e sfruttare le strutture esistenti. Le interviste condotte in Olanda hanno messo in evidenza come i trend in campo turistico siano sempre più orientati all’offerta di servizi che sappiano coniugare aspetti apparentemente opposti, come sono gli estremi delle topiche del modello di studio olandese. L’idea di realizzare attività di tipo culturale all’interno di queste aziende trova giusificazione nei risultati di un’indagine condotta presso i clienti di aziende agrituristiche.
La rivista iat iat n°4 marzo 1996 pag.5. ha infatti condotto un’indagine su un campione di ospiti di aziende agrituristiche di tutto il territorio nazionale per sapere quale attività collaterale mancasse in queste strutture. Lo scopo dell’indagine era conoscere come gli ospiti degli agriturismi avrebbero voluto occupare il loro tempo, oltre che con le tradizionali attività.
L’indagine ha dato i seguenti risultati: il 22% degli intervistati ha risposto “escursioni nelle città d’arte” e il 18% ha detto “eventi culturali”.
Le ricerche fatte in tal senso hanno effettivamente evidenziato la mancanza di sistematicità nell’organizzazione e nello svolgimento di questi tipi di attività, malgrado la maggior parte delle aziende agrituristiche sia situata non lontana dai grandi centri e dalle città d’arte.
Abbiamo infatti contattato telefonicamente 25 operatori agrituristici ubicati in tutta la penisola, scelti casualmente da un elenco di operatori fornito dal Tourist Green Club ed abbiamo chiesto loro se avessero già organizzato iniziative di questo genere.
I risultati sono stati i seguenti: il 69% ha risposto no, il 23% ha detto no ma anche aggiunto che in alcune aziende vengono organizzate attività a contenuto artistico e l’8% ha risposto sì. Alle aziende che hanno risposto sì, abbiamo chiesto quale attività svolgesse ed a quale target si rivolgessero.
Hanno risposto in questo modo:
1) vengono organizzati percorsi culturali ed escursioni nelle città d’arte: le persone interessate a queste attività sono in prevalenza stranieri (inglesi e tedeschi), di età compresa tra i 40 e 55 anni;
2) vengono organizzate attività di tipo culturale: i soggetti interessati sono italiani e con un’età media più bassa rispetto ai precedenti, tra i 20 ed i 30 anni, anche se non c’è un target prevalente ma dipende dall’attività che viene proposta.
In questi casi si tratta molto spesso di persone che non soggiornano in azienda, ma che, provenendo da zone limitrofe, vi si recano solo per svolgere l’attività in programmi. Molti degli operatori che hanno risposto no, ci hanno suggerito che questo tipo di attività viene già organizzata da alcune aziende agrituristiche. Attraverso una ricerca bibliografica abbiamo trovato indicazioni su attività di tipo culturale svolte all’interno di aziende agrituristiche, mentre nulla è indicato sugli agriturismi che organizzano sistematicamente escursioni a contenuto culturale per esempio visite nelle città d’arte.
Una rivista specializzata in agriturismo ha segnalato alcune aziende agrituristiche ubicate in Toscana nelle quali vengono proposte agli ospiti attività con connotazione artistica . La motivazione della scelta di svolgere queste attività è legata alla favorevole ubicazione di queste aziende che sono situate in zone dalle quali le più importanti città d’arte della Toscana sono raggiungibili in poco tempo.
Firenze, Siena, Pisa, Lucca e molti centri minori sono raggiungibili al massimo in un’ora dagli agriturismi che abbiamo contattato e in generale da quasi tutti gli agriturismi della regione, mentre in poco più di un’ora si possono raggiungere importanti centri dell’Umbria. Questo permette escursioni che prevedono il rientro in azienda.
Gli itinerari culturali sono stati formulati inizialmente su richiesta dei clienti stranieri, soprattutto inglesi ed americani, che rappresentano la clientela principale di queste aziende. In seguito hanno riscosso un buon successo anche presso gli italiani; ma mentre gli stranieri spesse volte ritornano per effettuare queste escursioni, anche in anni successivi, raramente i clienti italiani ritornano per seguire lo stesso itinerario.

Capitolo 6
Presentazione di casi aziendali.

Seguendo le indicazioni emerse dalle interviste realizzate con i titolari di agriturismi, abbiamo preso in considerazione una serie di aziende agrituristiche che si sono orientate all’offerta di attività in vario modo ricollegabili ad aspetti artistico/culturali.

