«Un errore grave,ma salviamo lo spazio per un confronto»

01/10/2010

Parla di «errore grave» Nino Baseotto, segretario generale della Cgil Lombardia. Errore considerare controparte un altro sindacato: dall’altra perte ci sono sempre i datori di lavoro. «Questo vale per noi e anche per gli altri sindacati », sottolinea con una piccola sferzata a Cisl e Uil. Dall’altra parte c’è la parte datoriale e anche un ministro che da quando è stato nominato punta a dividere il sindacato. Questo il giudizio a caldo sulla degenerazione della manifestazione Fiom a Treviglio, con gli attacchi alla sede locale della Cisl. Baseotto conferma comunque l’appoggio della Cgil alla battaglia del sindacato di Landini contro l’accordo firmato da Fim e Uilm sulle deroghe «che se possibile appesantisce ancora di più una divisione già molto profonda». «Sbagliato firmare con federmeccanica un accordo che accentua ancora di più la possibilità di derogare a normative e parti economiche del contratto nazionale», continua Baseotto. Insomma, quello di Treviglio è un episodio sciagurato, che piomba su una situazione fitta di ostacoli. Errori su errori. Baseotto, un incidente a pochi giorni dalla svolta di Genova,dove sembrava aprirsi un clima diverso, più disteso, nelle relazioni industriali. Significa qualcosa? «Mi auguro che in quei lavoratori ci fosse solo rabbia, nulla di più. Spero non ci fossero altri intendimenti, come quello di far retrocedere una situazione che aveva aperto uno spazio di confronto più sereno tra le parti sociali. Voglio davvero pensare che non ci fosse una regia». Cosa accade ora a quel percorso che si era aperto a Genova?Avrà una battuta d’arresto? «Restano in piedi tutte le condizioni per proseguire in quella direzione. Naturalmente non bastano le parole: servono fatti concreti verso un confronto che non discrimini la Cgil. Bisogna ragionare sulla contrattazione e anche sul fatto che ci sono stati 55 contratti firmati da tutte e tre le sigle confederali, in cui non ci sono state deroghe o richieste analoghe a quelle che si stanno facendo oggi da parte di Federmeccanica. Questi contratti vorranno pur dire qualcosa. In alcuni casi si prevedeva anche di allargare il secondo livello di contrattazione. È arrivato il momento di guardare a un nuovo modello di contrattazione. La Cgil farà su questo una proposta complessiva già nelle prossime settimane. Non sarà un semplice aggiustamento dell’accordo separato ». Che conseguenze avrà questo episodio sulla Fiom? «Lo ripeto: la Fiom ha tutto l’appoggio della Cgil nelle sue battaglie per la tutela dei diritti dei lavoratori. Ma è importante che la Fiom nons i isoli, visto che c’è già un ministro che da quando si è insediato lavora per la divisione e l’isolamento ». Il ministro parla ancora una volta di campagna d’odio. In questo incidente c’entrano più gli schieramenti sindacali, o la crisi economica? «La crisi ha portato certamente rabbia e preoccupazione tra i lavoratori. Aumenta il numero di giovani e di donne che rinunciano anche a cercare il lavoro. Servono risposte concrete che non arrivano. L’unica prospettiva possibile è quella di recuperare il terreno di confronto con le parti sociali: a questo non c’è alternativa»