Un miliardo e mezzo per rilanciare il made in Italy

11/03/2005
    venerdì 11 marzo 2005

      LE MISURE CHE OGGI SARANNO VARATE DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI
      Un miliardo e mezzo per rilanciare il made in Italy
      Nel decreto legge a rischio l’anticipo della liberalizzazione energetica

        Alessandro Barbera

          ROMA
          Di versioni negli ultimi giorni ne sono circolate parecchie: l’ultima e – forse definitiva – che dovrebbe approdare oggi in Consiglio dei ministri ha le dimensioni degne quasi di una manovra finanziaria: otto capitoli, 15 articoli e 58 pagine per il decreto legge, altrettanti capitoli, un articolo in meno e 83 pagine per il disegno di legge. Titolo: «Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale». L’articolo uno del decreto è dedicato al «rafforzamento del sistema doganale, della lotta alla contraffazione e del sostegno all’internazionalizzazione». Ma, salvo sorprese, non vi è traccia dell’«addenda» sulle misure «antidumping» chieste a gran voce dai leghisti. Sembra confermato (il condizionale è d’obbligo) l’aggravio delle accise su alcolici e birra del 25% e un complicatissimo sistema per aumentare il peso della società pubblica «Sviluppo Italia». Alcune partite restano infatti aperte, e verranno affrontate solo nel consiglio dei ministri di oggi: dai nuovi poteri che chiede il ministro Alemanno nella gestione degli incentivi alle imprese ai poteri dei Commissari straordinari nelle grandi opere fino alle semplificazioni per i passaggi di proprietà dei veicoli. Dovrebbe saltare, inoltre, l’anticipo della liberalizzazione dell’energia. Il decreto, al netto della riforma degli ammortizzatori sociali e di quella degli incentivi, dovrebbe valere 160 milioni per il 2005, 576 per il 2006, 836 per il 2007

          RIFORMA DELLE PROFESSIONI. L’articolo successivo del provvedimento urgente contiene una novità che vale una citazione per il solo fatto di esistere: una mini-riforma degli ordini professionali. Si va dall’esercizio anche in forma associata e societaria alla possibilità per soggetti diversi dagli ordini di svolgere attività di formazione dei professionisti. Si «sdoppia» la riforma del diritto fallimentare: per decreto ci sarà la riforma delle azioni revocatorie, il disegno di legge si occuperà di tutto il resto.

            CAMBIA IL PREMIO DI CONCENTRAZIONE. Le modifiche dell’ultima ora hanno «tagliato» l’anticipazione al 2005 dell’apertura del mercato elettrico e modificato il «premio di concentrazione» per le piccole e medie imprese: l’incentivo fiscale (un credito di imposta) scende dal 50% al 30% delle spese sostenute per studi e consulenze.

              SILENZIO-ASSENSO IN 90 GIORNI. Confermata per decreto la nuova disciplina del silenzio assenso, fissato in 90 giorni, e della dichiarazione d’inizio attività (la cosiddetta «Dia») a 30 giorni, ferme restando le eccezioni.

                SANZIONI PER IL LAVORO NERO. Oltre a quelle già previste, il disegno di legge prevede una sanzione amministrativa pari a 2000 euro per ogni lavoratore maggiorata di 50 euro per ogni giorno di lavoro effettivo. Aumentano gli sgravi per i neoassunti nelle aree sotto-utilizzate: 15 milioni nel 2005, 183 nel 2006, 282 nel 2007, 366 nel 2008.

                  WELFARE. L’indennità di discoccupazione raggiunge i sette mesi per chi ha meno di 50 anni e 10 mesi per gli over 50 con questo meccanismo: il 50% dell’ultima retribuzione per i primi 6 mesi, il 40% per i successivi 3 mesi, infine il 30%. Il finanziamento è di 307,55 milioni nel 2005 e a 427 milioni nel 2006 grazie ad un espediente contabile. Arrivano 720 milioni di euro per la previdenza complementare: 20 nel 2005, 200 nel 2006 e 530 a decorrere dal 2007. Viene ridotta da 200 a 100 chilometri (dal luogo di residenza) la distanza per far scattare l’indennità di disoccupazione per i lavoratori in mobilità.

                    LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE. Nuove sanzioni pecuniarie (fino a diecimila euro) per chi acquista merci contraffatte o prodotti che violano la proprietà intellettuale. Si rafforza il sistema di vigilanza elettronica delle frontiere e le sanzioni penali per le violazioni e i divieti di import-export. Sono previste agevolazioni anche per frenare la delocalizzazione.

                      RIFORMA DEGLI INCENTIVI. Una quota pari ad almeno il 30% del Fondo rotativo (sei miliardi di dotazione) è destinata ad attività, programmi e progetti strategici di ricerca e sviluppo realizzati insieme da imprese e università o enti pubblici di ricerca. Sono previste deduzioni per le donazioni a università ed enti di ricerca. I finanziamenti a fondo perduto saranno sostituiti con un contributo fino al 50% in conto capitale, il 25% di credito agevolato, un altro 25% di credito bancario.

                        SVILUPPO ITALIA. Nessuna modifica per la «mission» di Sviluppo Italia, almeno per quanto riguarda il ruolo per le imprese in crisi. Sono rimasti inalterati sia i commi sulla valutazione ed attuazione degli interventi di salvataggio, sia quelli sul finanziamento del Fondo per gli aiuti di Stato consentiti dalla Ue.

                          LOTTA ALLA CRIMINALITÀ. Viene istituito presso il Tesoro un fondo di circa 160 milioni «per il contrasto della criminalità organizzata e dell’immigrazione illegale attraverso lo scambio tra gli Stati membri dell’Ue di dati relativi ai visti».

                            PC AI PRIVATI. Vengono estese le agevolazioni fiscali per l’acquisto di personal computer ceduti dalle aziende.