Un maxi-piano per la Sicilia

07/10/2002


              6 ottobre 2002



              TURISMO
              1) Un maxi-piano per la Sicilia
              2) Ora il settore può divenare vera «industria»
              3) Una stagione d’oro per Aeroviaggi



              Un maxi-piano per la Sicilia

              Al Programma operativo regionale finanziato da Agenda 2000 sono stati ammessi 800 progetti


              (NOSTRO SERVIZIO)
              PALERMO – Alberghi a cinque e quattro stelle, un campo dal golf da 18 buche con annessa struttura alberghiera, anch’essa a cinque stelle, un mega parco dei divertimenti, charter nautici, e poi una fitta schiera di ristoranti, bar, pizzerie osterie e caffè. È festa grande per il turismo siciliano grazie ai fondi di Agenda 2000. Si è infatti conclusa l’istruttoria dei 1.260 progetti presentati per il bando previsto dal Por (programma operativo regionale) 2000-2006. Ne sono stati ammessi 800 e, con 127 milioni di euro disponibili, ne verranno finanziati subito 52 destinati all’ammodernamento e all’ampliamento di infrastrutture esistenti, il resto per la creazione di nuove. La prossima settimana è prevista la pubblicazione della graduatoria in Gazzetta Ufficiale. «Si tratta del primo investimento reale a favore del turismo in Sicilia – spiega l’Assessore regionale al Turismo, Francesco Cascio – con l’obiettivo di migliorare la ricettività dell’isola, potenziando servizi e strutture». La fetta più grossa del finanziamento andrà alle province di Palermo e Siracusa con oltre, rispettivamente, 30 e 36 milioni di euro. La Provincia di Caltanissetta non registra alcun progetto tra i 150 finanziati. Particolarità del bando, la preferenza accordata alle iniziative di società che si occupano di attività di "charter nautico": ben sette i progetti di questo tipo finanziati. La prima istruttoria delle domande è stata affidata a Banca Intesa-Mediocredito Centrale che ha premiato soprattutto le iniziative con maggiore ricaduta occupazionale. «Ma sono stati gli uffici dell’assessorato al Turismo – spiega il dirigente generale dell’assessorato, Agostino Porretto – a stilare la graduatoria definitiva sulla base di criteri quali l’innovazione tecnologica e il minor impatto ambientale». GLi interventiti attiveranno complessivamente investimenti per 400 milioni di euro, creeranno oltre 3.100 nuovi posti di lavoro e 20 mila nuovi posti letto nell’isola. «I risultati di questa operazione – aggiunge l’assessore Cascio – si vedranno già dalla prossima estate, anche perchè la maggior parte dei cantieri sono già aperti». Rispetto alla gran quantità di denaro che sarà messa in circolazione sono stati preventivamente predisposti meccanismi finalizzati ad evitare rischi di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata: «Tutti i dati nella disponibilità dei nostri uffici – spiega Agostino Porretto – sono stati vagliati anche attraverso una verifica incrociata con quelli della Guardia di Finanza, nell’ambito di uno stretto rapporto di collaborazione avviato con la Procura della Repubblica di Palermo, proprio riguardo l’utilizzo dei fondi, piuttosto cospicui, di Agenda 2000».
              Vincenzo Morgante




              Ora il settore può divenare vera «industria»