6.1) Organizzare escursioni nelle città d’arte: il caso dell’azienda “La Cascina”.

Il primo caso riguarda l’azienda “La Cascina” situata in provincia della Spezia, al confine tra Liguria e Toscana, i cui titolari hanno pensato di sfruttare la collocazione a metà strada tra Genova e la Versilia, per offrire ai propri ospiti dei pacchetti escursionistici.
Si tratta di una azienda agrituristica con 35 posti letto, che veniva utilizzata quasi esclusivamente nel periodo estivo da turisti che non trovavano posto nei alberghi della costa. Tale azienda gode infatti di una posizione particolarmente favorevole: pur essendo situata su un colle a centro metri di altitudine, immerso nel verde, dista circa cinque chilometri dal mare.
L’utilizzo da parte dei vacanzieri marini rischiava di far perdere all’azienda la sua identità di agriturismo. I titolari hanno dunque cercato il modo, da un lato, di mantenere l’attività di agriturismo, dall’altro di allargare la stagione dato che con il turismo marino questa era limitata al periodo luglio/agosto.
Hanno dunque pensato di sfruttare un’idea nata in seguito alla constatazione che molti ospiti che rimanevano a lungo in azienda, pur volendo stare a contatto con la natura ed effettuare tutte le attività tipiche di un agriturismo, si spostavano per conoscere i dintorni. Gli itinerari possibili partendo da questo luogo sono svariati: oltre alle spiagge, che rappresentano una indubbia attrattiva, verso sud ci sono le Alpi Apuane, la Versilia e le città d’arte toscane; verso nord ci sono il Golfo dei Poeti e le Cinque Terre; verso est la Lunigiana e la Garfagnana.
I titolari hanno dunque realizzato l’idea di offrire agli ospiti dei pacchetti di escursioni . Per esempio in ogni periodo dell’anno è possibile visitare alcuni castelli della Lunigiana oppure effettuare escursioni nelle principali città della Toscana raggiungibili al massimo in due ore.
Solo in determinati periodi dell’anno vengono offerti dei pacchetti di escursioni nelle principali città toscane e liguri, per visitare i mercati dell’antiquariato che vi si svolgono .
Questi pacchetti di escursioni vengono organizzate in modo che l’ospite possa, da un alto, vivere nell’azienda in un ambiente particolare, avendo a disposizione tutte le attrezzature e le attività tipiche di un agriturismo, ma nello stesso tempo visitare le città circostanti, ricche di cultura.
L’offerta è articolata in modo che le giornate di escursioni siano intervallate da giornate da trascorrere in azienda, così da non far identificare l’azienda agrituristica con un albergo. All’ospite viene data la possibilità di scegliere quali e quante città desidera visitare: viene portato nella città, viene accompagnato in una visita guidata e ricondotto in azienda alla sera.

6.2) Organizzare seminari a contenuto artistico: i casi delle aziende “Il Mogginano” ed “Il Vignaletto”.

Nell’indagine che abbiamo condotto è emerso che altre aziende si sono orientate alla organizzazione di seminari di breve durata, al massimo una settimana, che vengono organizzati all’interno di aziende agrituristiche su argomenti a contenuto artistico. Tali attività sono organizzate talora su iniziativa dei titolari dell’azienda, talora su richiesta di terzi.
Nella prima ipotesi rientra il caso di un vero e proprio programma di iniziative della durata di una settimana proposto da un agriturismo toscano, “Il Mogginano”, situato in provincia di Arezzo, che si svolgono durante tutto l’anno in cui vengono offerti: seminari di fotografia e reportage per dilettanti e per professionisti; seminari di tecnica dell’affresco; seminari di disegno e seminari di pittura su stoffa.
Si tratta dunque di seminari a contenuto artistico che vengono proposti per offrire agli ospiti la possibilità di trascorrere il tempo in modo diverso dalle tipiche attività che vengono svolte negli agriturismi. Viene in questo modo offerta la possibilità di avvicinarsi all’arte in alcune delle sue manifestazioni, vivendo però in un ambiente atipico, a contatto con la natura.
Nella seconda ipotesi rientra una serie di corsi di musica organizzati da un’associazione culturale laziale all’interno dell’azienda agrituristica, “Il Vignaletto” di Taranto. Tale associazione cercava una struttura alternativa a quella alberghiera, ma che fosse comunque in grado di offrire un ambiente confortevole , per proporre ai propri membri corsi di musica in un ambiente che fosse il più tranquillo e rilassante possibile, senza però escludere possibilità di svago.

