Un modello con due soglie

09/06/2011

Nel documento unitario del 2008 Cgil, Cisl e Uil lo avevano indicato come il modello di riferimento anche per misurare la rappresentatività nel privato. È il sistema in vigore nel Pubblico impiego che poggia sulla media tra il numero degli iscritti (o meglio, delle deleghe per il versamento dei contributi sindacali) e il consenso elettorale ottenuto alle elezioni delle Rsu, che è stato disciplinato dal decreto legislativo 165/2001, frutto del lavoro del professor Massimo D’Antona.
Sono due le percentuali da tenere a mente: la prima è la soglia minima del 5% nel comparto o nell’area – sempre intesa come media tra il dato associativo e quello elettorale – necessaria ai sindacati per sedersi al tavolo negoziale e partecipare alla contrattazione. È una soglia che consente di neutralizzare il potere di ricatto delle piccole sigle che, essendo prive di consenso tra i lavoratori, non possono trattare. La seconda soglia è del 51% che i sindacati firmatari devono complessivamente raggiungere affinché l’intesa contrattuale abbia validità. Anche questa percentuale si calcola come media tra il dato associativo e il dato elettorale (nel comparto o nell’area contrattuale). Questo meccanismo di definizione del grado di rappresentatività dei sindacati – che comprende anche le elezioni alle Rsu che hanno una partecipazione media superiore all’80% – è in grado di garantire la "tenuta" tra i lavoratori delle intese contrattuali che nel pubblico impiego hanno validità erga omnes. Sindacati e Confindustria stanno da tempo ragionando sull’estensione dell’efficacia erga omnes anche al privato, e un’accelerazione è stata impressa dalla vicenda Fiat e dai ricorsi presentati dalla Fiom che non riconosce la validità del contratto del 2009, né delle intese raggiunte con gli altri sindacati.
Nel pubblico è l’Aran, con una commissione paritetica, a certificare il dato della rappresentatività, diversamente dal privato dove in assenza di nuove regole su rappresentanza e certificazione sono gli stessi sindacati ad autodichiarare quanti iscritti hanno. Ma con le ultime elezioni delle Rsu del Pubblico impiego che risalgono al 2006, per conoscere il "peso" reale di ciascun sindacato bisognerà attendere l’apertura delle urne fissata entro il 5-7 marzo del 2012: «Stiamo lavorando alla revisione del regolamento delle Rsu – spiega il commissario dell’Aran, Antonio Naddeo – e alla creazione dei nuovi comparti, diminuiti a 4 dalla riforma Brunetta. Le elezioni si terranno comunque entro marzo, a fine 2011 avremo anche il dato associativo dei sindacati e dal 2013 partirà la nuova tornata contrattuale».