Un freno anche alla delega pensioni

25/02/2002





La Camera pronta a rallentare l’iter del provvedimento per facilitare il dialogo tra le parti
Un freno anche alla delega pensioni
ROMA – Ufficialmente una decisione non � stata ancora presa, ma ormai appare certo che anche l’iter parlamentare della delega previdenziale sar� congelato per favorire il dialogo sociale. Proprio questa, del resto, � la richiesta che arriva dai sindacati e in particolare dalla Cisl. Entro venerd� prossimo la commissione Lavoro della Camera, dove la delega � all’esame in sede referente, dovrebbe formalizzare, con l’assenso del Governo, il rallentamento dei lavori in attesa dell’esisto della "due mesi" di confronto tra le parti sociali. Una soluzione che appare scontata, anche perch� fin dall’inizio dell’iter la commissione ha lasciato intendere, anche attraverso le parole del presidente Domenico Benedetti Valentini (An), di essere favorevole a una discussione prolungata con l’obiettivo di facilitare un accordo. Non a caso la calendarizzazione in Aula a Montecitorio del provvedimento � stata pi� volte rinviata. Pensioni, due mesi al rallentatore. � chiaro che fino ad oggi la commissione ha evitato di accelerare l’iter, nonostante la richiesta che era stata formulata nelle scorse settimane dal ministro Roberto Maroni. An e anche il Ccd-Cdu fin dal primo momento hanno cercato di lasciare un varco aperto a un accordo almeno tra una parte delle forze sociali e tra queste e il governo. Tanto � vero che dopo una lunga tornata di audizione, avviata alla fine di gennaio, non � stato ancora fissato un "timing" vero e proprio. E ora, dopo la decisione del Governo di concedere alle parti sociali due mesi di tempo per proseguire il confronto sull’articolo 18 congelando al Senato la delega sul lavoro, la commissione della camera � orientata, con l’assenso, seppure non ufficiale, dei centristi dell’opposizione, a rispettare questa tabella di marcia. La Cisl: l’iter della delega va bloccato. Perch� si riapra anche il confronto sulle pensioni �chiediamo al Governo di bloccare la delega previdenziale�: Pierpaolo Baretta (Cisl) formula una richiesta precisa all’Esecutivo e ricorda che vanno corretti soprattutto due punti: la decontribuzione e la necessit� di stipulare un nuovo contratto per il lavoratore che decide di restare in azienda con contributi pi� bassi. La Cgil: no al trasferimento obbligatorio del Tfr. Beniamino Lapadula (Cgil), conferma il no alla decontribuzione e al �trasferimento obbligatorio del Tfr ai fondi pensione: � di dubbia costituzionalit� perch� si costringerebbero i lavoratori a collocare il salario differito in strumenti finanziari che non possono garantire, giuridicamente, rendimento certo�. Familiari (Inpdap): la decontribuzione � una �scommessa�. Per il presidente dell’Inpdap, Rocco Familiari, che nei giorni scorsi � stato ascoltato dalla commissione Lavoro, la decontribuzione prevista dalla delega previdenziale � una �scommessa: se sar� vinta porter� a un maggiore sviluppo, altrimenti si dovranno abbassare le prestazioni pensionistiche per i lavoratori privati e anche per quelli pubblici�. Messori (Mefop): la delega aiuta i fondi ma servono chiarimenti. La delega va nella direzione �di sviluppare la previdenza complementare, ma presenta alcune incongruenze�, come la ancora non chiara destinazione del Tfr ai fondi: obbligatoria o meno. Ad affermarlo � Marcello Messori, presidente di Mepof (societ� per lo sviluppo del mercato dei fondi pensione).
Marco Rogari

Domenica 24 Febbraio 2002