Un milione nella lista degli usurati

13/07/2007
    venerdì 13 luglio 2007

    Pagina 6 -Primo Piano

    il caso
    L’elenco si allarga per accontentare sinistra e sindacati

      Un milione
      nella lista
      degli usurati

        TERESA PITTELLI

        ROMA
        Un lavoratore dipendente su tre potrebbe essere esentato dall’allungamento dell’età di pensionamento. Dei circa 80 mila impiegati e operai che rimarrebbero incastrati dall’innalzamento dei requisiti allo studio del governo, una cifra intorno ai 20-30 mila potrebbe essere «salvata». E inclusa in una lista di lavori usuranti già delineata in alcune linee portanti dai tecnici di palazzo Chigi. In modo da dare al premier Romano Prodi una carta in più da giocare per chiudere rapidamente la partita, a cominciare dal consiglio dei ministri di oggi, quando Prodi dovrebbe fare il punto coi colleghi su una proposta definitiva. La linea del governo è quella di tracciare l’elenco delle mansioni pesanti tenendo presente le richieste arrivate dai sindacati e da Rifondazione, ma senza perdere di vista la sottile linea di rottura con l’ala riformista, che minaccia di non votare l’accordo in Parlamento.

        La lista dei lavori usuranti (quelli cioè talmente duri da far meritare a chi li svolge di andare in pensione da subito), che sulla base del decreto Salvi del 1999 includeva circa 2-3 mila lavoratori impegnati per lo più nelle miniere, in fonderia, sulle navi e come palombari, sembra quindi destinata ad allargarsi fino a far rientrare una buona parte degli operai. Sicuramente tutti gli addetti alla catena di montaggio, come i metalmeccanici che ne sono l’esempio tipico (e difatti la Cgil non transigerebbe su questo punto). Nell’elenco rientreranno, però, anche i turnisti a ciclo continuo con mansione notturne. Non solo operai, dunque, ma tutte le categorie che si avvicendano senza soluzione di continuità su tre turni, notte compresa, come ad esempio il personale addetto ai reparti di pronto soccorso, rianimazione e chirurgia d’urgenza (gli infermieri, categoria cara alla Cisl), le ostetriche, i ferro-tranvieri che svolgono orario notturno, alcuni lavoratori navali.

        Una platea molto variabile dal punto di vista quantitativo, dal momento che il ruolo di chi svolge i turni e di chi sta alla catena di montaggio può sovrapporsi. Nel complesso, la somma dei lavoratori meritevoli di tutela secondo la tabella Salvi, dei turnisti a ciclo continuo e dei Cipputi addetti alle catene di montaggio potrebbe arrivare a 1-1,5 milioni. Con una stima approssimativa di circa 20-30 mila persone libere di andare in pensione nel 2008, o negli anni seguenti, invece di restare impigliati nello scalone o negli scalini. Quantità non così lontane dalle stime del responsabile economico di Rifondazione Maurizio Zipponi, che parla di «almeno 40 mila all’anno». Prodi ieri mattina ha ascoltato sul punto i capogruppo e i presidenti delle commissioni lavoro di camera e senato.

        E se le richieste di Rifondazione hanno trovato una sponda, al tempo stesso alcuni paletti allo studio dei tecnici come appunto il lavoro notturno per i turnisti (che qualcuno invece, come la Uil, vorrebbe includere in toto, compresi gli insegnanti), sono serviti a rassicurare i riformisti. In casa Margherita, ad esempio, tanto Tiziano Treu, capogruppo al senato, quanto il suo collega di Montecitorio Enrico Del Bono, dopo aver visto Prodi si sono convinti che «l’elenco non sarà allungato a dismisura». Ognuno, insomma, tira acqua al suo mulino. E la lista di Prodi per passare dovrà essere un miracolo di equilibrismo. «Un altro criterio – si dice in ambienti di governo – sarebbe quello di privilegiare chi ha un certo numero di anni di attività usurante rispetto a chi ne ha fatti pochi».