              Con il primo bando Por-turismo si realizza, in Sicilia, un’iniziativa di carattere industriale in un comparto apparentemente condannato alla condizione di embrione. E ciò, non tanto perché in un colpo solo si incrementa di oltre un quinto il parco letti complessivo dell’Isola; non tanto perché la Sicilia raggiunge ed ampiamente supera una regione di comprovata vocazione turistica come la Campania; quanto perché viene così fissato un altro tassello nel  processo di passaggio da "turismo" ad "industria turistica". Quando infatti lo scorso anno l’assessorato al Turismo decise la riclassificazione del comparto, inserendolo nella categoria industria, attivò  una procedura per abbattere  i costi del lavoro e dell’energia ed offrire altri vantaggi gestionali   all’imprenditore, ma  volle anche precostituire una cornice nel cui ambito canalizzare, in maniera selettiva ed efficace, le cospicue risorse di Agenda 2000, puntando su segmenti di qualità. A beneficiare oggi del programma sono infatti prevalentemente alberghi, villaggi e residenze, tutti a 4 e 5 stelle, che notoriamente richiamano più utenza delle basse categorie e attraggono clientela più ricca; ma significative quote dei contributi comunitari affluiscono anche alle strutture golfistiche ed in specie al vasto comparto della nautica da diporto, andandosi a sommare agli investimenti di Sviluppo Italia  per 2.500 nuovi posti barca in Sicilia. Alla pozione "amara" che periodicamente la Ue fa sorbire alla regione, con il richiamo costante al rispetto dei tempi, si aggiunge ora il "dolce" di una imprevista quanto gradita premialità, pari al 4% dei fondi non impegnati; il monte-risorse ancora disponibili per altri investimenti turistici in Sicilia diventa così particolarmente allettante e supera in complesso i 400 milioni. L’accresciuta disponibilità di risorse per il turismo è connessa agli esiti del bando, gestito peraltro in dodici mesi dall’insediamento del Governo regionale, ed é strettamante correlata alla risposta del mercato siciliano che ha generato, soltanto con imprenditori locali, progetti di investimenti turistici per tre miliardi di euro. Meritano infine due sintetiche notazioni. Il costo medio, a carico del "pubblico", di un posto di lavoro creato con il Por turismo si attesta intorno a 40mila euro, assai meno  di quanto mediamente si spende  con l’intervento pubblico nel Mezzogiorno. La seconda notazione è prospettica: sono stati presentati al Por turismo 1.260 progetti, mentre quelli giudicati industrialmente validi dal soggetto istruttore, che é BancaIntesa, sono circa 800; di questi i progetti oggi finanziati sono  invece 150. L’onda lunga dell’industria turistica siciliana sembra ancora vigorosa e  promettente.
              Lelio Cusimano







              Una stagione d’oro per Aeroviaggi

              I ricavi del tour operator di Palermo aumentano di oltre il 19% a 68,5 milioni

              Giambattista Pepi


              (NOSTRO SERVIZIO)
              CATANIA – Record di presenze: oltre 791mila (+ 13,3%), mentre volano ricavi (+ 19,5% a 68,5 milioni di euro) e utili (+ 59% a 19 milioni di euro). Il 2002 è un anno speciale per Aeroviaggi, il tour operator di Palermo specializzato nell’offerta a clientela italiana e francese di pacchetti integrati di soggiorno in strutture alberghiere di Sicilia e Sardegna. Al 22 settembre 2002, le presenze del tour operator siciliano hanno oltrepassato le 791mila unità dall’inizio dell’anno, mettendo a segno una crescita del 13,3% rispetto allo stesso periodo del 2001. Le presenze si sono ripartite tra Sicilia (68%), Sardegna (30%), e Parigi (2%), per un totale di 14 strutture alberghiere con circa 7.300 posti letto. «Siamo soddisfatti perché questi risultati dimostrano, da un lato, il crescente gradimento della clientela per le nostre proposte, dall’altro, si muovono in controtendenza rispetto all’andamento del mercato siciliano», dice Antonio Mangia, presidente di Aeroviaggi, società capofila d’un gruppo di sette aziende controllate dalla famiglia Mangia per il 94%. «Sorprendente – aggiunge – è stata la risposta della Sardegna, che ha fatto il pieno grazie anche alla recente acquisizione dell’hotel Marmorata Village di Santa Teresa di Gallura, dove stiamo completando un importante investimento». Il buon andamento delle presenze si riflette così sui conti del gruppo. I ricavi di Aeroviaggi sono passati dai 57,3 milioni di euro di fine agosto 2001 ai 68,5 milioni di euro dell’agosto 2002 con una crescita del 19,5%. Nello stesso periodo l’utile d’esercizio si è attestato a 19 milioni di euro, mettendo a segno un incremento del 59%, mentre sono cresciuti sia il margine di contribuzione (+ 29,7% a 33,4 milioni di euro), sia il risultato operativo (+ 57,1% a 19,4 milioni di euro). A livello di gruppo, Aeroviaggi regsitra ricavi per 83,1 milioni di euro fino al 22 settembre (stimati a 90 entro fine anno) con un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo del 2001. Aeroviaggi, intanto, sta definendo con la Sitas (società della Regione Siciliana in liquidazione) l’acquisto degli alberghi Alicudi e Lipari di Sciacca (Agrigento) che andranno ad aggiungersi ad altri due, già di proprietà sempre nella stessa località (Torre del Barone e Cala Regina), per un totale di 2mila posti letto, con un investimento di 20,5 milioni di euro, garantito da un pool di banche formato da Capitalia e Unicredito.