Un lavoro più dignitoso anche nei fast food italiani

26/05/2014

Anche i lavoratori italiani dei fast food hanno partecipato alla mobilitazione internazionale
per chiedere salari più alti e migliori condizioni di lavoro. La protesta si è collegata ieri con lo sciopero per il rinnovo del contratto del turismo proclamato dai sindacati di categoria. Ci sono state molte iniziative in diverse città italiane, secondo quanto riferisce una nota sindacale.. A Roma in Piazza della Repubblica quasi mille persone si sono date appuntamento per protestare contro Confindustria, Confesercenti, Fiavet e Fipe Confcommercio che in diversi modi stanno ostacolando la sigla dei rispettivi accordi. A Milano un corteo ha percorso le strade della città e si è concluso a Piazza della Scala.
Presidi anche a Firenze e Torino, Bologna e Cesenatico. A Venezia Flash Mob all`aeroporto Marco Polo. Adesioni significative anche nelle piccole città: a Padova, dove hanno aderito allo sciopero il 95% dei lavoratori Sarni e 1`80 di Airest; a Parma con un adesione quasi dell`80% sia per Autogrill che McDonald`s; a Cremona dove il presidio davanti l`Autogrill è stato preso d`assalto dai lavoratori e anche dai giornalisti. L`iniziativa di mobilitazione si è collocata in continuità con lo sciopero globale dei fast food tenutosi in 33 paesi del mondo, alla quale la Filcams Cgil ha aderito con iniziative targate fastgeneration, la campagna di informazione e comunicazione per le lavoratrici e i lavoratori dei fast food (
www.fastgeneration.it). "Stiamo parlando di un milione di lavoratori che operano in uno dei settori più strategici ed economicamente rilevanti del paese, quello dell`accoglienza e dell`ospitalità eppure alla vigilia di Expo 2015 il Governo continua a non spendere una parola su questa tormentata vicenda." afferma Cristian Sesena della Filcams Cgil. La situazione più grave è quella determinatasi al tavolo di Fipe Confcommercio che ha disdettato il contratto del Turismo. "Siamo determinati a riprendere il negoziato con tutti e a cercare tutte le strade possibili per arrivare a soluzioni condivise. Se però le controparti continueranno a chiedere solamente tagli a salari e a diritti, la mobilitazione continuerà. In Italia e`ora di investire sul lavoro perché solo dal lavoro può nascere altro lavoro."