Un muro contro la riforma

09/12/2003


DOMENICA 7 DICEMBRE 2003

 
 
Pagina 2 – Economia
 
 
Un muro contro la riforma
Pensioni, sindacati all´attacco: un milione di manifestanti
          Slogan e comizi contro la nuova previdenza. In piazza San Giovanni parlano Epifani, Pezzotta e Angeletti
          RICCARDO DE GENNARO


          ROMA – L´hanno promesso davanti a un milione di lavoratori e pensionati: non molleranno. «Non si facciano illusioni – si sgola al microfono Luigi Angeletti, Uil – questa controriforma non la faremo passare, non passerà. E noi staremo sempre insieme, Cgil, Cisl e Uil, perchè questo non si verifichi». Pezzotta, Cisl: «La nostra mobilitazione non si chiude oggi, non ci fermeremo fino a quando non avremo raggiunto gli obiettivi che ci siamo prefissati». Epifani, Cgil: «Se il governo andrà avanti, la protesta continuerà, crescerà, si allargherà». Insieme, invitano il governo, «di fronte a questa grande manifestazione, a riflettere».
          Il governo, tuttavia, non raccoglie, alza le spalle come in occasione dello sciopero generale del 24 ottobre: «Il governo non cederà alla piazza», fa sapere a stretto giro di posta il vicepremier Gianfranco Fini. «In un qualsiasi Paese democratico non si può non tenere conto di una manifestazione di piazza del genere», gli risponde subito Pezzotta .
          «Se si fa un bilancio dell´azione di governo di questi 30 mesi – ribatte Epifani, accolto da un´ovazione prolungata che ricorda i tempi della leadership di Cofferati – scopriremmo che il Paese è più povero, più diviso, più insicuro». È anche per questo che Cgil, Cisl e Uil hanno adottato come slogan della manifestazione: «Difendi il tuo futuro». Perché l´incertezza non nasce soltanto dall´ipotesi che «chi andrà in pensione dal 2008 con 35 anni di anzianità ce l´avrà dimezzata», come dice Angeletti. Ma è dettata anche da «un costo della vita insopportabile», dall´aumento della flessibilità e della precarietà del lavoro, dal «taglio delle risorse destinate alla scuola pubblica, alla sanità, al Mezzogiorno», dalla difesa da parte del governo Berlusconi dei «privilegi di pochi – dice Epifani – con la mancanza di risposte per molti», dalla scarsa attenzione del centrodestra verso «un Paese che non vuole né rispettare, né amare».
          Per i sindacati non sono tempi facili: «Siamo ormai al punto più basso nei rapporti tra le parti sociali e il governo», sottolinea Pezzotta, che – nonostante i continui contatti informali con le varie anime della maggioranza – vede svanito il clima nel quale, con Angeletti, firmò il Patto per l´Italia. «Siamo passati dalla concertazione – dice il segretario generale della Cisl – al dialogo sociale e ora non c´è giorno che tramite i quotidiani, le radio e le televisioni il governo non si affidi al monologo ministeriale. Se la cantano e se la ridono e sembrano presi solo da un sottile quanto perverso obiettivo: il depotenziamento del ruolo del sindacato».
          È un sindacato che, tuttavia, oggi dà l´impressione di voler contrattaccare. Epifani chiede la cacciata di Bossi: «Mi chiede se un ministro può restare al suo posto dopo avere usato espressioni nei confronti degli extracomunitari che non sono degne di un Paese civile». Angeletti definisce «un demente» chi è arrivato a pensare che «si possa far guidare un autobus a un sessantacinquenne o che si può lavorare per 40 anni consecutivi alla catena di montaggio». La prova che il sindacato intende tenere duro è anche in quel gesto, quel prendersi la mano tutti e tre, Epifani, Pezzotta e Angeletti, e alzare le braccia al cielo, come una «ola» in chiusura della manifestazione: «La sfida è alta ma, tutti insieme, la vinceremo», conclude Pezzotta. Che ora – dopo la prova di unità in piazza e l´annuncio di Maroni di una convocazione dei sindacati per l´11 dicembre – tenterà nuovamente di «convincere» la Cgil della necessità di una rapida proposta unitaria sulle pensioni da contrapporre a quella del governo. Se poi il governo non cambierà rotta sarà ancora sciopero generale, mentre qualcuno già parla, vista l´efficacia, di «10, 100, 1.000 Atm».