Un fondo per rilanciare i consumi

21/01/2004



      Mercoledí 21 Gennaio 2004


      Un fondo per rilanciare i consumi

      La spesa delle famiglie – Entro febbraio il ministero delle Attività produttive varerà un pacchetto da 16 milioni


      MILANO – Partirà entro febbraio un pacchetto di aiuti del ministero delle Attività produttive per stimolare i consumi delle famiglie, manovrando su sostegni e garanzie al credito al consumo, destinati in favore dei nuclei con un reddito fino a 15mila euro l’anno (secondo gli indicatori Isee). Il ministero ha messo sul piatto oltre 16 milioni di euro, derivanti dalle sanzioni riscosse dall’Antitrust, che, secondo le stime, dovrebbero determinare nel complesso «finanziamenti garantibili» nell’ordine di almeno 800 milioni di euro, come sottolinea Daniela Primicerio, dirigente responsabile del programma. «Ora – spiega – sono in arrivo il regolamento operativo e il bando per banche e società finanziarie che parteciperanno in maniera attiva alla gestione del progetto». Si stima che il target dell’intera operazione si aggiri intorno al milione di nuclei familiari. In pratica il progetto prevede l’istituzione di un fondo di garanzia a copertura del 50% dei finanziamenti erogati dalle società di credito al consumo. L’obiettivo è dunque di estendere ulteriormente la platea dei possibili interessati alla concessione di prestiti rateali finalizzati all’acquisto di beni per lo più durevoli; la rateizzazione è prevista per un paio di anni. I valore della garanzia concessa, a fonte di prestiti provenienti da banche o società finanziarie per il credito al consumo, non dovrebbe eccedere i 1.500 euro a nucleo familiare interessato (il massimale pieno è di 3mila euro). I limiti di reddito e gli importi massimi della garanzia saranno aggiornati ogni anno con un provvedimento della Direzione per i consumatori e il mercato presso il ministero Attività produttive. Le risorse saranno gestite dall’istituto Ipi presso il quale sarà istituito il fondo di garanzia. L’Ipi potrà utilizzare 500mila euro per realizzare un sistema informativo per la gestione del fondo e per la copertura dei costi. Dai benefici del fondo saranno escluse le persone con condanne penali, mentre dovranno essere studiate misure per dissuadere un utilizzo illecito delle garanzie. Le associazioni del settore commerciale hanno espresso interesse per questo progetto e hanno dato la propria disponibilità a studiare meccanismi per attivare un effetto moltiplicatore con iniziative promozionali mirate per i possessori della carta che abilita all’utilizzo dei finanziamenti garantiti dal fondo. Le società che operano nel business del credito al consumo, pur aderendo pienamente all’iniziativa, hanno sottolineato il fatto che questo progetto corre il rischio di essere eccessivamente generico. Le società finanziarie avrebbero preferito un pacchetto più mirato (come i giovani al primo impiego ma a tempo determinato). L’aver previsto un fondo a fronte di una fascia di reddito è sembrato – a giudizio di Assofin, ad esempio – una iniziativa a pioggia con esiti che scontano margini di incertezza. A parere dell’Assofin si rischierebbe poi anche di privilegiare una fascia di evasori fiscali. Il credito al consumo intanto continua a marciare. Nei primi 11 mesi dell’anno (dati Assofin) le operazioni di finanziamento hanno raggiunto quota 33,3 milioni (+31,6%) per un controvalore di 31,1 miliardi di euro (+16%).

      VINCENZO CHIERCHIA