UN NATALE DI AGITAZIONE PER I LAVORATORI BILLA

24/11/2011

24 novembre 2011

Un Natale di agitazione per i lavoratori Billa

Sarà un periodo caldo per le lavoratrici e i lavoratori appartenenti al gruppo della grande distribuzione Rewe Group Billa.

Da qualche tempo, ormai l’azienda attua politiche ambigue e fumose per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno portato le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil ha proclamare lo stato di agitazione.

Già nel Gennaio 2010, infatti, Rewe Group Billa aveva preannunciato alle organizzazioni sindacali l’avvio di un importante Piano di sviluppo che avrebbe comportato la riorganizzazione di tutte le filiali e sedi. L’anno successivo il Gruppo aveva presentato un “Piano di sviluppo triennale” con innovativi interventi sull’organizzazione di tutte le filiali.
Di quel Piano, però non è stato realizzato nulla di concreto; al contrario l’Azienda nell’ottobre 2010 ha avviato una procedura di mobilità (licenziamenti) riguardanti 90 lavoratori impiegati nelle sedi.

“Nonostante il nostro tentativo di trovare soluzioni atte a scongiurare i licenziamenti” affermano i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil “l’unica strada praticabile è stata quella di sottoscrivere un accordo di cassa integrazione straordinaria presso il Ministero del lavoro.”
La cassa integrazione è alla sua scadenza e l’azienda per risolvere il problema ha avviato la mobilità per 12 lavoratori.

“Il processo di riorganizzazione del Gruppo sembra non avere fine” proseguono le organizzazioni sindacali, nello scorso aprile Rewe ha anche annunciato il trasferimento di molti punti vendita ad altri gruppi delle GDO interessati all’acquisizione mentre alcuni rischiano la chiusura.

“Da parte nostra abbiamo riaffermato piena disponibilità ad affrontare seriamente le problematiche” comunicano i sindacati “purché l’Azienda si assuma le proprie responsabilità con impegni concreti finalizzati alla salvaguardia dell’occupazione e dei diritti, sia dei lavoratori che rimarranno in Azienda che di quelli che verranno trasferiti in altre Aziende. Lo stato di agitazione costituisce un segnale forte affinché l’azienda si presenti al prossimo incontro con una soluzione concreta che consenta di affrontare questa difficile situazione.”