Un giorno in meno di tasse per gli operai

08/05/2007
    martedì 8 maggio 2007

    Pagina 4 – Economia

      il fisco
      Un giorno in meno di tasse per gli operai

        Liberazione fiscale da venerdì, ma per gli impiegati arriva più tardi che nel 2006

        LUISA GRION

        ROMA – Un giorno in più di «libertà» per gli operai o per chi, comunque sia, vive con un reddito che non supera i 20 mila euro l´anno. E qualcuno in meno per gli altri, gli impiegati di mdio-alto livello, quelli che hanno entrate che sfiorano i 40 mila euro lordi. La riforma fiscale del governo Prodi sposta la linea che separa, sul calendario, i giorni nei quali «si lavora per lo Stato» da quelli in cui «si lavora per se stessi»: il «tax freedom day» insomma, visto dai contribuenti come una soglia da oltrepassare per riprendere in mano il reddito e gestirlo – avendo «già dato» – in proprio. Da una parte le entrate da destinare al fisco, dall´altra quelle che restano per vivere, risparmiare, investire o divertirsi.

        La crocetta che sul calendario segnerà «il giorno della liberazione» non è uguale per tutti e cambia di anno in anno. Nel 2007, per esempio, proprio per via della riforma fiscale voluta da Prodi che – con un mix di assegni familiari e maggiori detrazioni – ha premiato i redditi più bassi, favorisce chi porta a casa una busta paga che sta sotto ai 1500 euro al mese e totalizza a fine anno un reddito netto che sta sotto ai 20 mila. Lavoratori dipendenti con qualifica medio-bassa, dunque: per loro, secondo i calcoli che uno studio della Cgia di Mestre applica ad una famiglia con coniuge e figlio a carico, la meta è all´orizzonte. L´uscita dalle tasse arriva venerdì prossimo, 11 maggio. A parità di condizioni, e per il semplice fatto che quest´anno pagheranno qualcosa in meno, hanno guadagnato un giorno rispetto al 2006. Opposto risultato per chi viaggia su redditi più elevati, i famosi 40 mila dai quali partivano le possibili penalizzazioni legate alla riforma fiscale. A parità di nucleo familiare (coniuge più figlio a carico) qui per vedere il giorno della «libertà» bisogna attendere l´alba del 24 giugno. L´anno scorso la meta era stata fissata tre giorni prima, per il 21.

        Il giorno di liberazione media dalle tasse per l´Italia intera si può stabilire partendo dalla pressione fiscale. Ma in questo caso una pressione più alta (e quindi un´attesa maggiore di "liberazione") non significa necessariamente aliquote più alte ma può essere l´effetto di un recupero di evasione. Quest´anno la quota di reddito da consumare in tasse è del 42,8 per cento e «garantisce» un tax freedom day per il 6 giugno. Fra un mese. L´anno scorso l´appuntamento era fissato al 4, ma nel calcolare il peggioramento di 48 ore va tenuto conto del fatto che gli italiani hanno semplicemente pagato un po´ di più ed evaso – pare – un po´ di meno. Da ultimo, il paragone con gli altri paesi: il nostro giorno della «liberazione nazionale dal fisco» arriva tre giorni prima di quello francese, una settimana dopo quello spagnolo e ben oltre un mese dopo quello americano. La libertà dal fisco arriva prima negli Stati Uniti, dove c´è meno welfare e più tardi in Francia, dove però – con soli tre giorni di tasse in più – il contribuente può contare su servizi probabilmente migliori di quelli garantiti in Italia.