«Un governo pieno di ex Cgil»

17/10/2006
    luned� 16 ottobre 2006

    Pagina 12 – Economia

    �Un governo pieno di ex Cgil�
    Ed � di nuovo sfida con la Cisl

      L’incidente del Tfr passato all’Inps, opzione osteggiata da Bonanni
      Epifani a favore: �Il caso? Solo una montatura di Confindustria�

        Sergio Rizzo

          ROMA — Nella migliore delle ipotesi � la conseguenza di un banale equivoco. Ma se anche la spiegazione fosse questa (e probabilmente non lo �) il nuovo scontro fra la Cisl e la Cgil non passer� come l’acqua fresca. �Suggeritore sociale� sono le parole che, schiumando rabbia, Raffaele Bonanni ha pronunciato venerd�. E pur non citandolo mai per nome, era chiaro quale fosse il suo bersaglio: il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. Identificato dal capo della Cisl (e dalla Confindustria) come colui che avrebbe passato il foglietto al governo per fargli prendere la decisione di trasferire met� delle liquidazioni maturande dei lavoratori dipendenti (il Tfr) dalle aziende all’Inps. Misura che la Cisl interpreta come l’omicidio dei fondi pensione perpetrato nella culla, e perci� considera sciagurata.

          E se non Epifani in persona, qualcuno dei suoi potrebbe essere stato il �suggeritore sociale�. In ogni caso, a Bonanni quel sospetto non glielo toglie dalla testa nessuno. Fra i due ieri non c’� stata alcuna spiegazione. Ma per entrambi � stato come riportare indietro di dieci anni le lancette dell’orologio. Esattamente al primo scontro che avvenne all’inizio del governo Prodi del 1996 fra il predecessore di Bonanni, Sergio D’Antoni (ora viceministro allo Sviluppo economico) e il predecessore di Epifani, Sergio Cofferati (ora sindaco di Bologna), sull’inflazione programmata. L’argomento era certamente diverso, ma il gioco delle parti sempre quello. Anche allora i vertici della Cisl erano convinti che il governo di centrosinistra fosse fortemente condizionabile dalla Cgil. Oggi lo sono ancora di pi�, e si sentono confortati in questa tesi dal fatto che stavolta Rifondazione comunista � al governo. E, dicono, al governo c’� anche la Cgil. Fanno pure i nomi. Paolo Ferrero, ministro della solidariet� sociale, di Rifondazione, ex delegato della Fiom. Giampaolo Patta, sottosegretario alla salute, ex sinistra Cgil. Rosa Rinaldi, sottosegretario al Lavoro, gi� appartenente a Essere sindacato, la corrente della Cgil fondata da Fausto Bertinotti. Alfiero Grandi, sottosegretario all’Economia, ex segretario confederale della Cgil. Cesare Damiano, ministro del Lavoro, ex segretario generale aggiunto della Cgil.

          Questa la ricostruzione dei fatti di fonte Cisl. Bonanni avrebbe appreso dal governo dell’esistenza del piano Tfr diversi giorni prima della Finanziaria, durante un pranzo a palazzo Chigi. E in quella sede avrebbe manifestato contrariet� al progetto, spiegando che la Cisl non pu� �ideologicamente� rinunciare ai fondi pensione, perch� su questi si fonda il piano di partecipazione alla gestione delle imprese che � uno dei pilastri della strategia di quel sindacato. Nell’occasione Bonanni avrebbe anche sottolineato il rischio dell’opposizione della Confindustria. E la cosa sarebbe finita l�. Per poi rispuntare, a freddo, nel testo della Finanziaria. Qualche giorno fa, durante una cena al Tesoro fra Padoa-Schioppa e i vertici dei sindacati, ci sarebbe stata anche una specie di resa dei conti. Il sospetto che dietro la mossa del governo ci sia un �suggeritore� della Cgil � anche alimentato dal fatto che nel principale sindacato italiano c’� sempre stato un atteggiamento pi� tiepido verso i fondi pensione, preferendo a questi il rafforzamento del primo pilastro. Non a caso nel programma dell’Unione aveva fatto capolino anche l’ipotesi di trasferire il Tfr all’Inps, ma per irrobustire la previdenza obbligatoria.

          Se questa � la dimostrazione che fra Cgil e Cisl ci sono differenze profonde, non � tuttavia una prova per inchiodare Epifani. Che intanto ha risposto per le rime a Luca Cordero di Montezemolo: �Sul Tfr c’� una montatura orchestrata dalla Confindustria�. Negli ambienti della Cgil si tende ad accreditare piuttosto la tesi dell’incomprensione, tanto pi� che il trasferimento del Trf all’Inps fatto in questo modo viene considerato �un mezzo pasticcio� anche in Corso d’Italia. E si interpreta l’interventismo di Bonanni, ancora nella fase di piena affermazione della sua leadership, come la risposta a presunte difficolt� interne alla Cisl, stretta fra il governo e la Cgil. Ma che cosa potr� accadere al prossimo tavolo, a questo punto nessuno lo sa.