6.3) Offrire servizi ed opportunità ai locali: il caso dell’azienda “Motrano”.

Un altro caso interessante è rappresentato da un’azienda che è definita “Centro d’arte totale”.Si tratta dell’azienda agrituristica “Motrano” situata sulle colline senesi all’interno dell’area protetta della Montagnola senese.
Anche in questo caso vengono svolte attività artistico/culturali, ma sono strutturate in modo da essere accessibili sia agli ospiti in vacanza in azienda sia a persone che non soggiornano in azienda, ma che sono interessate alle attività svolte.
Per i primi sono previsti corsi intensivi della durata di una o due settimane, nel periodo che viene concordato con gli ospiti; per i secondi sono invece previsti corsi diluiti nel tempo, che prevedono un incontro settimanale, generalmente nel fine settimana. Questa scelta è legata al fatto che si tratta di persone residenti nelle zone vicine, che quindi si recano nell’agriturismo una volta a settimana per seguire la lezione prevista.
Con questo tipo di organizzazione i titolari hanno avvicinato alle attività dell’agriturismo anche gli abitanti delle zone limitrofe, che ovviamente non si sarebbero recati in azienda per una vacanza, riuscendo in questo modo a sfruttare maggiormente l’offerta della loro struttura in quanto anche gli escursionisti utilizzano i servizi offerti dall’azienda, oltre al corso frequentato. In questa caso i partecipanti ai seminari sono quasi esclusivamente persone molto giovani, massimo 35 anni, con un forte desiderio di allontanarsi di centri abitati per trascorrere ore immersi nella tranquillità ma impegnati in un’attività creativa.

6.4) Sfruttare le manifestazioni che si svolgono nelle città vicine: i casi delle aziende “Villa Casanova” e “Tenuta di Monte Sante Marie”.

Un altro modo per valorizzare le aziende agrituristiche aderendo ai nuovi trend evidenziati è sfruttare le manifestazioni che vengono organizzate nelle città e nelle zone limitrofe per attirare i turisti negli agriturismi offrendo loro pacchetti che prevedano il soggiorno in azienda e la possibilità di partecipare alle manifestazioni medesime.
Un’azienda in provincia di Lucca, “Villa Casanova”, propone ai propri ospiti un pacchetto che comprende il soggiorno e permette di assistere alle manifestazioni che si tengono all’interno delle Cave di marmo di Carrara. Gli ospiti soggiornano in azienda, vengono accompagnati nei luoghi delle manifestazioni e poi riaccompagnati in azienda.
Un’iniziativa simile viene realizzata in corrispondenza del periodo del Palio di Siena. I titolari dell’azienda agrituristica “Tenuta di Monte Sante Marie” situata nella campagna senese hanno pensato di sfruttare in generale, tutte le iniziative culturali organizzate nel centro della città, ma in particolare il Palio, per offrire agli ospiti un pacchetto che prevede la visita guidata e la partecipazione ai momenti salienti della manifestazione.
Per ciascuna fase, (sorteggio, prova, cena propiziatoria, benedizione dei cavalli, corsa e dopocorsa ) è infatti prevista una serie di rituali e festeggiamenti. L’idea del soggiorno in agriturismo è nata per offrire a che si reca a Siena nel periodo del Palio la possibilità di assistere comunque a tutte le fasi salienti, ma soggiornando in un ambiente particolare, lontano dal clamore del centro cittadino. Gli ospiti vengono infatti accompagnati in città e guidati ad assistere alle varie fasi, ma ritornano poi in azienda, nella tranquillità della campagna, da cui comunque il centro dista solo 20 minuti in auto. Gli ospiti che richiedono questo servizio sono in genere stranieri, che d’altro canto rappresentano la clientela quasi esclusiva di questa azienda.
6.5) Organizzare itinerari a contenuto religioso: il caso dell’azienda “Posta Pastorella”.

Una iniziativa che riguarda poche aziende agrituristiche, è legata al turismo religioso. In particolare si tratta di aziende che offrono la possibilità di effettuare escursioni che hanno come meta santuari o monasteri che ovviamente sono situati in zone poco frequentate dal turismo.
E’ il caso di un’azienda pugliese, l’agriturismo “Posta Pastorella” in provincia di Taranto, che offre una serie di escursioni guidate a diversi monasteri e conventi delle zone limitrofe.
La stessa logica è stata seguita da alcune aziende agrituristiche della Toscana, ricca di eremi e monasteri che costituiscono una attrattiva non solo per i religiosi ma anche per gli amanti di luoghi particolarmente suggestivi: tali luoghi sono stati resi raggiungibili attraverso la risistemazione di antichi sentieri. Tali percorsi vengono proposti passando attraverso le aziende agrituristiche che nella maggior parte dei casi rappresentano l’ultimo luogo raggiungibile in automobile.

