Un italiano su due lascia i piccoli negozi

10/03/2003

Lunedì 10 marzo 2003

CONSUMI Per l’Osservatorio della Valdani Vicari & Associati le famiglie a febbraio hanno speso meno e hanno risparmiato poco
Un italiano su due lascia i piccoli negozi
Rinviati soprattutto gli acquisti di abbigliamento e viaggi
Il 59,3% degli italiani ha dichiarato di aver limitato gli acquisti e i consumi propri e della famiglia a febbraio. Di questi, il 10,8% li ha limitati molto, mentre il 48,5% li ha limitati abbastanza. A rivelarlo è l’«Osservatorio sulle dinamiche dei consumi e sul valore, sulla notorietà e sulla percezione delle marche» realizzato da Ricerche Valdani Vicari.
I consumi. I beni di consumo ai quali gli italiani hanno rinunciato in misura maggiore, scegliendo di consumare di meno o di rimandare gli acquisti, sono nell’ordine: abbigliamento,
calzature e accessori; viaggi e vacanze; bellezza e benessere; divertimenti, spettacoli e cultura; mobili, elettrodomestici e articoli per la casa. Il 5,5% degli intervistati dichiara di aver preferito non acquistare un’automobile. I beni il cui consumo, nella percezione degli italiani, è stato maggiore nell’ultimo mese rispetto a quello precedente sono invece farmaci, servizi sanitari e spese per la salute, telefono, affitto, acqua, luce e gas.
Cambiano i luoghi d’acquisto. Il 46,4% degli italiani, oltre a ripartire in maniera diversa la spesa tra le varie categorie merceologiche, nel tentativo di spendere meno riduce la quantità di prodotti acquistati nei negozi tradizionali (lo dichiara il 51,3%), mentre aumentano le quantità
acquistate nei discount (il 43,6% del campione). Gli intervistati che adottano questo comportamento riescono in misura maggiore rispetto alla media degli italiani a lasciare invariati
i consumi complessivi di generi alimentari e di prodotti per la cura della casa, le spese per la casa e anche quelle per veicoli e trasporti.
Il potere d’acquisto. Il 36,6% degli italiani ritiene che a febbraio il potere d’acquisto della propria famiglia rispetto a gennaio sia diminuito, mentre solo il 4,2% lo considera
aumentato. Per il 43,3% degli intervistati il potere d’acquisto della famiglia è destinato a diminuire ancora nel prossimo mese, mentre l’11,2% è ottimista e ritiene che aumenterà.
Il risparmio. Leggendo più approfonditamente il dato secondo cui il 61% degli italiani riesce a risparmiare un po’», emerge che solo una quota modesta (7,7% degli intervistati) non si trova in difficoltà economiche serie, tanto da riuscire comunque a mettere qualcosa da parte. Tutti gli altri che riescono a risparmiare (53,3% delle famiglie) centrano l’obiettivo solo rinunciando ad alcuni acquisti.
Ancor meno positiva la situazione di quanti «spendono quello che guadagnano» (32,7%), nonostante lo sforzo di contenere i consumi, o «ricorrono ai risparmi» (4,5%) oppure
«hanno contratto debiti» (1,7%).
I prezzi. Gli intervistati si dividono nettamente in merito alla percezione sulla variazione dei prezzi a febbraio rispetto al mese precedente: per il 55,5% del campione i prezzi sono
aumentati, mentre per il 41,8% sono rimasti invariati. Solo il 2,7% del campione li ha percepiti in diminuzione. Il 65,8% degli intervistati ritiene che soprattutto alcuni generi di consumo siano nell’ultimo mese fortemente rincarati: alimentari in genere (in particolare, frutta e verdura), abbigliamento, carburante, bollette e divertimenti.

FABIO GRATTAGLIANO