In tutti questi casi si tratta di aziende che hanno iniziato organizzando le escursioni per i clienti che ne facevano espressa richiesta, in un momento successivi hanno fatto aggregare più clienti ed infine hanno pensato di offrire queste escursioni ed attività in modo sistematico. Talune aziende propongono le escursioni in un pacchetto al momento della prenotazione, altre le propongono invece quando i clienti sono già in azienda. Diversamente succede invece per le attività culturali che devono essere richieste in anticipo perché possano essere organizzate oppure vengono proposte in periodi fissati dall’azienda.

Capitolo 7
Conclusioni.

La realizzazione continuativa e sistematica di attività a contenuto artistico nelle aziende agrituristiche comporta una parziale modifica della concezione di questo tipo di aziende. Da luoghi in cui è possibile immergersi nella natura, a luoghi in cui diventa possibile svolgere attività culturali pur potendo fruire di una situazione che consente un contatto più diretto con la “natura”.
Attraverso queste iniziative si può valorizzare il ruolo delle zone collinari e montane, comunque vicine alle grandi città, rendendole non più solo zone di isolamento ed allontanamento dai grandi centri, ma anche luoghi di riferimento per godere delle bellezze e delle attività dei centri cittadini, senza ovviamente snaturarle delle loro peculiarità.
La tipologia di attività che si può svolgere, deve in ogni caso essere a minor impatto ambientale possibile, non deve danneggiare l’ambiente naturale in termini di inquinamento ambientale ed acustico. E’ questo il solo limite che si pone alla organizzazione di iniziative a contenuto culturale nelle aziende agrituristiche: tale limite è comunque facilmente superabile quando si organizzano attività per un numero ristretto di persone. Se questi vincoli vengono rispettati, si può concretizzare una nuova tipologia di agriturismo, a contenuto artistico-culturale.
Attraverso queste attività si può attirare una clientela nuova nei periodi di minor afflusso della clientela tradizionale, che comunque non viene totalmente esclusa da queste iniziative. Infatti agli abituali ospiti di agriturismi, colore che hanno già realizzato le iniziative esposte in precedenza, sono stati in grado di aggiungere nuovi gruppi quali i giovani ed in generale, quei gruppi specificamente interessati alle diverse iniziative. In questo modo, le iniziative considerate permettono di aumentare l’afflusso di clienti in particolare nei periodi in cui l’azienda svolge una minore attività perché le condizioni climatiche non permettono le attività tradizionali, generalmente all’aria aperta.
In ogni caso, come si evidenzia dalle situazioni prese in esame, ogni singola azienda ha dovuto operare delle scelte circa quali attività i propri clienti avrebbero potuto gradire al fine di offrire loro una possibilità più ampia di attività da svolgere. Tali aziende hanno inoltre dovuto tener conto del particolare contesto in cui operano, valutando i vincoli e valorizzando le risorse effettivamente utilizzabili al fine di attirare una nuova clientela.
Dal punto di vista pratico, la realizzazione delle attività precedentemente esposte, non ha comportato per i titolari delle aziende ingenti investimenti. Nei casi specifici delle iniziative 1, 4, 5 è stato acquistato un fuoristrada che viene usato sia per le escursioni in città, che per le tradizionali escursioni fuori dalle città. Nel caso delle iniziative 2, 3 si è trattato solo di mettere a disposizione dei clienti uno o più locali dell’azienda, generalmente utilizzati come spazio comune.
E’ evidente che si tratta di iniziative che possono essere realizzate abbastanza diffusamente: questo non significa che un’azienda debba offrire tutte le iniziative proposte, ma limitarsi a quelle a cui i clienti sono più interessati, a quelle che vengono richieste più di frequente e soprattutto a quelle che sono effettivamente realizzabili.
La nostra idea di un nuovo agriturismo nasce dalla combinazione sistematica delle attività tradizionalmente svolte negli agriturismi, legate alla natura, con le attività a contenuto artistico-culturale esposte in precedenza. Si possono realizzare in questo modo i binomi natura/cultura, presente/passato che stanno alla base della particolare concezione di qualità della vita del modello di studio da noi considerato.